Una forte scossa di terremoto ha interessato pochi minuti fa la Cina occidentale, con epicentro individuato nella provincia del Qinghai. La magnitudo indicata dalle prime rilevazioni è pari a 5.6, un valore capace di produrre scuotimenti significativi soprattutto in prossimità dell’area epicentrale. Il sisma si è verificato alle 23:36 di martedì 18 agosto, ora italiana, corrispondenti alle 21:36 UTC. Secondo i dati dell’INGV, la scossa avrebbe avuto una profondità di circa 11 chilometri, caratteristica che la colloca tra i terremoti relativamente superficiali e che può favorire una maggiore percezione delle onde sismiche nelle zone vicine all’epicentro. Anche le prime segnalazioni provenienti dai sistemi internazionali di monitoraggio hanno individuato un evento di magnitudo intorno a 5.6 nel Qinghai nella stessa fascia oraria. Il GFZ tedesco ha segnalato la scossa di magnitudo 5.6 nella provincia cinese, mentre altri sistemi di rilevamento hanno localizzato l’evento nel settore settentrionale del Qinghai.
Perché il Qinghai è una delle zone sismiche più importanti della Cina
Gli studi geologici dell’USGS descrivono questo settore come un’area caratterizzata da una complessa attività tettonica, con importanti terremoti legati anche a movimenti trascorrenti lungo faglie superficiali. Il grande terremoto di magnitudo 7.8 del 2001 nel Qinghai meridionale, ad esempio, fu associato a una deformazione trascorrente superficiale. Il terremoto delle ultime ore arriva dopo una fase di notevole attività sismica registrata nel Qinghai nel corso del 2026. Lo scorso 16 giugno, un terremoto di magnitudo 6.3 aveva interessato il settore settentrionale della provincia. Secondo i dati USGS riportati all’epoca, la scossa si era verificata a una profondità di circa 10 chilometri ed era stata seguita da repliche superiori a magnitudo 5.
Più recentemente, il 28 luglio, altri due terremoti di magnitudo 5.7 e 5.8 avevano colpito la provincia del Qinghai a distanza di appena 18 minuti. Le scosse erano state localizzate nella contea di Xinghai e, nelle prime ore successive agli eventi, le autorità cinesi non avevano segnalato vittime o danni significativi. La nuova scossa di magnitudo 5.6 del 18 agosto conferma quindi la persistente attività sismica del settore occidentale cinese, anche se non è possibile stabilire sulla base dei soli dati preliminari un collegamento diretto tra eventi avvenuti in momenti e settori differenti.
Terremoto superficiale, attenzione alle eventuali repliche
Uno degli elementi più rilevanti della scossa è la profondità di circa 11 chilometri riportata dall’INGV. I terremoti con ipocentro relativamente vicino alla superficie possono generare scuotimenti più marcati nell’area epicentrale rispetto a eventi della stessa magnitudo che avvengono a profondità maggiori. La magnitudo 5.6 identifica un terremoto significativo, ma gli effetti effettivi sul territorio dipendono da numerosi fattori: distanza dai centri abitati, caratteristiche geologiche locali, profondità reale dell’ipocentro, qualità degli edifici e durata dello scuotimento. Le reti sismiche internazionali continueranno nelle prossime ore a elaborare i segnali registrati dalle stazioni. Sono quindi possibili aggiornamenti sulla magnitudo definitiva, sulla profondità e sulla posizione esatta dell’epicentro. Dopo una scossa di questa intensità sono inoltre possibili repliche sismiche, generalmente di magnitudo inferiore al terremoto principale.

