A dieci anni dal terremoto di Amatrice, la città simbolo del sisma del 24 agosto 2016 continua il suo difficile percorso di ricostruzione e rinascita. Nel giorno dell’anniversario della tragedia che sconvolse il Centro Italia, il sindaco Giorgio Cortellesi ha raccontato una comunità ancora segnata dal dolore, ma animata da una forte volontà di ripartire, mentre il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato in forma privata i familiari delle vittime. Le celebrazioni si sono svolte nel segno della memoria, ma anche della speranza per il futuro di un territorio che, dopo anni complessi, prova a ritrovare la propria identità attraverso la partecipazione dei cittadini, il ritorno delle seconde case e una nuova vitalità culturale.
Il terremoto di Amatrice tra ricordo e speranza
Il terremoto del 24 agosto 2016 rappresenta una delle pagine più drammatiche della storia recente italiana. La scossa distruttiva colpì duramente Amatrice, Accumoli e numerosi comuni dell’area appenninica tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, provocando centinaia di vittime e lasciando profonde ferite nel tessuto sociale e urbano. A distanza di dieci anni, il messaggio che arriva da Amatrice è quello di una comunità che non vuole arrendersi. Il sindaco Giorgio Cortellesi, intervenendo a margine delle celebrazioni dell’anniversario, ha sottolineato il bisogno di fiducia e la forza di una popolazione che continua a impegnarsi per ricostruire non soltanto gli edifici, ma anche il senso di appartenenza. “Questa terra in questo momento ha bisogno di crederci. Ci crede, le persone sono molto attive, proattive, abbiamo tantissime attività e associazioni e tanta è la voglia di rinascere”, ha dichiarato il primo cittadino.
Amatrice riparte dalla comunità: “tanta voglia di allegria, mancata per tanto tempo”
Il percorso di rinascita di Amatrice passa anche dalla capacità di ricreare momenti di aggregazione e di riportare vita nelle strade del paese. Il sindaco ha ricordato come, prima del sisma, la città avesse una dimensione molto più ampia nei periodi di maggiore presenza turistica e familiare. “È una città piccolina ma importantissima- dice – prima del sisma contavamo duemila residenti, che diventavano quarantamila nei periodi di maggiore afflusso”. Un ruolo fondamentale nella ripartenza viene attribuito anche ai proprietari delle seconde case, che negli ultimi mesi hanno contribuito a restituire movimento e partecipazione al territorio. “Ho visto una forza importante anche nei proprietari delle seconde case, poi quest’anno con il caldo abbiamo avuto una invasione”, ha spiegato Cortellesi. Il ritorno delle persone e delle tradizioni rappresenta uno dei segnali più evidenti della volontà di superare gli anni più difficili dopo il terremoto. Molte iniziative culturali e popolari, rimaste ferme nel tempo, sono tornate protagoniste. “Sono rimate tantissime feste, che erano andate perse negli anni e c’è tanta voglia di rinascere”, ha aggiunto il sindaco.
Giorgia Meloni incontra i familiari delle vittime del terremoto
Nel corso delle celebrazioni per il decimo anniversario del sisma di Amatrice, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato in forma privata i familiari delle persone che persero la vita nella tragedia del 2016. L’incontro è avvenuto all’uscita dal parco Padre Minozzi, dove il premier ha deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento dedicato ai caduti. Con Giorgia Meloni erano presenti anche il commissario alla ricostruzione Guido Castelli e Paolo Trancassini, che hanno partecipato alle iniziative commemorative in una giornata dedicata al ricordo delle vittime e all’impegno per il completamento della ricostruzione.
