Nvidia sbaraglia le stime con ricavi record e prepara l’era dell’IA Agentica con la piattaforma Vera Rubin

Il colosso dei semiconduttori registra numeri straordinari nel secondo trimestre e prevede una crescita del 70% per l'anno fiscale 2028, spinto dall'avvio della produzione delle nuove architetture a 3 nanometri

Il mercato finanziario e il settore tecnologico assistono a una nuova prova di forza da parte di Nvidia, che ha archiviato il secondo trimestre con risultati finanziari ampiamente superiori alle stime degli analisti. I ricavi complessivi del gruppo hanno raggiunto la cifra record di 96,2 miliardi di dollari, registrando una straordinaria crescita del 106% su base annua e superando nettamente le previsioni del consenso fissate a 92,4 miliardi. L’utile per azione adjusted si è attestato a 2,22 dollari, anch’esso al di sopra delle aspettative di Wall Street. Il vero motore trainante di questo successo rimane la divisione Data Center, che da sola ha generato 89 miliardi di dollari di fatturato, polverizzando le stime di mercato previste a 85,9 miliardi e confermando l’insaziabile richiesta globale di acceleratori AI per l’elaborazione di modelli complessi.

A spingere con decisione il titolo Nvidia nelle contrattazioni after-hours, con un rialzo di quasi il 6%, non sono stati soltanto i consuntivi del trimestre trascorso, ma soprattutto l’eccezionale outlook finanziario fornito dalla dirigenza. Per il trimestre in corso, la società stima ricavi per 108 miliardi di dollari, superando il consenso degli analisti fermo a 105,2 miliardi. La proiezione più sorprendente riguarda tuttavia il medio periodo: il gruppo prevede una crescita dei ricavi di circa il 70% nell’anno fiscale 2028, una cifra significativamente superiore al +45% atteso dagli analisti. Questa visione espansiva ha dissipato le incertezze degli operatori finanziari riguardo a un ipotetico rallentamento dei capitoli di spesa destinati all’hardware per l’intelligenza artificiale, consolidando la fiducia nella tenuta del ciclo di investimenti.

Dal punto di vista della scienza e tecnologia dei semiconduttori, il fattore chiave per mantenere la leadership industriale risiede nell’avvio formale della produzione della piattaforma di nuova generazione Vera Rubin. Erede dell’architettura Blackwell, questa soluzione è progettata da Nvidia per sostenere l’era dell’IA agentica e l’elaborazione di modelli con trilioni di parametri. Basata sui processi produttivi a 3 nanometri di TSMC, la piattaforma combina la GPU Rubin con la CPU Vera, quest’ultima dotata di 88 core Olympus proprietari basati su architettura Arm. La vera rivoluzione tecnologica è rappresentata dall’integrazione delle memorie HBM4 a elevata ampiezza di banda (fino a 22 Terabyte al secondo) e dal formato numerico NVFP4, ideati per raddoppiare l’efficienza di calcolo nell’inferenza e nell’addestramento riducendo contestualmente i consumi energetici nelle infrastrutture dei data center.

I grandi colossi del cloud, noti come hyperscaler, continuano a sostenere volumi d’ordine imponenti per dotare le proprie infrastrutture di calcolo dei chip più avanzati disponibili sul mercato. Nvidia segnala infatti che la domanda di mercato potenziale rimane strutturalmente superiore rispetto alle attuali capacità di vendita e spedizione. Tale divario è riconducibile ai persistenti vincoli di offerta lungo la catena di approvvigionamento globale, in particolare nelle fasi critiche di advanced packaging CoWoS e nell’integrazione dei moduli HBM4. Nonostante queste strozzature produttive, l’introduzione delle architetture a scala di rack come Vera Rubin NVL72 con raffreddamento a liquido integrato garantisce agli operatori una scalabilità senza precedenti, confermando come la transizione verso l’intelligenza artificiale generativa e autonoma sia un processo industriale solido e destinato a proseguire su ritmi sostenuti.