Ondata di caldo e siccità, l’Ungheria resiste: rinviato lo stop all’unica centrale nucleare

Mentre sembrava inevitabile lo stop, gli ingegneri sono riusciti a ridurre la quantità di acqua di raffreddamento necessaria per mantenere in funzione una turbina centrale della nucleare di Paks

L’unica centrale nucleare dell’Ungheria resta, per il momento, operativa. Lo ha affermato è il Premier Peter Magyar mentre l’ondata di caldo che colpisce l’Ungheria ne ha imposto quasi la chiusura. La centrale nucleare di Paks, situata a sud di Budapest, infatti, viene raffreddata con acqua prelevata dal fiume Danubio, il cui livello è sceso a minimi storici a causa della scarsità di precipitazioni e delle ripetute ondate di calore che si susseguono da maggio. I suoi quattro reattori forniscono normalmente circa un terzo del fabbisogno elettrico dell’Ungheria ma la scorsa settimana la centrale è stata costretta a ridurre gradualmente la produzione a causa del continuo abbassamento del livello del fiume.

Nelle prime ore di domenica 2 agosto, è stata fermata la penultima unità della centrale e Magyar aveva annunciato che l’intero impianto sarebbe stato spento nelle ore successive, per la prima volta in 44 anni. Tuttavia, oggi Magyar ha affermato che gli ingegneri sono riusciti a ridurre la quantità di acqua di raffreddamento necessaria per mantenere in funzione una turbina e che “tutti stanno lavorando per garantire la continuità delle operazioni”. “Le previsioni sulla gestione delle risorse idriche per i prossimi giorni sono diventate leggermente più ottimistiche“, ha aggiunto.

Il governo prevede di compensare l’eventuale deficit energetico attraverso una combinazione di riduzioni volontarie dei consumi da parte dei grandi utilizzatori, costose importazioni di elettricità e un appello alla popolazione affinché limiti i consumi nelle ore serali di maggiore richiesta.

Situazione simile in Romania

Nella vicina Romania, anche le autorità stanno cercando di evitare la completa fermata dell’unica centrale nucleare del Paese, anch’essa raffreddata con l’acqua del Danubio. Oggi è stata effettuata un’esplosione controllata su una formazione rocciosa nel tentativo di aumentare il flusso d’acqua verso la centrale di Cernavodă, dove uno dei reattori è già stato spento. Il governo romeno ha inoltre aumentato le importazioni di energia elettrica e invitato le aziende a ridurre i consumi, anche spostando la produzione nelle fasce orarie di minore domanda.