È soprattutto la ricerca dei dispersi a scandire le ore successive al devastante terremoto che ha colpito la Colombia. A 24 ore dal sisma, almeno 2.568 persone risultano ancora disperse, mentre il bilancio provvisorio delle vittime è salito ad almeno 169 morti. Sono invece 570 le persone ferite, secondo i dati diffusi da Asocapitales, l’associazione che riunisce i sindaci delle città capitali del Paese. Nelle città dell’Ovest della Colombia più colpite – in particolare Cali, Pereira, Manizales, Quibdó e Armenia – le squadre di soccorso lavorano senza sosta. I soccorritori avanzano tra le strade e gli edifici crollati, rimuovendo tonnellate di macerie nella speranza di individuare persone ancora vive e di dare un nome a chi non è stato ancora rintracciato. Il tempo rappresenta ora il principale avversario delle squadre impegnate nelle operazioni. Dietro ogni edificio crollato potrebbe esserci una persona ancora da salvare, mentre famiglie e comunità attendono notizie dei propri cari che non hanno ancora fatto ritorno.
Il terremoto magnitudo 7.4 ha colpito il Paese ieri, provocando gravi danni soprattutto nella parte occidentale. Decine di edifici sono crollati e le operazioni di ricerca proseguono in condizioni difficili, mentre il numero dei dispersi rende ancora incerto il bilancio definitivo della tragedia. Il presidente Abelardo de la Espriella, entrato in carica venerdì 7 agosto, ha raggiunto Quibdó, capitale del dipartimento del Chocó e area indicata come epicentro del sisma. Da qui ha dichiarato che la Colombia si trova in una situazione di “disastro nazionale“.
