Saipem è stata selezionata da Aduro Clean Technologies, società canadese specializzata nello sviluppo di tecnologie innovative per la valorizzazione e il riciclo chimico dei rifiuti plastici, per svolgere le attività preliminari necessarie allo sviluppo del primo impianto industriale della società nordamericana basato sulla tecnologia proprietaria Hydrochemolytic. Il progetto rappresenta un passaggio significativo nel percorso di industrializzazione della soluzione sviluppata da Aduro e punta alla realizzazione di un impianto capace di trattare rifiuti plastici complessi, trasformandoli in materie prime nuovamente utilizzabili all’interno dei processi produttivi dell’industria chimica e petrolchimica. L’impianto sarà costruito nei Paesi Bassi, all’interno del Chemelot Industrial Park, a Sittard-Geleen, in una posizione strategica nel cuore dell’Europa nord-occidentale, nelle vicinanze dei confini con Belgio e Germania.
Un impianto da 10.000 tonnellate l’anno per recuperare rifiuti plastici complessi
L’iniziativa prevede una capacità produttiva iniziale pari a 10.000 tonnellate annue. Il cuore tecnologico del progetto sarà il processo Hydrochemolytic sviluppato da Aduro Clean Technologies, attraverso il quale l’obiettivo è convertire materiali plastici difficili da recuperare in nuove materie prime destinate a essere reimpiegate nei cicli industriali. Il progetto si inserisce così nel più ampio processo di sviluppo di tecnologie capaci di aumentare il recupero della plastica e di favorire una maggiore circolarità delle risorse, intervenendo su quelle tipologie di rifiuto che possono risultare più difficili da gestire attraverso i tradizionali processi di riciclo. La materia ottenuta attraverso il processo previsto dall’impianto potrà essere destinata ai processi produttivi dell’industria chimica e petrolchimica, creando un collegamento diretto tra il trattamento dei rifiuti e la produzione di nuove materie prime industriali.
Il ruolo di Saipem tra ingegneria e approvvigionamento
Nell’ambito dell’accordo, Saipem sarà impegnata nella fornitura di servizi preliminari di ingegneria e approvvigionamento, attività destinate a definire e ottimizzare gli aspetti tecnici ed economici dell’iniziativa prima dell’avvio delle successive fasi di sviluppo. Il contributo della società sarà rivolto in particolare all’ottimizzazione tecnica ed economica del progetto, oltre che al supporto del percorso necessario per trasferire su scala industriale la tecnologia proprietaria di Aduro. Si tratta quindi di una fase che precede la progettazione definitiva e la costruzione vera e propria dell’impianto, ma che assume un ruolo centrale per definire configurazione, caratteristiche tecniche e sostenibilità industriale dell’intervento.
La tecnologia Hydrochemolytic verso la scala industriale
Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa riguarda proprio il passaggio della tecnologia Hydrochemolytic verso una dimensione industriale. Aduro Clean Technologies ha infatti individuato nel progetto di Chemelot il primo impianto destinato all’applicazione industriale della propria soluzione tecnologica. L’attività affidata a Saipem dovrà contribuire al percorso di industrializzazione della tecnologia sviluppata da Aduro, trasformando il modello tecnologico in un impianto operativo capace di trattare quantitativi significativi di rifiuti plastici. La capacità iniziale di 10.000 tonnellate all’anno rappresenterà dunque il primo livello industriale del progetto, con l’obiettivo di dimostrare l’applicabilità del processo in un contesto produttivo integrato.
Chemelot Industrial Park, il polo scelto per il nuovo impianto
La scelta del Chemelot Industrial Park riveste un ruolo rilevante nella strategia complessiva del progetto. Il sito di Sittard-Geleen è infatti uno dei principali poli chimici integrati d’Europa e offre un contesto industriale particolarmente coerente con la destinazione finale delle materie prime ottenute dal trattamento dei rifiuti plastici. La collocazione nei Paesi Bassi, a breve distanza dal Belgio e dalla Germania, inserisce inoltre l’impianto all’interno di una delle aree europee con la maggiore concentrazione di attività chimiche e industriali. Il progetto di Aduro punta quindi a svilupparsi in un ecosistema nel quale il recupero dei materiali plastici e il loro successivo utilizzo all’interno delle filiere chimiche e petrolchimiche possono essere integrati in maniera diretta.
Le attività preliminari possono aprire la strada alla costruzione dell’impianto
Secondo Aduro, la fase affidata a Saipem costituisce un passaggio chiave nel percorso di sviluppo dell’iniziativa. Le attività preliminari dovranno infatti fornire gli elementi tecnici ed economici necessari per affrontare le successive tappe del progetto. Una volta completato questo percorso, l’iniziativa potrà procedere verso le ulteriori fasi di progettazione, costruzione e avviamento dell’impianto, portando la tecnologia Hydrochemolytic dalla fase di sviluppo alla piena applicazione industriale. La selezione di Saipem segna così un nuovo avanzamento del progetto di Aduro Clean Technologies nei Paesi Bassi e pone le basi per la realizzazione di un impianto destinato a trasformare rifiuti plastici complessi in nuove risorse per l’industria, con una prima capacità prevista di 10.000 tonnellate all’anno.
