Terremoto Sicilia, paura sulla costa tirrenica messinese: doppia scossa tra Patti e Barcellona Pozzo di Gotto | DATI e MAPPE

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato l'epicentro dell'evento sismico vicino Oliveri

Un nuovo terremoto ha risvegliato la preoccupazione lungo la costa settentrionale della Sicilia nella mattinata di oggi, martedì 18 agosto 2026. Esattamente alle ore 10:07, la rete di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto magnitudo 3.7. L’epicentro è stato localizzato a 1 km a Nord/Ovest del Comune di Oliveri, in provincia di Messina, in un’area densamente abitata compresa tra i centri di Patti e Barcellona Pozzo di Gotto. Il sisma si è originato a una profondità di 9 km sotto la superficie terrestre, un ipocentro relativamente superficiale che ha contribuito a rendere il tremore chiaramente avvertibile dalla popolazione locale fin dai primi istanti. L’epicentro è stato collocato a 44 km a Ovest di Messina, a 52 km a Ovest di Reggio Calabria, a 59 km a Nord di Acireale e a 70 km a Nord di Catania. Il sisma è stato seguito da una forte replica, magnitudo 3.3, ad una distanza di soli 37 secondi, secondo quanto riporta l’INGV: l’ipocentro è stato rilevato a 10 km di profondità e l’epicentro a circa 2 km Sud/Ovest da Oliveri.

La complessa geodinamica del territorio messinese e tirrenico

L’area in cui si è verificato l’evento odierno rappresenta uno dei settori tettonicamente più attivi e complessi dell’intero bacino del Mediterraneo. La sismicità di questa fascia costiera è strettamente legata al continuo movimento di convergenza e frizione tra la placca africana e quella eurasiatica. In questo specifico settore geografico, la dinamica è dominata da importanti sistemi di faglie che attraversano la crosta terrestre in profondità. Tra questi spicca il noto sistema di faglia Tindari-Letojanni, una fondamentale struttura geologica che separa settori crostali con caratteristiche diverse e che si estende in modo evidente dal Mar Tirreno meridionale fino alla costa ionica. I continui stress accumulati lungo queste fratture profonde vengono periodicamente rilasciati sotto forma di energia sismica.

La sismicità storica tra il Golfo di Patti e lo Stretto

Analizzando i cataloghi sismici nazionali, emerge chiaramente che l’area tirrenica messinese vanta una storia sismica di grandissimo rilievo. Il territorio è stato infatti teatro di eventi tellurici fortemente distruttivi nel corso dei secoli passati. L’evento più noto e catastrofico rimane il grande terremoto del 28 dicembre 1908, che rase al suolo le città dello Stretto causando oltre 80mila vittime in pochissimi secondi. Tuttavia, focalizzando l’attenzione proprio sul Golfo di Patti e sull’area dell’epicentro odierno, la memoria storica ci riporta al 15 aprile 1978. In quella data, un forte terremoto magnitudo 6.1 colpì la medesima zona, provocando danni ingenti a Patti, Barcellona Pozzo di Gotto e in numerosi comuni limitrofi dei Monti Peloritani.