Maltempo, vento forte e onde sul Lago di Garda: salvati 22 giovani velisti

Diverse barche a vela scuffiate a causa delle condizioni meteorologiche avverse, caratterizzate da vento forte e lago mosso, che ieri hanno colpito la zona del Lago di Garda

A causa del maltempo che si è abbattuto sulla zona, ventidue giovani velisti (di età compresa tra i 10 e i 17 anni e di varie nazionalità) sono stati salvati sulle rive del Lago di Garda, dove erano impegnati in una regata. I fatti risalgono al primo pomeriggio di ieri, quando la Guardia Costiera del Lago di Garda è intervenuta nelle acque antistanti il Comune di Riva del Garda per prestare assistenza a numerose unità a vela. Intorno alle 14, il capo equipaggio dell’unità PCN3 (Nucleo Speciale Salvataggio Protezione Civile A.N.M.I.), già impegnata nella navigazione nell’Alto Garda, ha comunicato alla Sala operativa della Guardia Costiera in merito alla presenza di diverse barche a vela scuffiate a causa delle condizioni meteorologiche avverse, caratterizzate da vento forte e lago mosso, chiedendo l’immediato intervento di ulteriori mezzi per assistere e recuperare gli sportivi in difficoltà.

I soccorsi

Immediata la risposta dell’U.C.G. Guardia Costiera Lago di Garda di Salò che, assunte le funzioni di coordinamento delle operazioni, ha disposto l’impiego dell’unità navale della Guardia Costiera di Torbole GC B197, del battello ‘Spiagge Sicure’ e del PCN3. Giunte nello specchio acqueo interessato, le tre unità di soccorso hanno recuperato in sicurezza i giovani velisti coinvolti nel capovolgimento delle imbarcazioni. Alla fine sono stati 22 i giovani velisti complessivamente recuperati a bordo delle tre unità Sar e condotti in sicurezza presso il sorgitore di Torbole, dove erano già presenti gli operatori sanitari del 118 per l’assistenza e le prime cure del caso.

Il tempestivo intervento della Guardia Costiera, della Protezione Civile del Trentino e di ‘Spiagge Sicure’, ha consentito di gestire rapidamente una situazione particolarmente delicata, aggravata dalla giovane età degli atleti e dal repentino peggioramento delle condizioni meteolacuali, scongiurando così il peggio.