Una delle montagne più celebri e temute dell’Himalaya potrebbe cambiare nome per rendere omaggio a Nirmal Purja, l’alpinista nepalese conosciuto in tutto il mondo come Nimsdai, morto il 30 luglio 2026 insieme ad altri nove alpinisti dopo essere stato travolto da una valanga sul Broad Peak, in Pakistan. La proposta arriva dalle autorità locali della regione dell’Annapurna, intenzionate a ricordare uno dei più importanti protagonisti dell’alpinismo contemporaneo attraverso una serie di iniziative permanenti. Tra le ipotesi avanzate, tuttavia, ce n’è una che sta provocando un acceso dibattito: la possibilità di rinominare Annapurna I, la montagna di 8.091 metri, con il nome di “Nimsdai Annapurna”. L’iniziativa è stata approvata nell’ambito di una serie di progetti commemorativi discussi dall’Annapurna Rural Municipality, il governo locale dell’area occidentale del Nepal dove Purja era nato. Oltre al possibile cambio di denominazione della montagna, le autorità hanno proposto la realizzazione di una statua a grandezza naturale, la creazione di un museo dedicato all’alpinista e l’intitolazione a Nimsdai di un importante itinerario escursionistico.
Nirmal Purja morto sul Broad Peak il 30 luglio insieme ad altri nove alpinisti
La discussione arriva poche settimane dopo la tragedia del Broad Peak, uno degli Ottomila del Karakorum. Il 30 luglio 2026, Purja stava guidando una spedizione internazionale quando una valanga investì il gruppo durante la progressione sulla montagna. La tragedia provocò la morte di dieci alpinisti, tra i quali lo stesso Nimsdai e scalatori provenienti da Nepal, Pakistan, Oman, Cina e Stati Uniti. La scomparsa di Purja ebbe una vasta eco internazionale, anche per la dimensione raggiunta dalla sua figura nell’alpinismo mondiale negli ultimi anni. Purja era diventato celebre soprattutto nel 2019, quando aveva completato la scalata delle 14 montagne del pianeta superiori agli 8.000 metri in appena sei mesi, un’impresa che lo aveva trasformato in uno dei volti più conosciuti dell’alpinismo moderno. La sua storia era stata successivamente raccontata anche attraverso il documentario “14 Peaks: Nothing Is Impossible”.
La proposta: Annapurna I potrebbe diventare “Nimsdai Annapurna”
Il progetto più discusso riguarda proprio la denominazione dell’Annapurna I, decima montagna più alta della Terra con i suoi 8.091 metri. Le autorità locali hanno proposto di associare ufficialmente il nome di Purja al massiccio, trasformando la denominazione in “Nimsdai Annapurna”. Non si tratta comunque di una decisione definitiva: un eventuale cambio di nome dovrebbe attraversare un iter istituzionale e arrivare al governo federale del Nepal, dopo il confronto con la famiglia dell’alpinista. L’Annapurna occupava inoltre un ruolo particolarmente significativo nella storia sportiva di Purja. Pur essendo nato a Dana, nel distretto di Myagdi, in un’area geograficamente più vicina al Dhaulagiri, proprio l’Annapurna fu il primo Ottomila affrontato nel suo celebre “Project Possible”, la sfida attraverso la quale avrebbe successivamente scalato tutti i quattordici Ottomila in un tempo senza precedenti.
Non soltanto il nome dell’Annapurna: statua e museo per Nimsdai
La proposta di modifica della denominazione non è l’unico progetto attraverso il quale le autorità locali vogliono preservare la memoria di Nirmal Purja. Il governo rurale dell’Annapurna ha infatti approvato anche la realizzazione di una statua dedicata a Nimsdai. Tra le possibilità prese in considerazione figura l’installazione di una statua a grandezza naturale presso il campo base dell’Annapurna, anche se la localizzazione definitiva deve ancora essere stabilita. Parallelamente è in valutazione la costruzione di un museo dedicato alla vita e alle imprese dell’alpinista, che potrebbe sorgere vicino al suo luogo di nascita. Le autorità hanno manifestato l’intenzione di coinvolgere anche la famiglia di Purja nella scelta della sede e nella definizione del progetto. L’obiettivo è creare un luogo nel quale conservare la memoria delle imprese, dei record e del contributo fornito da Nimsdai all’alpinismo e al turismo d’alta quota nepalese.
Everest Today contro “Nimsdai Annapurna”: “deve rimanere Annapurna”
Tra le prese di posizione più nette contro la proposta figura quella di Everest Today, che ha respinto apertamente l’ipotesi di modificare il nome della montagna pur riconoscendo la possibilità di ricordare Purja attraverso altre iniziative. La dichiarazione è durissima: “Everest Today condanna fermamente e respinge categoricamente la proposta dell’Annapurna RMP di rinominare l’Annapurna I (8.091 m) come “Nimsdai Annapurna”. Si tratta di un tentativo inutile e inaccettabile di alterare l’identità storica, culturale e geografica di una delle più grandi montagne del Nepal. Onora Nims con statue, memoriali e preservando i suoi traguardi per le generazioni future, ma non riscrivere l’identità e la storia dell’Annapurna. L’Annapurna deve rimanere Annapurna”. Il punto centrale della contestazione è quindi la distinzione tra la necessità di onorare Nirmal Purja e l’opportunità di intervenire sull’identità storica della montagna. Secondo questa posizione, statue, memoriali e musei potrebbero rappresentare strumenti adeguati per tramandare le imprese di Nimsdai senza modificare una denominazione consolidata da secoli.
Il Nepal davanti a una scelta tra memoria di Nimsdai e identità dell’Annapurna
La discussione è destinata a proseguire, soprattutto perché l’eventuale trasformazione di Annapurna I in “Nimsdai Annapurna” non dipende esclusivamente dalle autorità locali. La proposta dovrà infatti essere sottoposta alle autorità federali nepalesi e il percorso potrebbe rivelarsi complesso proprio per il valore culturale, religioso, geografico e internazionale associato al nome Annapurna. Rimane invece molto più concreta la possibilità che vengano realizzati il museo, la statua dedicata a Nirmal Purja e altri interventi commemorativi nella regione dove l’alpinista era nato. A poche settimane dalla tragedia del Broad Peak, il Nepal si trova così davanti a una discussione destinata a coinvolgere non soltanto istituzioni e appassionati di montagna, ma l’intero mondo dell’alpinismo himalayano: come rendere permanente il ricordo di una figura straordinariamente importante come Nimsdai senza modificare l’identità storica di una delle montagne simbolo dell’Himalaya.
