È salito ad almeno otto morti e 17 dispersi il bilancio del drammatico naufragio del traghetto al largo di Kyrenia, nella parte settentrionale di Cipro, una tragedia che ha scosso profondamente l’intera area del Mediterraneo orientale. Dopo l’affondamento dell’imbarcazione, le autorità turco-cipriote hanno disposto l’arresto del comandante e degli otto membri dell’equipaggio, mentre continuano senza sosta le operazioni di ricerca e soccorso per individuare eventuali superstiti. Ad annunciare i provvedimenti è stato il primo ministro della parte turco-cipriota Unal Ustel, che ha definito quanto accaduto come “il peggior disastro marittimo che Cipro abbia mai vissuto”.
Arrestati comandante e otto membri dell’equipaggio: aperta un’indagine sulla tragedia
Le autorità hanno deciso di procedere con gli arresti nell’ambito delle prime verifiche sulle cause dell’incidente. Il governo della parte turco-cipriota ha assicurato che verranno analizzati tutti gli aspetti della vicenda per individuare eventuali responsabilità. “Ogni aspetto di questo incidente sarà indagato” e “anche la minima negligenza sarà scoperta”, ha dichiarato il primo ministro Unal Ustel, spiegando che fare piena chiarezza rappresenta un obbligo istituzionale. “È dovere e responsabilità” delle autorità accertare ogni dettaglio della tragedia, ha aggiunto Ustel, sottolineando inoltre: “il nostro dolore è immenso oggi, ma il nostro Stato, con tutte le sue istituzioni, sta facendo il proprio dovere”. Le dichiarazioni, riportate dal Cyprus Mail, arrivano mentre il bilancio delle vittime continua a delineare la gravità di un incidente che rischia di diventare uno dei più gravi mai avvenuti nelle acque dell’isola.
Il traghetto affondato poco dopo la partenza da Kyrenia verso la Turchia
Secondo le prime ricostruzioni, il traghetto era partito dal nuovo porto di Kyrenia intorno alle 12.10, con destinazione il porto turco di Tasucu, quando si è capovolto poco dopo aver lasciato la banchina. L’imbarcazione è poi rapidamente affondata, rendendo particolarmente complesse le operazioni di soccorso. Secondo quanto riferito dal ministro dei Trasporti Erhan Arikli, il relitto si trova a una profondità di circa 514 metri, un fattore che complica ulteriormente il recupero e le ricerche dei dispersi. La posizione del relitto in acque così profonde rappresenta una delle principali difficoltà per i soccorritori, chiamati a operare in condizioni estremamente complesse.
Ricerche senza sosta in mare: coinvolti aerei, elicotteri, droni e navi della Guardia costiera
Le operazioni di ricerca sono proseguite per tutta la giornata con un massiccio dispiegamento di mezzi. Alle 19 ora locale risultavano ancora impegnati nell’area due aerei, quattro elicotteri, quattro droni e quattro imbarcazioni della Guardia costiera. Le autorità stanno cercando di individuare le persone ancora disperse, mentre le condizioni operative restano difficili a causa della profondità del punto in cui il traghetto è affondato. In serata è inoltre atteso l’arrivo di una nave della Marina turca specializzata nelle operazioni di ricerca e soccorso in profondità, dotata di strumentazioni capaci di lavorare fino a mille metri sotto la superficie marina. L’impiego di questo mezzo consentirà di ampliare le ricerche anche sul fondale e di verificare la situazione intorno al relitto del traghetto.
Una tragedia che scuote Cipro Nord: massima attenzione sulle cause dell’affondamento
Il naufragio del traghetto di Kyrenia ha aperto una fase di accertamenti per ricostruire con precisione cosa sia accaduto nei minuti immediatamente successivi alla partenza. Le autorità hanno assicurato che ogni elemento verrà esaminato, dalle condizioni dell’imbarcazione alle procedure seguite durante la navigazione. L’arresto del comandante e dell’intero equipaggio rappresenta il primo passo dell’inchiesta, mentre il Paese resta con il fiato sospeso per il destino delle 17 persone ancora disperse. Il bilancio, già drammatico con otto vittime accertate, potrebbe dunque ancora cambiare nelle prossime ore, mentre prosegue una delle più grandi operazioni di soccorso mai condotte nelle acque di Cipro Nord.
