La vendemmia 2026 è partita in anticipo e si sta rivelando particolarmente intensa, ma dalle distillerie Nonino arriva un messaggio che va in direzione opposta rispetto agli allarmismi legati al caldo e alle possibili conseguenze sulla qualità delle uve. Il giudizio espresso da Antonella Nonino è infatti estremamente positivo: la materia prima arrivata nelle cantine friulane viene descritta come eccellente e, di conseguenza, anche le vinacce destinate alla distillazione presentano caratteristiche considerate particolarmente favorevoli. A margine della presentazione della Trieste Cocktail Week, Antonella Nonino ha tracciato un primo bilancio della stagione, sottolineando come l’anticipo della raccolta non abbia colto impreparata l’azienda e come, soprattutto, la qualità dell’uva rappresenti uno degli aspetti più significativi di questa annata. “Una annata intensissima, perché la vendemmia è cominciata anche presto, ma noi comunque eravamo pronti. L’uva è meravigliosa, quindi anche la vinaccia. Stiamo già distillando e sentiamo già i nostri profumi, ed è un profumo di casa”.
Vendemmia anticipata, ma per Nonino la qualità dell’uva è “meravigliosa”
Il dato centrale che emerge dalle parole di Antonella Nonino riguarda dunque la qualità delle uve, elemento che assume particolare rilievo in una stagione iniziata prima rispetto ad altre annate. La vendemmia anticipata e l’intensità del lavoro non vengono presentate come sinonimo di una raccolta compromessa, ma come condizioni affrontate attraverso una preparazione organizzativa già predisposta dall’azienda. Le parole della famiglia Nonino offrono quindi una fotografia concreta della situazione nelle cantine friulane: a fronte delle preoccupazioni che possono accompagnare una stagione caratterizzata dal caldo e da tempi di maturazione più rapidi, la materia prima utilizzata dalla distilleria viene giudicata di elevata qualità. È proprio questo l’aspetto che ridimensiona ogni lettura eccessivamente allarmistica: l’anticipo della vendemmia non coincide automaticamente con un peggioramento delle uve. Nel caso della produzione seguita dalla famiglia Nonino, il riscontro diretto è quello di grappoli giudicati ottimi e di vinacce che conservano le caratteristiche necessarie per avviare la nuova stagione della distillazione.
La distillazione è già iniziata con 66 alambicchi in rame
In concomitanza con la vendemmia, nei giorni scorsi ha preso vita anche la distilleria dell’azienda Nonino. Sono entrati in funzione i 66 alambicchi discontinui in rame, utilizzati per distillare le vinacce fresche provenienti dalle cantine friulane. Prima della distillazione, le vinacce vengono lasciate fermentare all’interno di tini in acciaio inox, una scelta finalizzata a preservarne gli aromi e le caratteristiche originarie. La rapidità con cui la materia prima viene lavorata rappresenta uno degli elementi centrali del procedimento seguito dall’azienda. La famiglia definisce questa fase “un momento unico”, coincidente anche con l’apertura della distilleria ai visitatori. È il periodo nel quale gli impianti tornano pienamente operativi e gli aromi delle vinacce appena raccolte caratterizzano nuovamente gli ambienti della storica azienda.
Antonella Nonino: “un procedimento che facciamo noi al cento per cento”
Alla base della produzione rimane un metodo che la famiglia continua a seguire direttamente, nel solco di una tradizione costruita attraverso diverse generazioni. Antonella Nonino ha spiegato che in azienda viene portato avanti un procedimento che “facciamo noi al cento per cento, seguendo l’antica arte di distillazione della famiglia. Nostro papà dall’alto vigila, perché ricordiamo tutte le cose che ci ha sempre insegnato negli anni. Mia sorella Cristina si occupa di tutta la distillazione e Elisabetta dell’organizzazione”. La distillazione resta dunque affidata direttamente alla famiglia, con una suddivisione precisa dei ruoli. Cristina segue l’intero processo di distillazione, mentre Elisabetta si occupa dell’organizzazione. Antonella ha inoltre richiamato gli insegnamenti ricevuti dal padre, ancora oggi punto di riferimento nella gestione e nella lavorazione delle vinacce.
Dalla vendemmia alla grappa, una tradizione iniziata nel 1897
La storia della famiglia Nonino nel mondo della distillazione comincia nel 1897. Il capostipite è Orazio Nonino, al quale sono succedute diverse generazioni che hanno progressivamente portato avanti e sviluppato l’attività. Dopo Orazio sono entrati nella storia dell’azienda Luigi, Antonio e Benito, quest’ultimo insieme alla moglie Giannola. Successivamente la tradizione è proseguita con le figlie Cristina, Antonella ed Elisabetta, fino ad arrivare alla generazione più giovane rappresentata da Francesca. Una continuità familiare che trova proprio nei giorni della vendemmia e della prima distillazione uno dei suoi momenti più rappresentativi, quando il ciclo produttivo riparte dalle vinacce appena arrivate dalle cantine.
Nessun quadro catastrofico: la vendemmia parte presto, ma la materia prima convince
L’avvio anticipato della vendemmia 2026 rappresenta dunque una delle peculiarità dell’annata, ma il riscontro proveniente direttamente dalla distilleria Nonino non descrive uno scenario negativo. Al contrario, l’elemento rimarcato con maggiore forza è la qualità delle uve, definita senza esitazioni “meravigliosa”. Anche le vinacce, strettamente legate alla qualità della materia prima di partenza, vengono valutate positivamente e sono già entrate nel ciclo produttivo. I 66 alambicchi in rame sono in funzione, la fermentazione viene condotta nei tini di acciaio inox per mantenere intatti aromi e caratteristiche e la distillazione ha già restituito quelli che Antonella Nonino definisce i “profumi di casa”. Un quadro che, almeno nell’esperienza della storica famiglia friulana, invita quindi a evitare generalizzazioni e allarmismi automatici sugli effetti del caldo: la vendemmia è stata precoce e particolarmente intensa, ma l’uva arrivata in distilleria viene giudicata di eccellente qualità e la nuova stagione produttiva è già pienamente entrata nel vivo.
