Il maltempo che ha investito il Levante ligure rischia di lasciare conseguenze pesantissime sull’agricoltura locale. La combinazione di grandine e forti precipitazioni ha colpito le coltivazioni in una fase particolarmente delicata della stagione, provocando danni che, sulla base dei primi sopralluoghi, potrebbero arrivare a compromettere una parte molto consistente del raccolto agricolo di quest’anno. Il quadro che emerge dalle prime verifiche è particolarmente critico soprattutto per il comparto olivicolo. In diverse aree interessate dagli eventi meteorologici più violenti vengono infatti stimate perdite di olive fino al 60%, mentre risultano colpite in maniera estesa anche le coltivazioni viticole. Una situazione che coinvolge contemporaneamente la fascia costiera del Tigullio e diversi territori delle vallate dell’entroterra, ampliando sensibilmente l’estensione geografica dei danni provocati dall’ondata di maltempo.
Grandine e forti piogge, colpite la costa del Tigullio e le vallate dell’entroterra
Le precipitazioni più intense hanno interessato in particolare la fascia costiera del Tigullio e i comuni situati nelle zone più basse delle vallate interne. Tra i territori costieri maggiormente colpiti figurano Rapallo, Chiavari, Zoagli e Lavagna, località nelle quali l’agricoltura convive con un territorio complesso e con coltivazioni distribuite anche sui versanti. Il maltempo non si è però fermato alla costa. Le conseguenze delle precipitazioni e della grandine sono state riscontrate anche nell’entroterra, interessando i territori di Cogorno, Carasco, San Colombano Certenoli, Ne e Mezzanego. L’estensione dell’area coinvolta rende particolarmente rilevante il primo bilancio dei danni, perché gli effetti degli eventi atmosferici hanno interessato contemporaneamente numerose realtà agricole del Levante ligure.
Olive, perdite medie del 50% e punte fino al 60%
È il settore olivicolo a presentare, sulla base delle prime verifiche, alcune delle conseguenze più pesanti. A provocare i danni maggiori è stata la violenta cascola delle olive, direttamente collegata alle precipitazioni. La forza del maltempo ha determinato infatti una caduta prematura dei frutti dagli alberi, compromettendo una quota considerevole del prodotto che avrebbe dovuto arrivare alla raccolta. Nelle aree già esaminate attraverso i primi sopralluoghi, la caduta prematura delle olive si attesta mediamente intorno al 50%. Il dato, tuttavia, cambia sensibilmente in relazione alla posizione dei terreni e all’intensità con cui gli eventi atmosferici hanno investito le singole zone. Le percentuali rilevate oscillano infatti tra il 30% e il 60%, con le situazioni peggiori nelle aree maggiormente esposte alle precipitazioni più violente. Il dato più preoccupante riguarda proprio le punte di danni del 60% di olive, una percentuale che rende evidente la portata delle conseguenze subite dalle aziende agricole interessate.
Raccolto delle olive compromesso dalla cascola prematura
La cascola provocata dalle forti piogge rappresenta quindi il principale elemento di criticità emerso nelle prime ricognizioni sul territorio. Non si tratta soltanto della presenza di danni sulle piante, ma della perdita diretta di una parte consistente dei frutti prima della raccolta. Con una media che raggiunge il 50% nelle zone esaminate, le conseguenze sul raccolto dell’annata rischiano di essere particolarmente rilevanti. La situazione non è uniforme in tutto il territorio: la percentuale di prodotto caduto cambia a seconda della localizzazione dei terreni, passando da valori attorno al 30% fino alle situazioni più compromesse, dove la perdita raggiunge il 60%. Proprio questa variabilità territoriale rende determinanti i sopralluoghi nelle diverse aree interessate per ricostruire con maggiore precisione la reale estensione delle perdite.
Danni anche ai vigneti del Levante ligure
Accanto all’emergenza che riguarda gli uliveti, i primi riscontri indicano danni estesi anche alle coltivazioni viticole. Grandine e precipitazioni intense hanno quindi interessato due comparti agricoli differenti, aggravando il bilancio complessivo dell’evento meteorologico. Se per gli oliveti sono già disponibili percentuali indicative sulla quantità di prodotto caduto prematuramente, per le coltivazioni viticole il quadro evidenzia comunque un’estensione significativa dei danni. L’impatto simultaneo su olive e vigneti aumenta la portata delle conseguenze per il settore agricolo del Levante ligure, soprattutto nelle aree nelle quali le precipitazioni più violente hanno investito direttamente i terreni coltivati.
Agricoltura ligure, i primi sopralluoghi descrivono una situazione critica
Quello disponibile al momento rappresenta un primo bilancio dei sopralluoghi, ma i numeri già emersi delineano una situazione critica. Il dato centrale è quello relativo alle olive: nelle zone controllate è stata riscontrata una cascola media del 50%, mentre a seconda dei terreni le perdite variano dal 30% fino al 60%. Numeri che spiegano perché il maltempo possa arrivare a dimezzare il raccolto agricolo dell’anno nelle aree maggiormente interessate. Alla perdita delle olive si aggiungono infatti i danni riportati dalle coltivazioni viticole. Il fenomeno ha inoltre una dimensione territoriale significativa, estendendosi dalla costa del Tigullio alle zone interne e coinvolgendo Rapallo, Chiavari, Zoagli, Lavagna, Cogorno, Carasco, San Colombano Certenoli, Ne e Mezzanego.
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