La giornata di oggi, giovedì 6 agosto 2026, segna uno spartiacque decisivo per il futuro urbanistico e sociale della città di Savona. Presso la sede del Comune, alla presenza del sindaco Marco Russo e dell’assessora alla rigenerazione urbana Ilaria Becco, è stato svelato ufficialmente il masterplan La Città Parco. Si tratta di un imponente progetto strategico ideato dal rinomato studio di architettura Atelier(s) Alfonso Femia, destinato a ridisegnare radicalmente la geografia urbana locale. La notizia dirompente risiede nella volontà di cancellare decenni di immobilismo, sanando una frattura storica del territorio. Il piano, infatti, trasforma e ricollega due aree nevralgiche ma attualmente compromesse: Piazza del Popolo, che oggi si presenta come una immensa e impermeabile distesa di asfalto di cinque ettari adibita a parcheggio, e gli Orti Folconi, un’area di oltre tre ettari situata sull’altra sponda del torrente Letimbro, attualmente degradata e utilizzata come discarica abusiva nei pressi della stazione ferroviaria.
Radicare, attraversare, rigenerare: la nuova visione urbana
L’approccio teorico che sostiene l’intero intervento nasce da una riflessione profonda sui cambiamenti radicali del nostro tempo. La crisi finanziaria, le conseguenze della pandemia, il cambiamento climatico, l’accelerazione tecnologica e l’evoluzione sociale impongono un nuovo paradigma: la città deve tornare a essere una dimensione collettiva, civile e intimamente condivisa. Su questa base, il fondatore dello studio incaricato declina il progetto secondo tre matrici di significato. La prima è radicare, intesa come rispetto e conservazione della memoria per preservare l’identità del luogo. La seconda è attraversare, traducibile nell’attenzione progettuale volta a creare basamenti attivi e permeabili capaci di agevolare le connessioni tra i quartieri. La terza è, appunto, rigenerare, che implica un vero e proprio adeguamento degli spazi a funzioni e significati contemporanei.
“Il masterplan che abbiamo proposto risolve il percorso che dagli Orti Folconi (entroterra/stazione), connettendo le due sponde del torrente, attraversa Piazza del Popolo e approda alla Fortezza Priamar e al mare. Letteralmente restituisce la città ai suoi cittadini” ha detto Alfonso Femia.
Dalla depavimentazione al grande parco urbano: un ecosistema continuo
La traduzione pratica di questa visione si concretizza nella creazione di un colossale parco urbano di ben 67 mila metri quadrati, che coprirà il 73 per cento dell’intera area di intervento. Questo nuovo polmone verde avrà la duplice funzione di vitale aggregatore sociale e di asse connettivo tra la stazione, il centro storico e la darsena. L’azione strategica mira a far sì che il centro della città e la linea di costa diventino un ecosistema continuo. Per raggiungere questo ambizioso traguardo, i progettisti hanno sposato i principi delle Nature Based Solutions (Nbs), operando attraverso massicce azioni di depavimentazione del suolo. Verranno implementati sistemi di drenaggio sostenibile e progettati specifici flooding hotspot per la gestione delle acque, affiancati da coperture verdi, parchi e viali alberati. Una grande attenzione emozionale e paesaggistica è rivolta alla presenza dell’acqua, con la previsione di un anello d’acqua all’interno del parco e la realizzazione di un ponte ciclopedonale che riconnetterà fisicamente le due sponde del Letimbro, il tutto arricchito dalla piantumazione di specie tipicamente mediterranee pensate per funzionare come mitigatore climatico.
Palaeventi e abitare multigenerazionale: i nuovi poli di attrazione
Oltre al primato della natura, il progetto ambisce a rilanciare l’offerta funzionale e abitativa del distretto, anche grazie al Piano del Verde e in accordo con un approccio climaticamente responsabile. Elemento di spicco sarà la realizzazione di un Palaeventi di fronte alla stazione, concepito come una vera e propria infrastruttura di ingresso. Questo contenitore flessibile e polifunzionale sarà dedicato allo sport, all’intrattenimento, alla musica, agli spettacoli e alle attività convegnistiche, colmando una lacuna storica per Savona e fungendo da attrattore turistico. Il Palaeventi sarà accessibile tramite una passerella diretta dal piano della stazione e, in una prima fase attuativa, i soggetti promotori ne realizzeranno i parcheggi sotterranei e il basamento, la cui copertura sarà subito fruibile come playground per attività all’aperto. A questo si affianca una rivisitazione dell’offerta residenziale, improntata a una forte identità sociale e a logiche di convivenza multigenerazionale, con l’integrazione essenziale del senior living. Le nuove architetture completeranno il tessuto storico creando un fronte lungo il fiume, valorizzando basamenti attivi che fungeranno da spazi commerciali naturali. Completerà il quadro una rivoluzione della mobilità sostenibile, articolata su assi di penetrazione pedonale e una rete di corridoi urbani liberati dal traffico veicolare, capaci di estendersi senza interruzioni fino alla Fortezza del Priamar e al mare.
