Terremoto distruttivo in Colombia, è il sisma più forte del XXI secolo: bilancio ancora incerto | FOTO e VIDEO

Devastazioni nell’Ovest del Paese, edifici crollati e persone ancora sotto le macerie. Il presidente Abelardo De La Espriella dichiara lo stato di emergenza e mobilita migliaia di soccorritori
Foto Ansa
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Ufficialmente, al momento, 111 morti sono stati provocati dal devastante terremoto che ha colpito ieri la parte occidentale della Colombia, provocando il crollo di edifici, danni a ospedali e infrastrutture e lasciando numerose persone intrappolate sotto le macerie. Secondo il Servizio geologico colombiano, si tratta del terremoto più forte registrato nel Paese nel XXI secolo. Il sisma, magnitudo 7.4 secondo l’United States Geological Survey, ha avuto origine a circa 107 km di profondità. Le scosse hanno interessato diverse città e province dell’Ovest colombiano, con danni particolarmente gravi a Cali, Pereira, Manizales, Armenia e Quibdó.

Il presidente Abelardo De La Espriella, da pochi giorni alla guida del Paese, ha dichiarato lo stato nazionale di emergenza, mobilitando le strutture dello Stato per soccorrere le popolazioni colpite.  Il capo dello Stato ha visitato Quibdó, capitale della provincia di Chocó, dove ha promesso sussidi per l’affitto alle persone che hanno perso la propria abitazione, per poi recarsi a Cali, la maggiore città della Colombia occidentale.

Vittime e feriti, il bilancio resta incerto

Il bilancio nazionale ufficiale comunicato dal presidente è fermo a 111 vittime. A Cali e nella provincia di Valle del Cauca, le autorità hanno riferito di 35 morti e circa 700 feriti. Alcuni media locali hanno invece riportato un bilancio nazionale di 132 vittime, ma l’origine di quest’ultima cifra non è stata chiarita. Con il calare della notte, squadre di soccorritori e volontari hanno continuato a lavorare tra le macerie, spesso illuminando le aree con lampade frontali. L’obiettivo è individuare eventuali superstiti prima che sia troppo tardi.

A Cali, i vigili del fuoco hanno riferito di aver estratto vive dalle macerie 2 donne adulte e 2 bambini. In un’altra operazione, una bambina di appena 6 mesi e la madre sono state recuperate da sotto le macerie di un edificio di 5 piani. A Pereira, i soccorritori hanno riferito di essere riusciti a stabilire un contatto con un ragazzo rimasto intrappolato sotto una panetteria. Gli operatori hanno utilizzato anche gru e mezzi pesanti per rimuovere le parti pericolanti degli edifici.

Crolli e danni alle infrastrutture

Le immagini provenienti dalle aree colpite mostrano la gravità della devastazione. A Pereira è crollato un edificio di 4 piani, mentre a Manizales una delle torri laterali della storica cattedrale neogotica della città è collassata, facendo precipitare detriti sulle strade circostanti. A Cali, diversi edifici residenziali sono stati danneggiati e alcune strutture dei servizi di emergenza hanno riportato gravi conseguenze. In alcuni casi, i detriti sono precipitati anche sulle ambulanze parcheggiate nelle vicinanze.

Coprifuoco e aeroporti chiusi

La paura di possibili saccheggi ha spinto le autorità di Cali, Armenia e Manizales a introdurre il coprifuoco. A Cali sono stati dispiegati polizia e militari, mentre il governo ha promesso l’invio di altri 1.000 uomini delle forze di sicurezza. Il violento terremoto ha avuto ripercussioni anche sui trasporti: l’autorità colombiana per l’aviazione civile ha sospeso temporaneamente le operazioni in diversi aeroporti della regione, tra cui quelli di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura, per consentire agli ingegneri di verificare la sicurezza delle strutture. È stato inoltre rinviato il festival Petronio Álvarez, importante manifestazione dedicata alla musica del Pacifico colombiano, che avrebbe dovuto iniziare mercoledì a Cali.

Il rischio di nuove scosse

La Colombia si trova lungo la cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, una delle aree del pianeta caratterizzate dalla maggiore attività sismica. Nel Paese vengono registrate migliaia di scosse ogni mese, nella maggior parte dei casi di bassa intensità. Secondo la sismologa Suzan van der Lee della Northwestern University, la particolare combinazione di elevata magnitudo, posizione nell’entroterra e movimento trascorrente della faglia potrebbe aver contribuito ad amplificare gli effetti del terremoto nelle valli densamente popolate. Nonostante la notevole profondità del sisma, la scossa ha prodotto un forte movimento del terreno. La complessa interazione tra diverse grandi placche tettoniche rende inoltre particolarmente difficile l’analisi dell’attività sismica colombiana. Il Servizio geologico colombiano aveva registrato 21 repliche entro la tarda serata di lunedì ora locale e ha avvertito che altri terremoti potrebbero verificarsi nelle prossime ore.

Il Paese porta ancora il ricordo del devastante terremoto del 1999, quando una scossa di magnitudo 6.2 colpì la regione del caffè, provocando oltre 1.000 morti, soprattutto nelle aree di Armenia e Pereira. Oggi, a distanza di oltre 2 decenni, la Colombia si trova nuovamente a fare i conti con una delle peggiori emergenze sismiche della sua storia recente.

Terremoto in Colombia, distruzione e desolazione