Terremoto Albania: epicentro a Himarë, sulla costa meridionale | DATI e MAPPE

Una scossa di terremoto ha colpito l’Albania alle 00:35 di oggi, domenica 30 agosto

Una scossa di terremoto ha colpito l’Albania alle 00:35 di oggi, domenica 30 agosto. I sismografi hanno segnalato un sisma di magnitudo 4.6, con epicentro individuato 13km a est-nordest di Himarë, sulla costa meridionale del Paese. L’evento è avvenuto ad una profondità di 9km. Proprio la scarsa profondità ha favorito la percezione del sisma in superficie, ma al momento non ci sono notizie di danni a persone o cose. L’epicentro del sisma odierno ricade in una zona attraversata da faglie attive, già colpita in passato da terremoti distruttivi.

La sismicità di Himarë e della costa ionica dell’Albania

Himarë si trova nel settore sud-occidentale dell’Albania, affacciato sullo Ionio e inserito in un ambiente geologico estremamente complesso. Lungo questa parte della Penisola Balcanica si incontrano gli effetti della lenta convergenza tra la microplacca Adriatica, spesso chiamata Adria, e le strutture della regione albanico-ellenica appartenenti al grande sistema eurasiatico. Il movimento delle placche è lentissimo se osservato alla scala della vita umana, ma continuo su quella geologica. Le rocce accumulano deformazione per anni, decenni o secoli. Quando la resistenza lungo una faglia viene superata, i blocchi rocciosi scivolano improvvisamente e liberano sotto forma di onde sismiche una parte dell’energia accumulata.

La fascia costiera tra Valona e Konispol, nella quale ricade anche Himarë, è attraversata dalla cosiddetta zona di sovrascorrimento ionica. Si tratta di un sistema lungo oltre cento chilometri, caratterizzato soprattutto da faglie orientate da nord-ovest verso sud-est e legate a un regime prevalentemente compressivo. In termini semplici, le masse rocciose vengono spinte le une contro le altre e alcuni settori tendono a sovrapporsi. Studi recenti sulla zona ionica hanno analizzato 166 terremoti di magnitudo almeno 4.5 avvenuti tra l’anno 358 e il 2024, confermando la capacità dell’area di generare anche eventi forti.

La sismicità dell’Albania non è però uniforme. Nella parte occidentale prevalgono le strutture compressive legate al margine adriatico-ionico, mentre nell’interno e nell’Albania orientale sono presenti anche sistemi tettonici con caratteristiche estensionali. Questa sovrapposizione rende il Paese una delle aree a maggiore pericolosità sismica del continente europeo. Le mappe ufficiali albanesi vengono infatti elaborate considerando diverse sorgenti sismogenetiche e probabilità di superamento dello scuotimento atteso.

Il precedente storico del terremoto di Himarë del 1893

La storia sismica locale contiene un precedente particolarmente significativo. Il 14 giugno 1893 un forte terremoto colpì proprio l’area di Himarë, raggiungendo un’intensità macrosismica stimata pari al nono grado. Per gli eventi più antichi, avvenuti prima della diffusione dei sismografi moderni, non è possibile determinare la magnitudo con la stessa precisione disponibile oggi. I ricercatori ricostruiscono quindi le caratteristiche del terremoto attraverso le descrizioni dei danni, la distribuzione degli effetti nei diversi centri abitati, le testimonianze e i documenti storici. Da queste informazioni vengono realizzate le mappe delle intensità macrosismiche.

Le ricostruzioni disponibili descrivono quello del 1893 come un terremoto gravemente distruttivo per Himarë. L’evento è riportato anche negli studi dedicati ai movimenti franosi innescati dai terremoti albanesi, insieme ad altri importanti episodi verificatisi tra il XIX e il XX secolo. La presenza di questo precedente non consente naturalmente di prevedere l’evoluzione dell’attività attuale, ma dimostra che il tratto costiero interessato dalla scossa odierna possiede una storia sismica ben documentata.

I grandi terremoti storici tra Valona, Tepelenë e il Sud dell’Albania

L’intera Albania meridionale è stata interessata nei secoli da terremoti di energia considerevole. Il 12 ottobre 1851 una scossa distruttiva colpì l’area di Valona, mentre pochi giorni dopo un altro forte evento interessò Berat. Trattandosi di terremoti storici, i valori numerici associati devono essere letti come stime ricavate dagli effetti osservati e non come misurazioni strumentali moderne. Un altro episodio fondamentale avvenne il 26 novembre 1920 nell’area di Tepelenë, nell’entroterra a nord-est di Himarë. La magnitudo viene generalmente stimata intorno a 6.2-6.4 e le cronache descrivono danni molto gravi in numerosi centri. Per posizione e caratteristiche tettoniche, il terremoto di Tepelenë rappresenta uno degli eventi di riferimento nello studio della pericolosità sismica dell’Albania meridionale.

Nel 1930 una nuova sequenza distruttiva colpì il territorio di Valona. Il terremoto principale del 21 novembre, seguito da altri eventi, provocò il crollo o il grave danneggiamento di numerose abitazioni. Nella stessa fascia ionica viene ricordato anche il sisma del 1931 nell’area di Qafa e Llogarasë, con magnitudo stimata intorno a 6.1. Il passo di Llogara si trova proprio lungo il settore costiero compreso tra Valona e Himarë, a conferma della continuità del sistema sismogenetico regionale.

Dal sisma del Montenegro del 1979 alla tragedia di Durazzo del 2019

Tra i terremoti più importanti avvertiti in Albania figura quello del 15 aprile 1979, con magnitudo 6.9 ed epicentro nell’area costiera del Montenegro. La scossa colpì duramente anche l’Albania settentrionale, provocando vittime e distruzioni. L’evento dimostrò come le sorgenti sismiche dell’Adriatico orientale possano produrre effetti su territori molto ampi e oltre i confini nazionali.

Più recente è la tragedia del 26 novembre 2019, quando un terremoto di magnitudo 6.4 colpì l’Albania nord-occidentale, nell’area di Durazzo e Thumanë. Il sisma, generato da un movimento compressivo lungo una faglia, provocò 51 vittime, migliaia di feriti e danni estesi agli edifici. Fu il terremoto più distruttivo vissuto dal Paese negli ultimi decenni. L’USGS ha ricondotto l’evento alla tettonica compressiva che caratterizza il margine tra la regione adriatica e quella eurasiatica.