Starship: le immagini satellitari svelano l’incredibile recupero nell’Oceano Indiano | FOTO

Il prototipo di SpaceX, sopravvissuto a un epico rientro atmosferico, viene trainato verso riva. Un traguardo fondamentale per le future missioni nello Spazio profondo verso la Luna e Marte

Una scena straordinaria si sta svolgendo proprio in questi giorni nel mezzo dell’Oceano Indiano, lontana dagli sguardi indiscreti ma immortalata con estrema precisione dai satelliti in orbita. Diverse navi da recupero stanno faticosamente lavorando per trainare il prototipo Starship di SpaceX, progettato per rivoluzionare i viaggi umani nello Spazio. Lo stadio superiore si trova attualmente a galleggiare pacificamente sulle acque oceaniche dopo aver completato con enorme successo il suo spettacolare ammaraggio. Si tratta di un evento che i tecnici di volo non avevano originariamente previsto, ma che ora rappresenta una ghiotta opportunità ingegneristica per analizzare da vicino i resti di un veicolo capace di sopravvivere quasi del tutto intatto alle temperature infernali del rientro atmosferico. Il colosso dell’aerospazio fondato da Elon Musk sta quindi compiendo ogni sforzo possibile per riportare il gigantesco veicolo sulla terraferma, segnando di fatto una svolta epocale per il futuro programma dei razzi riutilizzabili.

Le delicate operazioni navali per il 13° volo

Il veicolo coinvolto nelle operazioni è Ship 40, lanciato in orbita in occasione del 13° test di volo avvenuto lo scorso 24 luglio. Sebbene SpaceX non avesse inizialmente pianificato di recuperare il veicolo dello stadio superiore, la missione si è conclusa con uno splashdown inaspettatamente delicato. Invece di inabissarsi al momento dell’impatto con l’acqua, come accadeva ai precedenti prototipi, la navicella è rimasta a galla e perfettamente a tenuta stagna. Le nuove immagini scattate il 2 e il 3 agosto dalla società Vantor, con base in Colorado e specializzata in intelligence geospaziale, mostrano varie imbarcazioni che circondano il prezioso relitto. Nello specifico, i potenti rimorchiatori norvegesi Normand Ranger e Skimmer Tide si sono affiancati alla nave di supporto Go Australis di SpaceX. Gli scatti dall’alto rivelano quella che appare chiaramente come una spessa fune da traino saldamente agganciata al muso di Starship.

I segreti dello scudo termico e le missioni nel Sistema Solare

L’operazione di recupero ha subito una fortissima accelerazione subito dopo che l’amministratore delegato Elon Musk ha confermato la ferma volontà di tentare il salvataggio estremo del razzo. I dati di tracciamento navale indicano che i rimorchiatori stanno procedendo in maniera attenta e cadenzata, muovendosi a una velocità di circa un nodo, mentre comunicano via radio uno stato di manovrabilità limitata che conferma a tutti gli effetti l’avvio del rimorchio in alto mare. La nave di supporto Go Australis ha nel frattempo lasciato il sito per fare ritorno in Australia, situata a Sud/Est rispetto alla zona delle manovre oceaniche.

Poter ispezionare le condizioni strutturali della Ship 40 fornirebbe agli ingegneri dati impareggiabili sulle reali prestazioni dello scudo termico. Tale barriera protettiva è interamente composta da piastrelle in ceramica che devono sopportare l’incredibile calore, con valori che superano facilmente i 1400°C, generato da una caduta vertiginosa a velocità che oltrepassano i 28mila km/h. Questa analisi approfondita sul campo contribuirà ad avvicinare l’obiettivo finale di SpaceX: creare un sistema di lancio rapidamente riutilizzabile, in grado di abbattere drasticamente i costi di accesso e supportare al meglio le imminenti missioni umane verso la Luna e Marte all’interno del nostro affascinante Sistema Solare.