Ondata di caldo in Corea del Sud: 16 vittime, allerta anche a Seul

Il presidente sudcoreano ha chiesto alle autorità di rafforzare gli interventi di protezione e di verificare la tenuta della rete elettrica

L’ondata di caldo che sta colpendo la Corea del Sud ha provocato almeno 16 vittime. Il presidente Lee Jae Myung ha chiesto alle autorità di rafforzare il sostegno alle persone più colpite e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la popolazione. Intervenendo durante una riunione di governo, Lee ha sottolineato la necessità di intervenire anche sui sistemi elettrici nazionali, messi sotto pressione dall’impennata della domanda di energia per il funzionamento dei condizionatori.

Record di temperatura

L’emergenza ha raggiunto livelli senza precedenti anche sul fronte delle temperature. Secondo l’amministrazione meteorologica sudcoreana, la città di Yangsan, nel Sud/Est del Paese, ha raggiunto domenica i +42,5°C, la temperatura più alta mai registrata nei 122 anni di osservazioni meteorologiche. Il caldo eccezionale ha interessato anche la capitale. Ieri l’Amministrazione meteorologica coreana ha emesso per la prima volta un’allerta per ondata di calore in alcune zone di Seul e della vicina provincia di Gyeonggi. Oggi l’allerta è stata estesa all’intera capitale.

L’appello del governo

Di fronte all’aggravarsi della situazione, Lee ha chiesto agli amministratori e agli organismi competenti di rafforzare gli interventi a favore delle persone esposte alle temperature estreme e di adottare misure preventive. Il presidente ha inoltre evidenziato come la crescente frequenza di eventi meteorologici estremi renda necessario ripensare i meccanismi nazionali di risposta alle emergenze. L’ondata di calore, ha avvertito, non dovrebbe più essere considerata un fenomeno eccezionale, ma una minaccia con cui le istituzioni devono prepararsi a convivere.