Cicloni tropicali in Europa: il rischio è più alto di quanto pensiamo

Simulazioni meteo svelano il rischio reale dei cicloni tropicali in Europa: i risultati di un nuovo studio

L’Europa non è nuova a potenti tempeste di vento, ma alcune tempeste in grado di causare gravi danni hanno un’origine insolita. I cicloni tropicali possono occasionalmente spostarsi verso nord dalle latitudini inferiori e raggiungere l’Europa, dove possono portare venti distruttivi e forti piogge anche dopo aver perso alcune delle loro caratteristiche tropicali. Queste tempeste sono così rare che è stato difficile valutarne i rischi basandosi solo sui dati storici. Ora, il Dottor Kelvin Ng dell’Università di Birmingham, nel Regno Unito, e i suoi colleghi hanno utilizzato migliaia di simulazioni di stagioni degli uragani per studiare tempeste che non sono mai state effettivamente osservate, scoprendo che il Regno Unito e l’Irlanda sono tra le parti d’Europa con maggiori probabilità di essere colpite. I risultati, pubblicati su Geophysical Research Letters, suggeriscono che tempeste di intensità paragonabile all’uragano Lili, che causò danni per oltre 300 milioni di dollari nell’Europa occidentale nel 1996, potrebbero verificarsi all’incirca una volta ogni 21-33 anni.

Un rischio nascosto legato alle tempeste in Europa

I cicloni tropicali sono generalmente associati alle zone più calde del mondo, dove si sviluppano sugli oceani tropicali. Tuttavia, spostandosi verso latitudini più elevate, alcuni possono curvare verso nord e raggiungere l’Europa. Possono anche subire una trasformazione chiamata transizione extratropicale, durante la quale la loro struttura e le loro fonti di energia cambiano interagendo con i sistemi meteorologici delle medie latitudini. Quando queste tempeste raggiungono l’Europa, potrebbero non assomigliare più agli uragani che si sono formati sull’Atlantico, ma possono comunque produrre venti potenti e piogge intense. L’uragano Ophelia, ad esempio, ha colpito l’Irlanda nel 2017 causando numerose vittime, la caduta di alberi e danni agli edifici, e lasciando circa 300.000 famiglie senza elettricità.

Il problema è che questi eventi sono così rari che non ci sono abbastanza esempi nella documentazione storica per stimare con precisione la frequenza con cui potrebbero verificarsi le tempeste più distruttive. Secondo i ricercatori, dal 1990 solo due cicloni di origine tropicale con nome – l’uragano Lili nel 1996 e l’uragano Leslie nel 2018 – sono stati registrati come causa di gravi disastri nell’Europa occidentale.

Migliaia di possibilità

Per ovviare a questa limitata documentazione storica, i ricercatori hanno utilizzato un approccio noto come UNSEEN, acronimo di Simulazione senza precedenti di eventi estremi tramite ensemble. Il team ha utilizzato due serie di simulazioni al computer relative al XX secolo, che nel complesso hanno fornito ai ricercatori migliaia di possibili traiettorie di tempeste da analizzare. La differenza è stata sostanziale. Il set di dati atmosferici storici utilizzato per il confronto conteneva solo 55 cicloni di origine tropicale che hanno raggiunto l’area di studio europea dei ricercatori. I due set di dati simulati contenevano circa 45 e 69 volte più eventi, fornendo un campione molto più ampio per lo studio di tempeste rare.

I ricercatori hanno quindi esaminato non solo le traiettorie di queste tempeste, ma anche i loro potenziali impatti. Hanno valutato le aree interessate da venti insolitamente forti e piogge intense, riuscendo così a distinguere tra una tempesta che si limita ad attraversare le acque europee e una in grado di causare impatti significativi sulla terraferma.

Gran Bretagna e Irlanda si distinguono

I risultati hanno rivelato un chiaro pattern geografico. I cicloni di origine tropicale hanno maggiori probabilità di produrre impatti nell’Europa occidentale rispetto a quella orientale, con le Isole Britanniche che si distinguono come la regione a maggior rischio. L’Irlanda ha la più alta probabilità di subire potenziali impatti dovuti al vento, con una stima del 13% dei cicloni di origine tropicale che colpiscono l’Europa che interessano il Paese. Il Regno Unito segue con l’11-12%, davanti a Belgio e Paesi Bassi. Irlanda e Regno Unito hanno anche la più alta probabilità di subire potenziali impatti dovuti alle piogge.

Questo non significa che ci sia circa una probabilità su otto che il Regno Unito venga colpito da un uragano ogni anno. Piuttosto, questi dati descrivono dove è più probabile che si verifichino impatti tra i cicloni di origine tropicale che interessano l’Europa. Il numero complessivo di tali tempeste rimane relativamente basso. È importante anche capire esattamente perché alcune tempeste arrivano a colpire l’Europa: l’impatto finale di un ciclone di origine tropicale dipende in parte dal fatto che incontri o meno condizioni atmosferiche favorevoli interagendo con i sistemi meteorologici più ampi delle medie latitudini.

Lili potrebbe non essere stato così raro

I ricercatori hanno utilizzato l’uragano Lili come punto di riferimento per un evento di venti particolarmente distruttivo. Nei dati storici atmosferici, si distingue come il ciclone di origine tropicale più grave in termini di impatto eolico regionale. Ma quando il team lo ha confrontato con la collezione molto più ampia di tempeste simulate, ha scoperto che un evento con un livello di impatto eolico simile era considerevolmente meno raro di quanto i soli dati storici potrebbero suggerire.

Il periodo di ritorno stimato per una tempesta con impatti del vento paragonabili a quelli di Lili era di 23,4-32,9 anni in una serie di simulazioni e di 21,2-29,3 anni nell’altra. In altre parole, i ricercatori stimano che tempeste della stessa intensità di Lili potrebbero verificarsi all’incirca una volta ogni pochi decenni, anziché una volta ogni secolo o più. Sono possibili tempeste ancora più violente. Le simulazioni includevano eventi con un’intensità del vento regionale almeno 10 volte superiore a quella di Lili, sebbene questi rappresentino scenari molto più estremi. Una tempesta con un impatto del vento doppio rispetto a quello di Lili aveva un periodo di ritorno stimato di circa 48-92 anni.

Non solo un ciclo climatico

I ricercatori hanno anche studiato se il rischio di queste tempeste sia controllato da lenti cambiamenti nel sistema climatico, inclusi due pattern su larga scala noti come Oscillazione Multidecennale Atlantica e Oscillazione Decennale del Pacifico, che influenzano le condizioni in questi oceani per diversi decenni. Tuttavia, non hanno trovato un chiaro collegamento tra questi cicli climatici e la probabilità che un ciclone di origine tropicale causi impatti significativi una volta raggiunto l’Europa. Sembra invece che la gravità dei danni provocati da una tempesta dipenda maggiormente dalle specifiche condizioni meteorologiche che incontra lungo il suo percorso.

I ricercatori affermano che i loro risultati evidenziano un problema: alcune tempeste europee potenzialmente dannose potrebbero semplicemente non essere presenti nei dati storici. Questo potrebbe essere importante per la pianificazione a lungo termine. I Paesi europei si preparano già alle tempeste invernali dannose, ma i cicloni di origine tropicale hanno ricevuto molta meno attenzione a causa della loro rarità. I nuovi risultati suggeriscono che, soprattutto per il Regno Unito e l’Irlanda, queste tempeste insolite potrebbero meritare di essere prese in considerazione nelle valutazioni del rischio futuro legato a vento e precipitazioni, anche se rimangono molto meno frequenti delle tempeste che l’Europa sperimenta ogni inverno.