Ponte sullo Stretto, Salvini: “con l’ok della Corte dei Conti cantieri entro il 2026”

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture torna sull’iter dell’opera al Caffè della Versiliana

Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito nazionale con un nuovo intervento del vicepremier, ministro e segretario della Lega Matteo Salvini, che dal palco del Caffè della Versiliana ha ricostruito le tappe più recenti dell’iter e ribadito l’obiettivo di arrivare all’apertura dei cantieri entro la fine dell’anno, subordinatamente al completamento delle verifiche previste. Salvini ha innanzitutto richiamato il nuovo passaggio del progetto in Consiglio dei Ministri e il pronunciamento arrivato nei primi giorni di agosto dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, indicandolo come uno degli snodi tecnici fondamentali nel percorso verso la realizzazione dell’infrastruttura. “Abbiamo riapprovato in Consiglio dei Ministri il progetto” del ponte sullo Stretto di Messina, “il Consiglio superiore dei lavori pubblici proprio a inizio agosto ha dato il via libera al progetto esecutivo con delle prescrizioni da tener presente durante la realizzazione del progetto esecutivo, in autunno ci sarà il parere finale, quello che ti dice sì o no che non è un parere politico, ma è quello della Conte dei Conti”. 

Salvini: “cantieri entro quest’anno se ci sarà l’ok”

Il punto centrale delle dichiarazioni del ministro riguarda proprio la tempistica prevista per l’avvio dei lavori. Secondo Salvini, il progetto potrebbe entrare nella fase operativa già entro la fine del 2026, qualora venga superato positivamente l’ultimo vaglio indicato dal vicepremier. Il ministro ha collegato direttamente l’apertura dei cantieri al controllo di legittimità della Corte dei Conti, presentato come il passaggio finale prima dell’avvio concreto dell’opera. “Quindi la più grande opera pubblica in progettazione in Occidente partirà con i cantieri entro quest’anno se ci sarà l’ok, il vaglio di legittimità finale della Corte dei Conti”. Una prospettiva che, nelle intenzioni del Governo e del Ministero delle Infrastrutture, porterebbe il Ponte sullo Stretto dalla lunga fase progettuale e autorizzativa a quella della costruzione vera e propria.

Il Ponte sullo Stretto come simbolo dell’ingegneria italiana

Nel suo intervento alla Versiliana, Salvini ha attribuito alla realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia un valore che andrebbe oltre gli aspetti strettamente infrastrutturali e trasportistici. Secondo il vicepremier, l’apertura del cantiere rappresenterebbe infatti una vetrina internazionale per le capacità tecniche e progettuali dell’ingegneria italiana, destinata a incidere per decenni sull’immagine del Paese nel mondo. “Se partirà quel cantiere per l’ingegneria italiana e per l’Italia in generale al mondo sarà un’immagine che ci vale per i prossimi 50 anni”. È uno degli argomenti sui quali Salvini insiste maggiormente nel sostenere il progetto: il Ponte viene presentato non soltanto come un’infrastruttura destinata a modificare i collegamenti nello Stretto di Messina, ma anche come un’opera capace di assumere una forte valenza simbolica e tecnologica a livello internazionale.

Il confronto con i “no ponte” e il tema ambientale

Salvini ha affrontato anche il tema delle opposizioni al progetto, soffermandosi in particolare sulle critiche provenienti dai movimenti contrari alla costruzione dell’infrastruttura e sul confronto relativo agli effetti ambientali. Il ministro ha contrapposto alle posizioni dei cosiddetti “no ponte” il tema della riduzione dei tempi di attraversamento e, secondo la sua impostazione, del conseguente abbattimento delle emissioni legate agli attuali sistemi di collegamento tra le due sponde. “Poi ci sono i no ponte, e si dicono ambientalisti, tenete presente il risparmio di tempo, di inquinamento fra tre ore di l’attraversamento di un treno merci oggi o per il ponte rispetto a 10 minuti”. Il riferimento è soprattutto al trasporto ferroviario delle merci, che oggi necessita delle operazioni connesse all’imbarco e allo sbarco dei convogli per attraversare lo Stretto. Nella visione illustrata da Salvini, il collegamento stabile permetterebbe una drastica riduzione dei tempi necessari per passare dalla Calabria alla Sicilia.