Quella che doveva essere una tranquilla giornata di metà agosto sulla costa jonica si è trasformata in un palcoscenico di pura adrenalina e coraggio, culminato in un provvidenziale salvataggio in mare. Nel tardo pomeriggio di domenica, le acque antistanti il lungomare di Melito Porto Salvo, proprio nei pressi della nota Chiesa locale, sono state teatro di un evento che ha tenuto col fiato sospeso decine di persone. Un momento di potenziale terrore si è però risolto nel migliore dei modi grazie all’occhio clinico e alla prontezza di riflessi di un vero e proprio eroe per caso, che ha saputo leggere un pericolo invisibile agli occhi dei più prima ancora che questo si concretizzasse in un vero e proprio dramma.
La dinamica della tragedia sfiorata a Melito Porto Salvo
Il sole si stava abbassando sulla affollata spiaggia di Melito Porto Salvo quando un gruppo di cinque bambini, la cui età oscillava tra i teneri cinque e i dieci anni, si trovava a bordo di una tavola SUP a circa cinquanta metri di distanza dalla battigia. Giocare tra le onde è un classico passatempo estivo per i più piccoli, ma la situazione è rapidamente sfuggita al controllo. I giovanissimi bagnanti, infatti, non possedevano la forza né la dimestichezza necessaria per manovrare correttamente la pesante pagaia e dirigere l’imbarcazione. In pochissimo tempo, un’insidiosa corrente marina ha iniziato a trascinare inesorabilmente la tavola verso il mare aperto, allontanando il gruppo dalla zona di sicurezza e spingendolo verso acque ben più profonde e inesplorate.
L’intuito decisivo del vice dirigente dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria
Il destino, tuttavia, aveva posizionato la persona giusta nel posto giusto e al momento giusto. Sulla stessa spiaggia, intento a godersi qualche ora di meritato riposo in borghese insieme alla propria famiglia, si trovava l’Ingegner Sebastiano Rotta, vice dirigente del Comando dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria. Durante una normale nuotata ricreativa, l’ufficiale ha immediatamente notato l’anomalia. L’addestramento professionale e il radicato istinto di protezione hanno subito prevalso sul clima vacanziero: comprendendo che i bambini erano in balia del mare e non erano più in grado di governare il mezzo, l’ingegnere ha deciso di avvicinarsi a nuoto, con il pacato intento di scortare la comitiva verso la riva e rassicurare i piccoli.
Panico sulla tavola SUP: i momenti drammatici in acqua
Proprio mentre il provvidenziale soccorritore giungeva a circa venti metri dal gruppo, la situazione è improvvisamente precipitata in un caos che avrebbe potuto avere conseguenze del tutto fatali. Preso dal panico per l’eccessiva distanza dalla riva, uno dei passeggeri più piccoli, un bambino di appena cinque o sei anni, si è tuffato impulsivamente in mare. In pochi istanti il piccolo ha iniziato ad annaspare, ingoiando acqua e gridando disperatamente aiuto. Senza esitare una singola frazione di secondo, il vice dirigente ha sprigionato tutta la sua energia, raggiungendo a bracciate il bambino per afferrarlo e metterlo tempestivamente in una posizione di galleggiamento sicuro. Subito dopo, una seconda bambina, evidentemente terrorizzata dalla scena e a sua volta incapace di gestire l’ansia del momento, si è lanciata dalla tavola SUP, finendo anch’essa per lottare contro le onde.
La catena di solidarietà dei bagnanti e il lieto fine
Gestire due minori in preda al terrore in mare aperto è un’impresa estremamente complessa, ma la lucidità e la forza fisica dell’ufficiale hanno fatto un’enorme differenza. Mantenendo una calma olimpica e assicurando le vie aeree di entrambi i bambini al di sopra della superficie dell’acqua, l’ingegner Rotta è riuscito a nuotare sostenendo i due piccoli corpi, fino a raggiungere un gommone che si trovava provvidenzialmente ormeggiato nelle immediate vicinanze. Questo solido appiglio ha permesso ai bambini di aggrapparsi e riprendere fiato in attesa che i soccorsi potessero concludere le operazioni. Nel frattempo, infatti, le urla e la concitazione non erano passate inosservate alla folla. Diversi bagnanti, richiamati dalla gravità della scena, si sono gettati in acqua dalla riva per fornire supporto al soccorritore, creando una meravigliosa catena umana di solidarietà che ha permesso di scortare l’intero gruppo sano e salvo sul bagnasciuga.
Il richiamo all’importanza della sicurezza in mare e della prevenzione
Questo intenso e concitato episodio di cronaca estiva si chiude fortunatamente con sorrisi e abbracci anziché con lacrime, ma lascia un monito severo e inequivocabile per tutti i frequentatori delle spiagge italiane. La prontezza di intervento e il sangue freddo dell’ingegner Rotta sottolineano quanto sia cruciale il tema della sicurezza in mare, un aspetto che non deve mai essere preso alla leggera, specialmente quando si affidano galleggianti e attrezzature acquatiche a soggetti inesperti. La capacità di leggere in anticipo le situazioni di rischio potenziale e di intervenire attivamente è ciò che separa un banale spavento da una tragedia incolmabile. Il coraggio dimostrato dall’ufficiale reggino ricorda oggi a tutta la cittadinanza il valore impagabile di quegli uomini e di quelle donne che, anche svestita la divisa, scelgono ogni giorno di mettere la propria vita al servizio esclusivo della comunità.

