Un forte terremoto ha interessato l’America Centrale. Un terremoto magnitudo 5.9 è stato registrato vicino alla costa dello Stato messicano del Chiapas, con l’epicentro localizzato in mare. L’evento tellurico è avvenuto alle 07:02 ora italiana (le 23:02 del 17 agosto ora lcoale). I sismografi della INGV hanno individuato l’ipocentro ad una profondità di 71 km sotto il fondale marino.
Perché si verificano terremoti al largo del Messico
L’elevata sismicità di questa area geografica è dovuta all’intensa e complessa interazione tra enormi porzioni di crosta terrestre. Nello specifico, la grande placca oceanica di Cocos scivola costantemente al di sotto della placca nordamericana e della placca caraibica. Questo instancabile processo geologico, noto come subduzione, avviene a un ritmo particolarmente sostenuto, generando un enorme e pericoloso accumulo di energia elastica lungo le profonde faglie crostali. La costa occidentale messicana si trova posizionata in maniera esatta in corrispondenza di questa attiva fascia di convergenza, motivo per il quale si registrano continuamente tremori superficiali e profondi. L’energia intrappolata nelle viscere della Terra viene scaricata regolarmente tramite onde sismiche che si propagano dal fondo dell’Oceano Pacifico in direzione Est verso l’entroterra densamente popolato.
La sismicità storica dell’area chiapaneca
L’intero territorio messicano convive da sempre con una costante minaccia tellurica, tuttavia il settore del Chiapas rappresenta di gran lunga una delle zone maggiormente attive dell’intera nazione. Si conta infatti una considerevole media di 15 movimenti sismici al giorno aventi una magnitudo superiore a 2. La memoria storica locale è segnata da episodi catastrofici. Il 7 settembre 2017 si è verificato un violentissimo terremoto magnitudo 8.2, localizzato nel golfo di Tehuantepec, al largo delle coste del Chiapas e a circa 70 km di profondità. Quella gigantesca e drammatica rottura provocò decine di vittime, danneggiando in modo irreparabile oltre 22mila abitazioni e attivando una immediata procedura di allerta tsunami per l’intero bacino oceanico circostante. Nel corso del XX secolo, la medesima regione ha subito le conseguenze catastrofiche di almeno 7 imponenti sismi di magnitudo superiore a 7.
