Misteriosa attività spaziale russa costringe aereo USA a invertire la rotta

Un C-17 della U.S. Air Force diretto in Antartide rientra in Nuova Zelanda a causa di un allarme su possibili detriti spaziali

Un evento avvolto dal mistero ha costretto un aereo da trasporto militare degli Stati Uniti a compiere una improvvisa “inversione a U” mentre sorvolava le remote acque dell’Oceano Indiano. Il velivolo, un imponente C-17 Globemaster della U.S. Air Force, era decollato martedì 18 agosto dall’aeroporto di Christchurch, nell’isola del Sud della Nuova Zelanda, ed era originariamente diretto verso la base di McMurdo, in Antartide. I tracciamenti effettuati tramite software radar hanno però mostrato il velivolo cambiare bruscamente rotta circa 2 ore dopo il decollo, rientrando alla base a causa di una non precisata minaccia proveniente dallo Spazio.

L’allarme russo e la minaccia per l’aviazione

Secondo una dichiarazione rilasciata dall’Autorità per l’aviazione civile della Nuova Zelanda alla testata locale Stuff, il C-17 ha fatto dietrofront dopo che la Russian Air Traffic Management Corporation ha emesso un avviso segnalando una “attività spaziale, potenzialmente pericolosa per l’aviazione in rotta verso l’Antartide“. Al momento rimane ignoto in cosa potesse consistere tale attività e la U.S. Air Force non ha ancora rilasciato alcun comunicato ufficiale in merito.

L’agenzia federale statunitense FAA aveva già emesso un NOTAM (avviso ai piloti) il 10 agosto per una vasta regione di spazio aereo sopra l’Australia e l’Oceano Indiano del Sud nota come Melbourne Flight Information Region. L’avviso affermava che, a partire dal 14 agosto, “si svolgeranno attività aerospaziali russe” e che ci sono “possibili detriti” in diverse aree dell’enorme spazio aereo interessato. È probabile che l’avviso che ha causato l’inversione del C-17 fosse collegato a questo NOTAM, ancora attivo nella giornata di martedì.

I precedenti e il crescente traffico spaziale

Negli ultimi anni, i detriti in caduta libera che rientrano nell’atmosfera terrestre hanno causato diverse chiusure dello spazio aereo. Nel novembre 2022, a titolo di esempio, il nucleo centrale di un razzo cinese Long March 5B precipitò sulla Terra in un rientro incontrollato sopra la Spagna, spingendo le autorità a diverse e precauzionali chiusure dello spazio aereo. Nel gennaio 2025, Starship di SpaceX è esploso nel suo 7° volo di prova, facendo piovere detriti infuocati sull’Oceano Atlantico vicino alle isole Turks e Caicos. In quell’occasione la FAA attivò un’area di risposta, costringendo alcuni aerei a deviare verso aeroporti secondari a causa del basso livello di carburante.

Nello stesso mese, uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha rilevato che esiste una probabilità del 26% di “un rientro incontrollato di detriti spaziali in spazi aerei trafficati” a causa del forte aumento del traffico nello Spazio registrato in tempi recenti. Sono comunque necessari molti più dati per determinare come mitigare questi rischi e come rispondere in caso di incidenti con i detriti. Rimane in ogni caso la possibilità che l’avviso della Russia non sia stato causato affatto da detriti spaziali in caduta, ma da test di armi ad alta quota come i missili balistici. Tuttavia, eventi del genere vengono tipicamente pianificati con larghissimo anticipo, il che significa che qualsiasi avviso sarebbe stato emesso molto prima che il C-17 si alzasse in volo.