Meteorologi sotto assedio: “nove amici su dieci vogliono sapere quando finirà il caldo”

Dalle previsioni quotidiane al nowcasting con radar e modelli numerici: il racconto di alcuni tra i principali meteorologi e climatologi italiani fotografa una professione profondamente cambiata

Un tempo il dubbio era soprattutto uno: quando finirà il freddo? Oggi le domande rivolte a chi si occupa di meteorologia sono completamente diverse. Si vuole sapere quando terminerà il caldo, se una festa all’aperto è a rischio o se convenga modificare i programmi per evitare grandine, fulmini e nubifragi. A raccontare questa trasformazione con l’esperienza di 45 anni di carriera è Carlo Cacciamani, che fotografa in poche parole il cambiamento delle preoccupazioni legate al tempo atmosferico. “Nove amici su dieci quando mi incontrano mi chiedono quando finirà il caldo. Fra qualche giorno mi domanderanno se i temporali saranno pericolosi. Non accade più, come quando ho iniziato questo mestiere, che vogliano sapere quando smetterà di far freddo”, riporta ‘Repubblica’.  Il meteorologo, insomma, non è più soltanto quello a cui chiedere se nel fine settimana servirà l’ombrello. Con l’aumento dell’attenzione verso ondate di calore ed eventi atmosferici intensi, il suo parere entra sempre più spesso nelle scelte quotidiane.

Previsioni meteo, la pressione cresce: “un’allerta sbagliata può essere fatale”

Dietro una previsione sbagliata oggi può esserci molto più di una semplice figuraccia. Lo spiega Federico Grazzini, responsabile del Servizio meteorologia operativa e centro funzionale di Arpae Emilia Romagna, descrivendo quanto sia aumentato il peso delle responsabilità. “Una volta se sbagliavamo una previsione al massimo ci prendevamo un insulto. Oggi i fenomeni meteo sono diventati molto intensi, un’allerta sbagliata può essere fatale, e noi ci sentiamo tutta questa pressione addosso”. Il cambiamento riguarda quindi anche il modo in cui il meteorologo vive il proprio lavoro. Le previsioni possono contribuire alla gestione di situazioni nelle quali sono in gioco attività all’aperto, spostamenti, manifestazioni e soprattutto la sicurezza delle persone.

Ondate di caldo, il primo bollettino finisce spesso ai genitori

Le conoscenze professionali non rimangono confinate all’ufficio. Entrano inevitabilmente anche nelle famiglie degli esperti. Dino Zardi, professore di fisica dell’atmosfera all’Università di Trento, racconta di utilizzare le proprie competenze per mettere in guardia la madre nei periodi più caldi. “Forse mia madre avrebbe preferito un figlio medico, ma io sempre, quando si preannuncia un’ondata di caldo, le telefono per raccomandarmi che stia al sicuro”. Anche Davide Faranda, esperto di eventi meteo estremi al Cnrs francese, segue a distanza quello che accade in Sicilia, dove vive suo padre. “Da Parigi mi preoccupo per mio padre, che ha l’orto in Sicilia. Se vedo dalle carte meteo che le temperature salgono troppo gli dico di aspettare assolutamente le sei”. La meteorologia diventa così una sorta di servizio familiare permanente: si controllano temperature e carte atmosferiche non soltanto per studio, ma anche per consigliare quando sia meglio uscire, lavorare all’aperto o rimandare un’attività.

Bernardo Gozzini e la colazione davanti ai modelli meteo

Per Bernardo Gozzini, ex direttore del consorzio Cnr-Lamma di Firenze, la giornata comincia inevitabilmente osservando ciò che accade sopra la propria testa. Prima guarda il cielo e, quando individua nubi insolite o configurazioni interessanti, le fotografa. Poi arriva il momento del computer. I modelli meteorologici trasformano le osservazioni dell’atmosfera in scenari previsionali che riguardano pressione, temperatura, venti e precipitazioni. Un singolo modello però non basta: il lavoro dell’esperto consiste anche nel confrontare simulazioni differenti e capire dove convergono e dove invece divergono. “Ne faccio correre diversi sul computer, poi li metto a confronto su un’unica schermata e mi faccio un’idea della situazione. Se c’è bel tempo ci metto poco. Con le perturbazioni, come in questi giorni, ci spendo più tempo”. È una routine che prosegue anche quando dovrebbe essere in vacanza. “Per me è come leggere il giornale. Mia moglie prima si lamenta, poi mi chiede se può stendere i panni”. Una scena domestica che racconta bene quanto il confine tra professione e passione possa diventare sottile per chi trascorre la propria vita a osservare l’atmosfera.

