La terra non smette di tremare in Indonesia. Nelle scorse ore, l’area marina a Nord dell’isola di Flores è stata nuovamente interessata da 2 terremoti. Secondo quanto rilevato dai sismografi INGV, gli eventi sismici si sono susseguiti a breve distanza l’uno dall’altro. Le 2 scosse si inseriscono in un quadro di allerta già molto elevato per l’intero arcipelago, segnando l’ennesimo capitolo di una sismicità complessa e costantemente attiva. L’area colpita è caratterizzata da una fitta e intricata rete di faglie.
Terremoti al largo di Flores
Le rilevazioni ufficiali dell’INGV delineano con precisione l’entità dei 2 eventi sismici. Il 1° terremoto, il più intenso, ha fatto registrare una magnitudo Mwp 6.1. La scossa si è verificata alle 00:45 ora italiana, 06:45 orario locale. I sismologi hanno individuato l’ipocentro a una profondità di 18 km al di sotto del fondale marino. A distanza di poche ore, un 2° evento ha nuovamente fatto oscillare i sismografi. Questa scossa, magnitudo Mwp 5.8, è avvenuta alle 04:47 ora italiana, 10:47 locali. In questo caso, la rottura della faglia si è generata a una profondità ancora minore, stimata a 9 km.
Perché si verificano terremoti in questa porzione del pianeta
L’Indonesia si trova in una delle zone geologicamente più dinamiche del mondo, collocandosi esattamente lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, una vastissima fascia caratterizzata da un’intensa attività vulcanica e sismica. La causa primaria dei continui terremoti risiede nello scontro tra enormi placche tettoniche. In questa porzione di globo terrestre, la Placca Indo-Australiana spinge verso Nord, scivolando al di sotto della Placca della Sonda a una velocità di svariati centimetri all’anno. Tuttavia, la porzione del mare di Flores è profondamente influenzata anche da un altro elemento cruciale: il sistema di sovrascorrimento retro-arco di Flores. Questa specifica struttura geologica accomoda la deformazione causata dalla collisione principale e genera faglie di spinta in cui le rocce si accavallano, provocando improvvisi rilasci di energia elastica. Quando l’attrito accumulato supera il limite di resistenza delle rocce, si generano potenti terremoti.
La sismicità storica della zona e gli eventi più recenti
Il tratto di mare a Nord di Flores vanta una storia sismica ricca e spesso tragica, strettamente legata proprio alla faglia di sovrascorrimento. Le cronache storiche documentano forti sismi e maremoti fin dai secoli passati, includendo eventi distruttivi registrati nel 1815 e nel 1820. In epoca contemporanea, il disastro più grave per la zona è stato il terremoto di magnitudo 7.8 avvenuto nel dicembre 1992. Quella violentissima scossa scatenò un catastrofico tsunami che si abbatté sulle coste adiacenti, causando la tragica morte di oltre 2mila persone e radendo al suolo interi centri abitati. Più di recente, il 14 dicembre 2021, un altro violento sisma magnitudo 7.3 ha colpito la stessa area marittima a circa 15 km di profondità, fortunatamente con conseguenze in termini di vite umane molto meno gravose. La zona si trova attualmente in uno stato di massima allerta: appena 5 giorni fa, il 15 agosto 2026, un drammatico terremoto magnitudo 7.7 ha devastato l’isola di Flores e parte di Sumatra, causando decine di vittime, danni incalcolabili e costringendo all’evacuazione migliaia di residenti. Le 2 odierne scosse di magnitudo 6.1 e 5.8 rappresentano di conseguenza la pericolosa prosecuzione di una intensa sequenza sismica.
