Robot più veloce di Usain Bolt: Lightning di Honor corre i 100 metri in 9,32 secondi

L’umanoide sviluppato dal colosso cinese Honor avrebbe completato i 100 metri in appena 9,32 secondi durante i test dei Giochi Mondiali di Robotica Umanoide di Pechino, superando il 9,58 con cui Usain Bolt conquistò il record mondiale nel 2009

Per la prima volta uno umanoide cinese avrebbe corso i 100 metri più velocemente di Usain Bolt, abbattendo una delle soglie simboliche più importanti delle prestazioni atletiche umane. Lightning, robot sviluppato da Honor, produttore cinese conosciuto soprattutto per smartphone e dispositivi elettronici, ha completato un test sulla distanza regina dello sprint in 9,32 secondi. Il dato è stato riportato dalle emittenti cinesi in occasione dell’apertura a Pechino dei Giochi Mondiali di Robotica Umanoide e successivamente ripreso anche da Reuters. Il tempo è inferiore di 26 centesimi al record mondiale maschile dei 100 metri stabilito da Usain Bolt il 16 agosto 2009 ai Mondiali di atletica di Berlino, quando il fuoriclasse giamaicano fermò il cronometro sul leggendario 9,58. Si tratta naturalmente di categorie completamente differenti: da una parte un atleta umano sottoposto ai regolamenti dell’atletica internazionale, dall’altra una macchina progettata specificamente per ottenere prestazioni meccaniche sempre più elevate. Il confronto, tuttavia, rappresenta un riferimento estremamente significativo per misurare quanto rapidamente stiano evolvendo le capacità locomotorie dei robot umanoidi.

Lightning raggiunge una velocità massima di 14,5 metri al secondo

Ancora più impressionante del cronometro è la velocità massima raggiunta da Lightning, che durante il test avrebbe toccato i 14,5 metri al secondo, equivalenti a circa 52,2 chilometri orari. La prestazione è stata ottenuta durante la fase preparatoria delle competizioni di velocità dei World Humanoid Robot Games, la grande manifestazione internazionale dedicata ai robot umanoidi aperta il 22 agosto 2026 a Pechino. I dati diffusi in Cina indicano per Lightning un tempo di 9,32 secondi sui 100 metri e una punta di 14,5 m/s, entrambi superiori ai riferimenti raggiunti dagli esseri umani nello sprint. Il confronto con Bolt assume proporzioni ancora più evidenti considerando che durante il suo storico record mondiale il campione giamaicano raggiunse una velocità di punta stimata attorno ai 12,4 metri al secondo. Lightning avrebbe quindi superato non soltanto il tempo complessivo sui cento metri, ma anche la massima velocità raggiunta dall’uomo più veloce della storia dell’atletica.

Il record durante i Giochi Mondiali di Robotica Umanoide di Pechino

La prova si inserisce nei test iniziali dei Giochi Mondiali di Robotica Umanoide, manifestazione che sta trasformando Pechino in una gigantesca vetrina delle più avanzate tecnologie robotiche cinesi e internazionali. L’edizione 2026 comprende 50 discipline e vede la partecipazione di robot impegnati non soltanto nelle gare di corsa, ma anche in prove progettate per misurare autonomia, equilibrio, capacità di interazione con l’ambiente e prestazioni in attività più complesse. Secondo i media cinesi, Lightning è destinato a partecipare alle competizioni dei 100 metri, dei 400 metri nella categoria dei robot di grandi dimensioni e dei 1.500 metri. La corsa da 9,32 secondi rappresenta quindi un test preparatorio e non deve essere confusa con un record dell’atletica riconosciuto da World Athletics. Resta però un risultato tecnologico di enorme valore simbolico, perché porta per la prima volta una macchina umanoide al di sotto della barriera del record stabilito da Bolt.

Le modifiche al robot Honor per aumentare velocità e falcata

Dietro il risultato non c’è soltanto un aumento della potenza dei motori. Il gruppo di sviluppo ha lavorato sulla struttura fisica di Lightning per adattarlo alle richieste dello sprint e ottenere una locomozione sempre più vicina, almeno dal punto di vista biomeccanico, a quella umana. Le informazioni diffuse in Cina indicano interventi sulle proporzioni delle gambe, sulla lunghezza della falcata, sul peso complessivo della macchina e sulla risposta dei moduli articolari. L’obiettivo è permettere al robot di sviluppare una grande accelerazione mantenendo allo stesso tempo stabilità e controllo alle velocità più elevate. L’ottimizzazione diventa particolarmente complessa quando le velocità aumentano. Ogni passo produce sollecitazioni enormi sulle articolazioni artificiali, mentre motori e sistemi elettronici devono gestire contemporaneamente potenza, dissipazione del calore, equilibrio e correzioni continue della postura. Il 14,5 m/s registrato da Lightning mostra quanto rapidamente queste tecnologie stiano superando limiti che soltanto pochi anni fa sembravano ancora lontanissimi per una macchina bipede.