Antonello Pasini e il clima che sorprende anche in vacanza

Anche Antonello Pasini, climatologo del Cnr ed esperto di cambiamento climatico, preferisce affidarsi direttamente alla propria lettura della situazione atmosferica. “Anch’io le mie previsioni me le faccio da solo”. Quest’anno, durante le ferie trascorse per ragioni familiari nei pressi di Bordeaux, si è ritrovato in una delle aree interessate da incendi e temperature molto elevate. “Per ragioni familiari trascorro le ferie vicino Bordeaux, che quest’anno è stata devastata dagli incendi e dalle ondate di caldo. Tutti i miei parenti mi domandano esterrefatti cosa stia succedendo al clima del pianeta”. Le domande rivolte ai climatologi non riguardano quindi più soltanto il tempo previsto per il giorno successivo, ma sempre più spesso il significato di ciò che si sta osservando e il rapporto tra gli episodi estremi e l’evoluzione del clima globale.

Le nuvolette delle app non bastano più a chi impara a leggere i modelli

Le comuni applicazioni meteo per smartphone offrono risposte rapide, ma per molti professionisti risultano troppo semplificate. Le eccezioni riguardano soprattutto i servizi ufficiali dell’Aeronautica Militare, delle agenzie regionali, di ItaliaMeteo e del Lamma. Chi comincia invece a consultare direttamente i modelli difficilmente torna indietro. Lo spiega Massimiliano Pasqui, meteorologo del Cnr. “chi impara a usare i modelli finisce per appassionarsi. Non potrai mai più accontentarti delle immagini con le nuvolette. C’è un mondo dietro, ognuno di noi ha un programma preferito di cui si fida più degli altri. È un po’ come con le moto”. Ogni meteorologo finisce quindi per sviluppare maggiore confidenza con alcuni strumenti rispetto ad altri, confrontando continuamente le diverse soluzioni prima di costruire una previsione.

Il radar prima della moto: meglio controllare che arrivare in ufficio fradici

Il riferimento alle moto di Pasqui ha una spiegazione molto concreta. Le utilizza per recarsi al lavoro e, quando il cielo appare incerto, il controllo del radar meteorologico diventa parte della preparazione prima di uscire. “Le uso per andare al lavoro. Se il tempo è incerto guardo il radar meteorologico prima di mettermi in moto. Anche se in ufficio ho un cambio completo, che figura farei presentandomi zuppo”. È soprattutto durante le giornate instabili che il radar mostra tutta la propria utilità. I temporali estivi possono svilupparsi rapidamente, interessare aree ristrette e cambiare intensità in tempi brevi. Una previsione elaborata molte ore prima non sempre può definire ogni dettaglio. Il radar consente invece di osservare il fenomeno mentre sta già avvenendo e capire come si sta spostando.

Temporali in diretta sul cellulare: il radar diventa uno strumento quotidiano

Per seguire piogge, fulmini e temporali improvvisi molti esperti utilizzano anche lo smartphone. Tra le applicazioni diffuse compare Windy, che permette di consultare diversi prodotti meteorologici. Faranda descrive in maniera semplice cosa si può ricavare dalle immagini radar. “Il radar fa vedere dove sta piovendo al momento, con quanti fulmini e con una moviola delle ore precedenti”. Osservare più immagini in sequenza consente di comprendere la traiettoria seguita dalle precipitazioni e ipotizzarne il successivo spostamento. “Permette di seguire la direzione del temporale, quindi di stimare dove si dirigerà fra poco. A volte, vedendo molti fulmini, ho avvertito i miei amici che facevano il bagno al mare. Bisogna farci un po’ l’occhio, ma ho insegnato a usarlo anche al mio papà”. Un utilizzo molto pratico della tecnologia meteorologica: controllare cosa sta accadendo a pochi chilometri di distanza può essere utile soprattutto quando si è in spiaggia, in montagna o in altri luoghi esposti.

