L’inverno in Nuova Zelanda sta mostrando il suo volto più rigido, portando con sé un’ondata di freddo che sta facendo crollare le temperature a livelli vicini ai record storici. Da diversi giorni una morsa di gelo ha avvolto l’intera nazione, costringendo i cittadini ad affrontare mattinate glaciali e disagi diffusi. Questa massa d’aria polare ha abbattuto i termometri in molte località, facendo registrare i valori più bassi degli ultimi anni. Il freddo estremo non ha risparmiato quasi nessuna regione, estendendosi con decisione dalle aree più montuose del Sud fino alle zone solitamente più miti situate a Nord. Le conseguenze di questo improvviso calo termico si stanno facendo sentire pesantemente sulle strade di tutto il Paese, mentre la rete elettrica nazionale è stata messa a dura prova dall’accensione simultanea dei sistemi di riscaldamento per contrastare queste imponenti gelate mattutine.
I dati di una mattinata glaciale
Il servizio meteorologico MetService ha confermato che la colonnina di mercurio è precipitata ovunque. L’aeroporto di Mount Cook si è confermato il luogo più freddo del paese, toccando l’impressionante valore di -10°C. La città di Taumarunui ha registrato la sua 2ª temperatura più bassa dall’inizio delle rilevazioni nel 2007, fermandosi a -6,4°C alle ore 8 del mattino, sfiorando di un soffio il record assoluto di -6,8°C stabilito nel 2010. Anche Auckland ha vissuto la sua alba più gelida dal 2021, con l’aeroporto principale sceso a 1,5°C e quello di Whenuapai, situato nella periferia ovest, arrivato a -2,5°C.
Altri centri nevralgici hanno registrato valori abbondantemente sotto lo zero, con Christchurch a -3,7°C, Palmerston North a -2,8°C e Hamilton a -2,4°C. Una vistosa eccezione è stata Wellington, dove una provvidenziale copertura nuvolosa notturna ha mantenuto la minima sui +7,8°C, sebbene la capitale avesse già visto rare nevicate e caos nel traffico all’inizio della settimana. Il freddo si è fatto sentire prepotentemente anche molto a Nord, con parabrezza ghiacciati segnalati fino a Kerikeri, a dimostrazione di quanto sia estesa questa irruzione polare.
Allarme per la rete elettrica e previsioni per i prossimi giorni
Il crollo delle temperature ha spinto al limite i consumi energetici. Per il 2° giorno consecutivo, la Nuova Zelanda ha battuto il record di utilizzo di elettricità invernale, raggiungendo un picco medio di 7415 megawatt durante la mattinata. Questo dato supera di 168 megawatt il limite record stabilito appena il giorno precedente, una differenza che equivale all’incirca all’intero consumo elettrico della città di Hamilton.
Secondo le previsioni di MetService, la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare, specialmente per l’Isola del Nord. Gli esperti raccomandano alla popolazione di godersi il sole pomeridiano odierno, poiché al mattino torneranno forti gelate sia a Nord che a Sud. Città come Hamilton e Te Kuiti potrebbero scendere fino a -5°C, e il gelo colpirà duramente anche Masterton, Dannevirke e la regione di Wairarapa. Le autorità invitano tutti gli automobilisti a guidare con prudenza e a prestare massima attenzione al ghiaccio nero.
Queste condizioni glaciali resisteranno fino a venerdì, quando una perturbazione dal mar di Tasman inizierà a portare pioggia e venti sull’Isola del Sud, estendendosi poi a Nord durante la giornata di domenica. L’arrivo dell’umidità farà rialzare le temperature, concedendo una tregua dalle gelate notturne per l’Isola del Nord, preludio al temporaneo ritorno dell’alta pressione atteso per lunedì mattina, prima di un nuovo peggioramento a partire da martedì.

