Una violenta alluvione lampo ha colpito il Nepal, interessando in particolare le aree di Syapru Besi e Timure, nel distretto montuoso di Rasuwa, al confine con il Tibet. Le acque hanno travolto villaggi e provocato ingenti danni alle infrastrutture, mentre le autorità hanno lanciato l’allerta per il possibile rischio di vittime. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, risultano danneggiati strade, ponti e impianti idroelettrici, con conseguenti interruzioni della fornitura elettrica nella zona. Non sono ancora disponibili stime definitive sulle persone coinvolte né sull’entità complessiva dei danni: al momento risultano 8 morti e diversi dispersi.
Il distretto di Rasuwa conta circa 50mila abitanti. Il responsabile amministrativo locale, Narendra Pariyar, ha riferito che sono giunte segnalazioni di villaggi e siti di infrastrutture completamente travolti dalla piena. Le autorità hanno invitato in particolare gli abitanti che vivono lungo le sponde del fiume Bhote Koshi a raggiungere al più presto zone più elevate e sicure.
Resta incerta l’origine della piena
Al momento non è stata individuata con certezza la causa dell’inondazione. L’evento riporta tuttavia alla memoria la devastante piena che lo scorso anno interessò lo stesso corso d’acqua e che provocò 9 morti e 24 dispersi. In quell’occasione, secondo un monitoraggio regionale, l’origine dell’alluvione fu ricondotta al cedimento di un lago supraglaciale in Tibet. Un fenomeno di questo tipo può provocare un’improvvisa e consistente immissione d’acqua nei corsi fluviali, con effetti particolarmente pericolosi nelle strette vallate dell’Himalaya.
Soccorsi mobilitati
Il governo nepalese ha mobilitato squadre di soccorso e di assistenza, insieme a forze di polizia e militari. Il primo ministro Balendra Shah ha ordinato di trasferire gli abitanti delle aree più basse verso luoghi più sicuri e ha invitato la popolazione lungo il fiume a mantenere la massima prudenza. Il Bhote Koshi nasce in Tibet e attraversa il Nepal prima di confluire nel Trishuli, corso d’acqua che prosegue verso l’India assumendo il nome di Gandak. La sua posizione in una regione montuosa e densamente attraversata da infrastrutture rende particolarmente vulnerabili le comunità locali in caso di improvvise piene.

