Di tutte le meraviglie che il cielo notturno ci offre, poche risultano impressionanti come un’eclissi capace di tingere il nostro satellite naturale di un colore del tutto insolito. Proprio nelle prime ore del 28 agosto avremo infatti la grande fortuna di assistere a questo straordinario evento, momento in cui la Luna assumerà quelle caratteristiche sfumature rossastre che le sono valse il suggestivo e celebre nome di “Luna di Sangue“. Quando il disco lunare, solitamente di un bianco argenteo e brillante, si trasforma lentamente assumendo un colore rosso profondo, cupo e quasi sinistro, risulta davvero difficile non provare un forte brivido di pura meraviglia. Anticamente questo fenomeno era visto come un oscuro presagio di catastrofi o guerre imminenti. Oggi l’astronomia ci rassicura ampiamente, ma l’impatto visivo di questo favoloso spettacolo cosmico all’interno del nostro Sistema Solare rimane assolutamente invariato e continua ad affascinare milioni di osservatori con lo sguardo rivolto verso lo Spazio.
Perché la Luna diventa rossa?
Il primo ingrediente necessario per una “Luna di Sangue” è una eclissi lunare totale. Ciò accade solo durante la fase di Luna Piena, quando il nostro Sole, la Terra e la Luna sono perfettamente allineati in quest’ordine. In questa configurazione, la Terra proietta un cono d’ombra nello spazio che intercetta la Luna. Se l’allineamento è parziale, vediamo solo un morso scuro sulla Luna; se l’allineamento è totale, la Luna si immerge completamente nell’ombra terrestre.
Ora, potreste pensare: “Se la Luna è nell’ombra della Terra, dovrebbe scomparire del tutto nel buio, non diventare rossa”. È un ragionamento logico, ma non tiene conto di un elemento fondamentale: l’atmosfera terrestre.
Il filtro atmosferico
L’atmosfera terrestre non è solo l’aria che respiriamo: è anche una sofisticata lente e un filtro ottico. Immaginate l’atmosfera come un anello di vetro che circonda il nostro pianeta. Quando la luce bianca del Sole raggiunge questo anello, accadono 2 cose importanti:
- Rifrazione: l’atmosfera devia (rifrange) la luce solare, piegandola verso l’interno, proprio nel cono d’ombra dove si trova la Luna. Questo significa che l’ombra della Terra non è mai davvero buia;
- Scattering di Rayleigh: la luce bianca del Sole è composta da tutti i colori dell’arcobaleno. Quando questa luce attraversa i gas dell’atmosfera, si scontra con molecole d’aria e minuscole particelle di polvere. La luce con lunghezze d’onda più corte (blu e viola) viene “sparpagliata” (dispersa) in tutte le direzioni (è per questo che il cielo di giorno ci appare blu). La luce con lunghezze d’onda più lunghe (rossa e arancione), invece, riesce a passare attraverso l’atmosfera molto più facilmente.
Durante un’eclissi totale, l’atmosfera terrestre filtra via tutta la componente blu della luce solare, lasciando passare solo la luce rossa. Questa luce rossa viene poi piegata dalla nostra atmosfera e proiettata sulla superficie della Luna. In pratica, se in quel momento vi trovaste sulla superficie lunare e guardaste la Terra, vedreste un anello di fuoco rosso acceso che circonda il nostro pianeta: stareste osservando tutti i tramonti e tutte le albe della Terra che accadono simultaneamente, proiettati direttamente su di voi.
Una sfumatura variabile
Non tutte le “Lune di Sangue” sono uguali. Il colore può variare da un arancione brillante a un rosso mattone scuro, quasi nero. La “profondità” del rosso dipende dallo stato dell’atmosfera terrestre. Se l’atmosfera è pulita, la Luna sarà più chiara. Se invece l’atmosfera è ricca di polvere (ad esempio dopo una grande eruzione vulcanica o un periodo di incendi boschivi intensi), la Luna apparirà molto più scura e cupa, perché meno luce rossa riuscirà a filtrare.
Il 28 agosto dunque dimenticate i vecchi presagi e godetevi lo spettacolo: state guardando la Terra che, agendo come una gigantesca lente spaziale, dipinge il suo satellite con la luce di mille tramonti.