Meteorologo, da qualche esame di fisica ai corsi universitari dedicati

Anche la formazione è cambiata profondamente. Zardi ricorda che quando studiava all’università gli strumenti a disposizione erano decisamente inferiori e la meteorologia trovava spazio soltanto marginalmente all’interno di altri percorsi scientifici. “Non avevamo tanti strumenti di conoscenza come oggi. C’era una spolverata di meteorologia in qualche esame di fisica. Negli ultimi anni invece sono nati corsi di laurea in meteorologia a Trento, Bologna, Roma, L’Aquila e a Napoli Parthenope. Anche se in Italia non è ancora regolamentata, quella del meteorologo è una professione a tutti gli effetti, e con molte responsabilità per la sicurezza altrui”. Il salto tecnologico e scientifico ha quindi trasformato anche il profilo professionale di chi studia l’atmosfera.

Nowcasting, sapere cosa succederà tra mezz’ora può cambiare i programmi

Le previsioni a brevissimo termine hanno un nome preciso: nowcasting. È proprio questa tecnica che Cacciamani ha utilizzato per stabilire se fosse il caso di andare al cinema all’aperto. “Permette di fare quello che chiamiamo nowcasting: le previsioni a brevissimo termine, mezz’ora o un’ora al massimo. In situazioni mutevoli come in montagna e con i temporali improvvisi che vediamo con il cambiamento climatico, possono aiutare a tenersi fuori dai guai”. Il principio è diverso dalla classica previsione dei giorni successivi. Quando un temporale è già presente, l’attenzione si concentra sulla sua posizione, sulla direzione di movimento e sulla possibile evoluzione immediata. È una finestra temporale ridotta, ma proprio per questo può risultare particolarmente utile.

Compleanno con 50 invitati: il radar salva la festa ai 300 scalini

Il radar meteo può trasformarsi anche nell’invitato più prezioso a una festa. Grazzini racconta quanto accaduto nel giorno del proprio compleanno, organizzato ai 300 scalini di Bologna, un luogo suggestivo ma privo di ripari adeguati. “Avevo deciso di festeggiare il compleanno con 50 persone ai 300 scalini a Bologna”. Le previsioni indicavano condizioni favorevoli, ma all’orizzonte comparve una nube temporalesca. A quel punto fu sufficiente controllare il radar sul telefono per capire che la situazione richiedeva attenzione e dare l’allarme prima che il fenomeno raggiungesse l’area. È proprio in casi del genere che il nowcasting completa la previsione tradizionale: l’atmosfera evolve e la valutazione deve essere aggiornata mentre gli eventi sono in corso.

Vacanza a Praga, il meteorologo avvisa ma il cugino non ci crede

Naturalmente, avere un meteorologo in famiglia serve soltanto se poi lo si ascolta. Il cugino di Pasqui ne ha avuto una dimostrazione durante una partenza per Praga. “Doveva andare in vacanza a Praga. Gli ho consigliato di mettere vestiti pesanti in valigia. Lui non mi ha dato retta e ancora ricorda quanto freddo ha patito”. Nessun pericolo in questo caso, soltanto una valigia poco adatta e parecchio freddo. Ma il precedente è rimasto memorabile.

E il meteorologo riesce perfino a salvare un matrimonio dal temporale

C’è infine chi ha potuto ringraziare il meteorologo durante il brindisi di nozze. Faranda aveva sconsigliato ad alcuni amici di organizzare la festa all’aperto perché le condizioni atmosferiche non promettevano nulla di buono. “Attenti, ho detto ai miei amici. Vi sconsiglio di fare la festa all’aperto”. Il consiglio venne seguito. La festa si svolse al coperto e mentre all’esterno arrivavano tuoni e fulmini, agli sposi rimase anche il tempo di dedicare un brindisi speciale a chi aveva letto correttamente l’evoluzione del cielo. Tra madri da proteggere dal caldo, padri con l’orto in Sicilia, panni da stendere, motociclette, compleanni, vacanze e matrimoni, la meteorologia entra così nella quotidianità molto più di quanto possa sembrare. Ma dietro gli episodi più divertenti resta un cambiamento sostanziale: oggi il lavoro del meteorologo riguarda sempre più spesso la prevenzione dei rischi, l’interpretazione degli eventi estremi e la capacità di trasformare modelli, radar e osservazioni in informazioni utili quando il tempo può cambiare rapidamente.