Non solo sprint: Lightning aveva già impressionato sulla mezza maratona

Lightning non arriva improvvisamente sulla scena della robotica sportiva. Il robot Honor era già diventato protagonista nel corso del 2026 nelle competizioni dedicate alla corsa degli umanoidi. Ad aprile aveva infatti partecipato alla mezza maratona per robot umanoidi di Pechino, completando i 21,0975 chilometri in 50 minuti e 26 secondi, risultato che aveva già attirato grande attenzione sulle capacità di resistenza e locomozione sviluppate dal progetto. La nuova prova sui cento metri rappresenta però una sfida completamente diversa. Una competizione di durata richiede soprattutto autonomia energetica, regolarità meccanica e gestione dell’equilibrio per periodi prolungati; lo sprint impone invece accelerazioni violentissime, frequenze di passo elevate e potenze istantanee molto maggiori. Il passaggio dalle competizioni di resistenza a un 100 metri in 9,32 secondi mostra quindi la rapidità con cui i gruppi cinesi stanno diversificando le capacità atletiche delle proprie piattaforme robotiche.

Usain Bolt “battuto” due volte in meno di una settimana

Per Usain Bolt, almeno dal punto di vista del confronto simbolico tra uomo e macchina, si tratterebbe della seconda “sconfitta” nell’arco di meno di una settimana. Soltanto pochi giorni prima il principale produttore cinese nel settore degli umanoidi, Unitree Robotics, aveva infatti presentato il nuovo prototipo soprannominato Superman, progettato per spingere ulteriormente i limiti delle prestazioni fisiche di un robot bipede. Unitree sostiene che Superman possa raggiungere una velocità massima di 12,66 metri al secondo, circa 45,6 chilometri orari, valore leggermente superiore alla velocità di punta attribuita a Bolt durante il suo record mondiale del 2009. Il robot sarebbe inoltre capace di effettuare un salto da fermo di circa due metri. In questo caso, tuttavia, esiste una differenza importante rispetto ai dati riportati per Lightning: le prestazioni di Superman sono state comunicate direttamente da Unitree e non risultano sottoposte a una verifica esterna indipendente. Il robot, inoltre, è ancora un prototipo in fase di sviluppo.

Superman di Unitree corre a 12,66 metri al secondo

Il confronto tra i due progetti consente anche di chiarire la differenza tra le prestazioni annunciate. Lightning di Honor avrebbe raggiunto durante il test dei cento metri una punta di 14,5 m/s, mentre per Superman di Unitree l’azienda indica 12,66 m/s. Quest’ultimo valore sarebbe comunque sufficiente, secondo Unitree, a superare la velocità massima raggiunta da Bolt durante la sua storica corsa berlinese. Superman presenta inoltre una caratteristica particolarmente spettacolare: secondo quanto mostrato dall’azienda, sarebbe capace di effettuare un salto verticale da fermo di due metri. Il nuovo umanoide è stato sviluppato in pochi mesi ed è ancora considerato un progetto sperimentale. Le sue prestazioni devono quindi essere valutate come dati dichiarati dal produttore, in attesa di eventuali misurazioni indipendenti.

Unitree e la corsa cinese alla robotica umanoide

La presentazione di Superman è arrivata inoltre in un momento estremamente importante per Unitree, una delle società diventate simbolo dell’espansione cinese nella robotica umanoide. L’azienda ha accompagnato il lancio del nuovo progetto alla propria quotazione sul mercato cinese, attirando una forte attenzione degli investitori e confermando quanto il settore degli humanoid robot sia ormai diventato strategico non soltanto dal punto di vista tecnologico, ma anche industriale e finanziario. Reuters ha riferito che Unitree ha raccolto circa 6,1 miliardi di yuan, equivalenti a circa 905 milioni di dollari, attraverso la propria offerta pubblica. La velocità di sviluppo è altrettanto significativa. Superman sarebbe stato realizzato in poco più di tre mesi, un periodo estremamente breve per una piattaforma capace di raggiungere prestazioni locomotorie di questo livello.

La Cina accelera sui robot umanoidi

Lightning e Superman rappresentano due manifestazioni della stessa trasformazione. La Cina sta investendo massicciamente nella robotica umanoide, considerata una delle tecnologie strategiche destinate ad accompagnare l’evoluzione dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni. Le competizioni sportive costituiscono una formidabile piattaforma sperimentale. Correre, saltare, superare ostacoli o mantenere l’equilibrio obbliga infatti i robot a elaborare continuamente informazioni provenienti dai sensori e a trasformarle in movimenti coordinati in frazioni di secondo. Ma lo scopo finale non è necessariamente costruire macchine capaci di vincere una gara contro gli esseri umani. Le tecnologie sviluppate per queste dimostrazioni possono essere trasferite verso applicazioni nella produzione industriale, nella logistica e nei servizi, settori nei quali affidabilità, equilibrio, velocità e capacità di operare autonomamente rappresentano caratteristiche fondamentali. La leadership nella robotica umanoide è ormai considerata in Cina una componente importante della competizione tecnologica globale.