Maltempo Piemonte, grandinata devasta i vigneti del Novarese: “serviranno almeno due anni”

Danni gravissimi nei comuni di Barengo, Briona, Fara Novarese, Sizzano, Ghemme e Cavaglio D’Agogna. Angelo Radica scrive a Giorgia Meloni e Alberto Cirio

Una violenta grandinata ha messo in ginocchio una parte importante del comparto vitivinicolo della provincia di Novara, provocando danni che, secondo quanto segnalato dall’Associazione Nazionale Città del Vino, avrebbero compromesso circa il 90% della produzione vinicola nelle aree maggiormente colpite. La situazione è considerata particolarmente grave non soltanto per le conseguenze immediate sulla produzione di quest’anno, ma anche per le ripercussioni che potrebbero interessare le prossime stagioni. I danni subiti dai vigneti, infatti, sarebbero così pesanti da richiedere un lungo periodo prima del ritorno alla piena capacità produttiva. A chiedere interventi urgenti è Angelo Radica, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, realtà che riunisce oltre 500 comuni italiani a vocazione vitivinicola. Radica ha indirizzato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, sollecitando l’attivazione di strumenti straordinari in favore dei territori e delle aziende colpite.

Barengo, Briona, Fara Novarese, Sizzano, Ghemme e Cavaglio D’Agogna tra i territori colpiti

Nel documento vengono indicati in particolare sei comuni piemontesi aderenti all’associazione: Barengo, Briona, Fara Novarese, Sizzano, Ghemme e Cavaglio D’Agogna. Si tratta di territori nei quali la coltivazione della vite rappresenta una componente importante dell’economia agricola locale e dove gli effetti della grandinata sono stati particolarmente severi. Radica descrive una situazione di vera e propria emergenza produttiva, sottolineando come la violenza del fenomeno abbia compromesso non soltanto i grappoli destinati alla vendemmia, ma anche la struttura stessa di numerosi vigneti. “La scorsa settimana – si legge nella lettera di radica – i comuni piemontesi di Barengo, Briona, Fara Novarese, Sizzano, Ghemme e Cavaglio D’Agogna, tutti aderenti alla nostra associazione nazionale, sono stati colpiti da una violenta grandinata che ha distrutto circa il 90% della produzione vinicola, mettendo in ginocchio un intero comparto e centinaia di aziende del territorio. La grandinata è stata talmente violenta che ha causato danni ai vigneti tali che avranno bisogno di almeno due anni per tornare a produrre”. Un quadro che evidenzia la portata di un evento capace di generare conseguenze economiche ben oltre la perdita del raccolto nell’immediato.

Vigneti danneggiati, l’allarme per le prossime due annate

L’elemento più preoccupante riguarda proprio la prospettiva di una ripresa lenta della produzione. Secondo quanto indicato nella lettera, alcuni vigneti del Novarese avrebbero riportato danni tali da rendere necessario un periodo di almeno due anni prima di poter tornare a produrre regolarmente. Una criticità che potrebbe incidere pesantemente sulle aziende vitivinicole locali, chiamate nel frattempo a sostenere costi di gestione, interventi nei campi e attività necessarie alla ricostituzione della capacità produttiva, senza poter contare sui normali quantitativi di uva e vino. La perdita di circa il 90% della produzione nelle aree interessate assume quindi un peso ancora maggiore perché si inserisce in una filiera che coinvolge direttamente aziende agricole, cantine, lavoratori e attività collegate alla trasformazione e alla commercializzazione del vino.

Città del Vino scrive a Meloni e Cirio: “azioni immediate”

Di fronte alla gravità della situazione, il presidente di Città del Vino ha chiesto che vengano utilizzati tutti gli strumenti disponibili per sostenere le imprese e il territorio. Radica riconosce l’esistenza di iniziative già avviate a livello locale e la consapevolezza delle istituzioni rispetto all’emergenza, ma ritiene necessario un intervento rapido e coordinato. Nella lettera il presidente evidenzia che vi sono “azioni territoriali già in corso e che tutti gli enti sono a conoscenza della grave situazione di emergenza”, chiedendo però un ulteriore passo alle istituzioni nazionali e regionali. La richiesta è quella di “a nome della nostra associazione che rappresenta oltre 500 comuni italiani l’attivazione tutti gli strumenti a vostra disposizione e allo stesso tempo di promuovere azioni immediate in quanto è a rischio un’intera economia, il futuro di tante aziende e molti posti di lavoro”.

A rischio l’economia vitivinicola della provincia di Novara

L’appello mette al centro il pericolo che i danni provocati dalla grandine possano trasformarsi in una crisi economica più ampia. La viticoltura nel Novarese rappresenta infatti una componente rilevante del tessuto produttivo dei comuni colpiti e la perdita quasi totale della produzione può avere effetti diretti sulla sostenibilità di numerose aziende. La preoccupazione riguarda anche i posti di lavoro collegati alla filiera e la capacità delle imprese di affrontare un periodo prolungato di ridotta produttività. Per questo l’Associazione Nazionale Città del Vino chiede che alle iniziative territoriali già attivate si affianchino misure capaci di rispondere alla dimensione eccezionale dei danni. La richiesta indirizzata a Giorgia Meloni e Alberto Cirio punta quindi a ottenere una risposta istituzionale immediata per evitare che la grandinata dei giorni scorsi lasci conseguenze strutturali sul futuro del comparto. Al centro resta la necessità di tutelare le aziende vitivinicole, salvaguardare l’occupazione e accompagnare i vigneti danneggiati in un percorso di recupero che, nelle situazioni più gravi, potrebbe richiedere almeno due annate.

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