Il processo pubblico-privato e le parole delle istituzioni
Il risultato presentato in data odierna è il frutto di quasi quattro anni di intenso lavoro di co-progettazione tra pubblico e privato. Un iter virtuoso, avviato nel 2023 con un protocollo d’intesa con Binario Blu, che si è poi esteso coinvolgendo i principali proprietari delle aree di Orti Folconi: Opere Sociali, Edilsa e Centri Direzionali, a cui si aggiunge Selena. Questi promotori hanno scelto di affidarsi a un unico progettista per garantire coerenza all’intero distretto, affrontando molteplici tavoli tecnici su idraulica, ambiente e mobilità insieme all’amministrazione comunale.
“Oggi scriviamo una pagina molto importante per la nostra città. Innanzitutto, perché finalmente diamo un nuovo volto ad aree strategiche bloccate da decenni, ormai simbolo dell’immobilismo. In secondo luogo, perché il Masterplan presentato oggi è il frutto di un percorso progettuale inedito per Savona, che ha visto i proprietari delle aree e l’Amministrazione uniti dal comune intento di valorizzare queste aree partendo da obiettivi pubblici condivisi. Infine, perché il tavolo di coprogettazione ha avuto l’ambizione di non limitarsi a dare un nuovo volto a queste aree, ma all’intera città” ha detto Marco Russo.
Un traguardo fortemente sostenuto dall’assessorato competente, che ha inserito questo masterplan nel più ampio percorso della variante al Piano Urbanistico Comunale (PUC) vigente, la cui adozione è attesa entro la fine dell’anno.
“Per queste aree così come per le altre aree strategiche oggetto della variante in corso, abbiamo voluto partire dal dialogo con i soggetti proprietari, individuando delle funzioni pubbliche caratterizzanti e coerenti con l’idea di sviluppo complessivo della nostra città. Il Masterplan sviluppa i tre temi centrali della variante al PUC che è in corso: rigenerare le aree degradate, riducendo in modo significativo le previsioni di superfici agibili previste dal PUC; migliorare la qualità ambientale, facendo del verde l’elemento generatore delle trasformazioni urbane; lavorare sulla connessione e sulla ricucitura delle parti della città attraverso lo spazio pubblico e a un nuovo disegno della mobilità e dei parcheggi, in coerenza con le previsioni del PUMS in corso di elaborazione” ha aggiunto Ilaria Becco.
Numeri e prospettive del dibattito pubblico
L’incidenza del progetto è ben descritta dai numeri dell’operazione. Oltre al mastodontico parco, si garantirà un 42 per cento di area verde assoluta e un 31 per cento di superficie minerale permeabile, un netto contrasto con l’asfalto attuale. La nuova pianificazione della sosta, allineata alle direttive del PUMS che vede questa zona come hub strategico, garantirà 2.275 posti auto complessivi, dei quali ben 1.300 a uso pubblico. Sul fronte urbanistico, l’impatto volumetrico farà registrare una riduzione del carico insediativo del 20 per cento sul totale rispetto al PUC vigente, percentuale che sale al 37 per cento se si escludono le funzioni pubbliche del Palaeventi e del lotto Opere Sociali. In piena ottica di trasparenza, il lavoro fin qui svolto costituirà la solida base per un dibattito pubblico cittadino previsto subito dopo l’estate. Al termine del confronto, le visioni affinate si tradurranno in un accordo formale per definire le tempistiche e le fasi successive della cantierizzazione.
A completamento della dimensione comunicativa dell’operazione, la cartella stampa ufficiale fornisce accesso ai ritratti biografici e ai link contenenti ulteriori approfondimenti visivi sui vari crediti legati a copyright e architetti, accessibili alla stampa. L’eccezionale mole di lavoro porta la firma di un ampio e qualificato team di professionisti: accanto ad Alfonso Femia, il coordinamento urbanistico e progettuale è stato affidato a Simonetta Cenci, con Jessica Emma Manzoni ed Elettra Spiccio nel ruolo di direttrici di progetto. La squadra vanta la collaborazione di Fabio Marchiori, Alfonso Marotta, Sara Gottardo, Sara Massa, Giovanni De Grandi, Stefano Cioncoloni e Carola Picasso, supportati da MIC-HUB per le strategie di mobilità, da Michelangelo Pugliese per le consulenze sul paesaggio e dallo studio Diorama per la resa delle immagini, a riprova di uno sforzo corale e multidisciplinare per la nuova Savona.
