Il Reno ha raggiunto livelli d’acqua eccezionalmente bassi a causa della persistente ondata di caldo che sta interessando gran parte dell’Europa. Nella notte tra venerdì e sabato, il livello del fiume nel punto critico di Kaub, nei pressi di Coblenza, in Germania, è sceso fino a soli 6 cm secondo i dati dell’Agenzia tedesca per la navigazione interna (WSV), segnando un nuovo minimo storico. Nelle prime ore di oggi il livello è risalito leggermente a 8 cm, ma resta ben al di sotto dei 10 cm registrati il giorno precedente e del precedente record di 25 cm stabilito nel 2018. Sebbene il fiume sia in realtà circa un metro più profondo rispetto ai valori indicati dall’idrometro, la stazione di Kaub rappresenta il principale riferimento per valutare le condizioni della navigazione sul Reno.
Le conseguenze sono già evidenti sul fronte dei trasporti. La drastica riduzione della navigabilità ha costretto gran parte delle merci a essere trasferita su camion e treni, con inevitabili ripercussioni sulla logistica e un aumento dei costi. Il Reno rappresenta una delle principali arterie commerciali d’Europa ed è fondamentale per il trasporto di prodotti chimici, materie prime, carburanti e numerose altre merci. Da metà luglio il livello dell’acqua a Kaub non supera più la soglia dei 78 cm, considerata il limite oltre il quale la navigazione torna a essere regolare.
Secondo il Kiel Institute for the World Economy, quando il livello a Kaub rimane sotto i 78 cm per almeno 30 giorni consecutivi, come accaduto nel 2018 e nel 2022, la produzione industriale tedesca può diminuire dell’1%. Le prime ripercussioni economiche sono già state segnalate da numerose aziende tedesche: produttori chimici, società energetiche, acciaierie e operatori del settore agricolo hanno lanciato l’allarme per l’aumento dei costi di trasporto, i colli di bottiglia nella logistica e il rischio di una riduzione della produzione, mentre la persistente siccità continua a mettere sotto pressione uno dei più importanti corridoi commerciali del continente.
