Il recente parere positivo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non modifica né il quadro economico né il cronoprogramma previsto per il Ponte sullo Stretto di Messina. È questo il punto centrale dell’intervento dell’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che ha fatto il punto sulle prescrizioni formulate dal massimo organo tecnico consultivo del Paese e sulle conseguenze che queste avranno nelle successive fasi progettuali. Secondo Ciucci, le indicazioni arrivate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici riguardano in larga parte aspetti già individuati e sui quali la società stava già lavorando, nell’ambito degli approfondimenti previsti durante la fase di progettazione esecutiva. Una circostanza che, secondo l’amministratore delegato, consente di mantenere invariati sia il costo complessivo preventivato dell’opera sia l’obiettivo temporale fissato per la sua entrata in esercizio.
“La stragrande maggioranza delle prescrizioni confermano le raccomandazioni del Comitato Scientifico, l’organo indipendente previsto dalla legge. Si tratta di temi sui quali stavamo già lavorando, perché avevamo già previsto una serie di approfondimenti da sviluppare in fase di esecutivo. Trattandosi di temi a noi già noti e sui quali erano già previsti i doverosi approfondimenti che una progettazione esecutiva comporta, non prevediamo incrementi di costi rispetto ai 13,5 miliardi preventivati. E lo stesso discorso riguarda le tempistiche. Rimane fermo l’obiettivo dell’apertura al traffico nel 2034. Ricordo che a quest’Opera lavorano da anni i massimi esperti nella progettazione e costruzione di ponti sospesi. All’estero vedono il Ponte come un banco di prova per il Paese. Cerchiamo tutti insieme di raggiungere l’obiettivo”.
Le prescrizioni del Consiglio Superiore e gli approfondimenti già previsti
Il passaggio davanti al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici rappresenta uno dei momenti tecnici più importanti nel percorso del progetto del Ponte sullo Stretto. Ciucci sottolinea come la grande maggioranza delle prescrizioni formulate dall’organo tecnico confermi sostanzialmente le raccomandazioni già espresse dal Comitato Scientifico, organismo indipendente previsto dalla legge. Il nodo, quindi, riguarda soprattutto il livello di dettaglio degli approfondimenti che dovranno essere sviluppati nella fase esecutiva. Nella ricostruzione fornita dall’amministratore delegato, non si tratta di criticità nuove emerse improvvisamente durante l’esame del progetto, ma di temi che erano già stati individuati e inseriti nel percorso di affinamento tecnico dell’opera. La progettazione esecutiva avrà infatti il compito di tradurre in elaborati ancora più dettagliati le soluzioni già definite, sviluppando gli approfondimenti tecnici richiesti per un’infrastruttura di dimensioni e complessità eccezionali come il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.
Ponte sullo Stretto, il costo resta fissato a 13,5 miliardi
Uno degli elementi di maggiore rilievo riguarda il quadro economico. Ciucci esclude che le prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici possano determinare un aumento rispetto ai 13,5 miliardi di euro preventivati. La posizione espressa dalla società è legata proprio alla natura degli approfondimenti richiesti. Dal momento che, secondo quanto spiegato dall’amministratore delegato, si tratta di attività già considerate nell’ambito della progettazione esecutiva, non vengono al momento prospettati nuovi oneri tali da modificare il valore complessivo dell’intervento. La cifra di 13,5 miliardi resta quindi il riferimento economico indicato per la realizzazione dell’opera e delle attività previste dal progetto, senza variazioni legate alle recenti prescrizioni tecniche.
Apertura del Ponte sullo Stretto confermata nel 2034
Lo stesso principio viene applicato alle tempistiche. Anche su questo fronte, Ciucci conferma che non sono previste modifiche al programma generale e che resta fermo l’obiettivo dell’apertura al traffico nel 2034. La necessità di sviluppare ulteriori approfondimenti in fase esecutiva non viene quindi considerata dalla società un elemento in grado di determinare uno slittamento della data indicata per la conclusione dell’opera. La conferma del 2034 diventa così uno dei punti principali dopo il pronunciamento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, insieme alla permanenza del quadro economico da 13,5 miliardi. Due elementi sui quali Ciucci ribadisce la continuità rispetto alla programmazione già delineata per il Ponte sullo Stretto di Messina.
