Si è spento improvvisamente Varenne, uno dei cavalli più celebri e vincenti della storia dell’ippica. Il “Capitano” è morto oggi, all’età di 31 anni, nell’allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, la struttura nella quale aveva trascorso gli ultimi due anni della sua vita. A provocarne la morte è stato un arresto cardiaco fulminante, arrivato improvvisamente dopo che negli ultimi tempi le sue condizioni erano apparse in miglioramento. A raccontare le ultime ore del leggendario trottatore è Dario De Angelis, titolare dell’allevamento campano, in un’intervista rilasciata all’AGI. Le sue parole descrivono una fine repentina, senza una lunga agonia, e legano l’ultimo capitolo della vita di Varenne al ricordo dello storico proprietario Enzo Giordano, scomparso poco più di un anno fa.
Varenne, svelata la causa della morte: un arresto cardiaco fulminante
La morte di Varenne è stata improvvisa. Nonostante l’età avanzata e alcuni problemi fisici inevitabilmente accumulati nel corso degli anni, il cavallo aveva recentemente mostrato segnali incoraggianti. Poi, nel corso della notte, il quadro è precipitato rapidamente. De Angelis ha spiegato cosa è accaduto, sottolineando soprattutto un elemento che rappresenta l’unico conforto in una giornata dolorosa per chi si è occupato quotidianamente del “Capitano”: Varenne non avrebbe sofferto. “Un arresto cardiaco fulminante, veloce com’era lui in pista: non ha sofferto e questa è l’unica cosa che ci dà un po’ di conforto. Mi piace pensare che sia andato via per ritrovare il suo storico proprietario, Enzo Giordano”. Una frase che richiama inevitabilmente ciò che Varenne ha rappresentato sulle piste, con quella velocità diventata il tratto distintivo di una carriera che lo ha trasformato in un simbolo dell’ippica.
Il trasferimento di Varenne a Eboli voluto da Enzo Giordano
De Angelis ha ricostruito anche la genesi dell’arrivo del campione nella tenuta salernitana, ricordando il rapporto con Giordano e la volontà di quest’ultimo di affidargli Varenne. “Con Enzo ci conoscevamo da tantissimo tempo – racconta De Angelis – ci teneva che il cavallo venisse da me per il rapporto profondo e perché conosceva la dedizione con cui i miei ragazzi allevano gli animali. Varenne doveva arrivare persino prima, ma gli dissi di attendere la fine dell’attività di stallone. Purtroppo Enzo si è ammalato poco dopo e non ha potuto goderselo: per me avere qui Varenne è stata una cosa meravigliosa, ma accompagnata sempre da una punta di malinconia proprio per la mancanza del mio amico, che è scomparso poco più di un anno fa”. L’arrivo di Varenne nell’allevamento di Eboli aveva quindi assunto un significato che andava ben oltre l’aspetto professionale. Alla soddisfazione di poter ospitare un cavallo entrato nella storia si era accompagnato il dolore per l’assenza dell’amico che aveva immaginato quel trasferimento e che non aveva potuto viverlo come avrebbe desiderato.
Gli ultimi due anni del “Capitano” e le cure nell’allevamento
Negli ultimi due anni della sua lunga vita, Varenne è stato seguito nella struttura salernitana con cure dedicate e attenzione costante. L’età inevitabilmente si faceva sentire e il campione conviveva con alcuni acciacchi, ma il principio seguito nell’allevamento, ha spiegato De Angelis, è quello di mettere il benessere degli animali al primo posto. “Da noi il benessere viene prima di tutto e trattiamo ogni cavallo allo stesso modo. Varenne portava qualche acciacco legato all’età, ma ultimamente si stava riprendendo. Poi stanotte la situazione è precipitata all’improvviso”. Proprio l’apparente ripresa di Varenne rende ancora più improvviso quanto accaduto. Nella notte le condizioni del cavallo sono cambiate repentinamente, fino all’arresto cardiaco fulminante che non gli ha lasciato scampo.
De Angelis e l’emozione di avere Varenne nell’allevamento
Per chi ha dedicato la propria vita ai trottatori, ospitare Varenne non poteva essere un’esperienza come le altre. De Angelis descrive infatti come qualcosa di difficilmente esprimibile l’emozione provata nell’avere nella propria struttura quello che definisce “il più grande di tutti i tempi”. Il valore dell’esperienza vissuta nell’allevamento LJ si è intrecciato inevitabilmente con il rapporto personale con Enzo Giordano. Ed è proprio attraverso il ricordo dello storico proprietario che De Angelis ha scelto di salutare Varenne. “Per chi fa questo lavoro ed è allevatore di trottatori, avere a casa il più grande di tutti i tempi è stata un’emozione indescrivibile. Oggi – conclude De Angelis – si sono ritrovati di nuovo il più grande cavallo e il più grande proprietario”.

