Un terremoto magnitudo 6.0 ha scosso l’arcipelago delle isole Vanuatu, nel Sud/Ovest dell’Oceano Pacifico. L’evento tellurico è stato registrato dai sismografi INGV alle 05:20 ora italiana, 14:20 ora locale. L’epicentro è stato localizzato in mare aperto e l’ipocentro a una profondità di ben 159 km. Questa notevole distanza dalla superficie ha verosimilmente mitigato gli effetti di scuotimento avvertiti dalla popolazione residente sulle isole vicine.
La complessa dinamica tettonica della regione
Le isole Vanuatu si trovano in uno dei settori più attivi del nostro pianeta dal punto di vista sismico e vulcanico, un’area conosciuta in tutto il mondo come Cintura di Fuoco del Pacifico. In questa porzione specifica del globo marino, la placca australiana si immerge sotto la placca del Pacifico e la microplacca delle Nuove Ebridi a una velocità relativa estremamente elevata, che si stima in diversi centimetri all’anno. Questo fenomeno, tecnicamente definito subduzione, genera un costante e massiccio accumulo di tensione elastica lungo gli abissi e i margini di contatto tra le gigantesche masse rocciose. Quando questa formidabile tensione supera la capacità di resistenza delle faglie locali, l’energia si sprigiona improvvisamente sotto forma di potenti onde sismiche. La notevole profondità di 159 km che ha caratterizzato l’evento odierno è un tratto tipico di queste peculiari zone di subduzione, dove i terremoti tendono a innescarsi lungo il piano della placca oceanica mentre sprofonda progressivamente verso le alte temperature del mantello terrestre.
L’intensa storia sismica dell’arcipelago
La sismicità storica della regione delle Vanuatu è eccezionalmente ricca e documenta un susseguirsi ininterrotto di grandi terremoti che hanno plasmato la morfologia e dettato i ritmi di vita dell’intero arcipelago. Esaminando i cataloghi sismici degli ultimi decenni, i sismografi hanno registrato centinaia di eventi con magnitudo pari o superiore a 6.0, e non mancano episodi ben più catastrofici che hanno ampiamente oltrepassato la soglia di magnitudo 7.0. La profonda fossa delle Nuove Ebridi rappresenta il motore principale di questa incessante attività tellurica, rendendo le isole costantemente soggette a scuotimenti che si generano sia a ridosso della superficie sia a centinaia di chilometri nel buio del sottosuolo. A causa di tale spiccata e complessa conformazione geologica, l’intera area è esposta in modo cronico anche all’insidioso rischio di tsunami associati agli eventi sismici meno profondi, confermando le Vanuatu come una delle zone con la più alta esposizione alla pericolosità naturale a livello planetario. Il terremoto avvenuto quest’oggi si inserisce in modo fisiologico nel quadro del continuo rilascio energetico di questa fascia tettonica.
