È ancora emergenza in Valle Aurina, in Alto Adige, dopo la violenta ondata di maltempo che nella notte ha provocato una gigantesca colata detritica nella zona di San Giovanni. Le intense precipitazioni, con oltre 50 mm di pioggia caduti nell’area, hanno saturato i versanti montani favorendo il distacco di enormi quantità di terreno, rocce, fango e legname. Sono circa 150 i soccorritori impegnati nelle operazioni per ripristinare l’accesso alla parte più interna della vallata, rimasta isolata a causa della frana. La strada della Valle Aurina rimane al momento chiusa, mentre proseguono senza sosta gli interventi per liberare la viabilità e mettere in sicurezza l’area.
Una colata partita da circa 2.800 metri di quota
La colata detritica si è originata dal Rio Rosso, nella zona del rifugio Daimer, a un’altitudine di circa 2.800 metri. La grande quantità d’acqua caduta in poche ore ha innescato il rapido movimento verso valle di masse di detriti, fango e materiale vegetale. La colata ha raggiunto il torrente Aurino, dove l’enorme quantità di materiale ha ostruito un ponte e provocato temporaneamente lo straripamento del corso d’acqua. Il fango e i detriti sono quindi arrivati sulla strada principale della vallata, interrompendo la circolazione. L’Ufficio sistemazione bacini montani è riuscito nel frattempo a liberare il torrente Aurino, consentendo di ridurre il rischio legato all’ostruzione del corso d’acqua. Restano però ingenti quantità di materiale da rimuovere.
Già rimossi 30mila metri cubi di detriti
Le operazioni procedono con l’impiego di escavatrici e autocarri dell’Area funzionale Bacini montani, affiancati dai mezzi del Servizio strade. Il lavoro è particolarmente impegnativo per la quantità di materiale accumulato. Finora sono stati rimossi circa 30mila metri cubi di detriti e fango. Le squadre stanno lavorando per liberare progressivamente la zona e consentire il ripristino dell’accesso alla parte più interna della Valle Aurina.
La notte di paura a San Giovanni
L’emergenza è iniziata durante la notte, quando la colata proveniente dall’area della Malga Daimer aveva raggiunto l’Aurino, provocandone un temporaneo sbarramento. La situazione aveva fatto scattare immediatamente la macchina dei soccorsi. A scopo precauzionale erano state evacuate circa 120 persone, tra cui gli ospiti di un albergo e i residenti di 3 abitazioni. Vigili del fuoco volontari e soccorritori avevano garantito l’assistenza alla popolazione, mentre le autorità disponevano la chiusura della strada della Valle Aurina.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco volontari di San Giovanni, Lutago, Campo Tures, Molini di Tures e Riobianco. I vigili del fuoco di Cadipietra sono stati posti in stato di preallarme. Alle operazioni hanno inoltre partecipato il soccorso alpino, la Croce Bianca, la direzione sanitaria dei soccorsi, i carabinieri e i servizi di assistenza psicologica e spirituale nelle emergenze.
Droni e monitoraggio dell’area
Oltre alle operazioni con i mezzi pesanti, l’area viene monitorata anche attraverso droni, utilizzati per valutare l’evoluzione della situazione e individuare eventuali ulteriori criticità. L’emergenza ha portato all’attivazione del Centro operativo comunale della Valle Aurina e della centrale di intervento distrettuale, con il coordinamento delle diverse forze impegnate sul territorio.
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