Un forte terremoto ha colpito la regione oceanica dell’Atlantico meridionale, scuotendo la vasta e remota area delle isole Sandwich. L’evento sismico, magnitudo Mwp 6.0, si è verificato precisamente al largo della Georgia del Sud e delle Isole Sandwich Australi. La scossa è stata rilevata alle 13:47 ora italiana. L’ipocentro è stato localizzato dall’INGV ad una profondità di 55 km sotto il fondale oceanico.
Le cause geologiche
La regione delle isole Sandwich e della Georgia del Sud si trova lungo un margine convergente estremamente dinamico, che genera costantemente un’intensa attività tettonica. In questo tratto di oceano, la grande placca del Sud America subduce, ovvero si immerge, verso Ovest al di sotto della più piccola placca di Scotia e della microplacca delle Sandwich. Questo continuo movimento di scivolamento avviene ad una notevole velocità di convergenza, stimata in circa 71 mm all’anno. L’attrito generato dallo sfregamento tra queste immense masse rocciose provoca un progressivo accumulo di tensione elastica lungo la faglia. Quando la pressione supera la resistenza delle rocce, l’energia si libera improvvisamente generando terremoti di varia magnitudo. Le forze compressive in gioco producono sia sismi superficiali lungo l’interfaccia di subduzione, sia eventi intraplacca più profondi causati dalla piegatura della litosfera oceanica che sprofonda nel mantello terrestre.
La sismicità storica e i grandi eventi del passato
L’area vanta una storia sismica costellata di eventi di eccezionale potenza. Nel corso dell’ultimo secolo, la regione ha registrato numerosi terremoti con magnitudo superiore a 7.0, tra cui spicca un colossale sisma magnitudo 8.1 avvenuto nel giugno del 1929. Più recentemente, la zona è balzata agli onori della cronaca scientifica il 12 agosto del 2021, quando si è verificata una sequenza sismica complessa e di rara intensità. In quell’occasione, una prima scossa magnitudo 7.5 ha agito come precursore per un secondo evento più forte, magnitudo 8.1, avvenuto a soli 3 minuti di distanza. Questo impressionante movimento tellurico ha generato uno tsunami anomalo che si è propagato in diversi oceani, venendo registrato dai mareografi a distanze superiori a 10mila km dall’epicentro. La maggior parte dei terremoti in questo settore oceanico si verifica a profondità intermedie, comprese tra 70 e 300 km, rilasciando enormi quantità di energia che modellano inesorabilmente i fondali marini.
