Le condizioni meteorologiche previste per le prossime ore richiedono la massima attenzione su gran parte delle regioni meridionali, determinando l’allerta meteo. L’atmosfera si presenta carica di instabilità a causa di una circolazione ciclonica in quota che continua a stazionare al Sud Italia. Se durante la notte i fenomeni temporaleschi hanno interessato principalmente i bacini marittimi, in particolare il Mar Tirreno, l’attenzione è ora tutta rivolta al pomeriggio odierno. Le correnti fresche e instabili, spostandosi lentamente verso Sud, scateneranno infatti tutta la loro energia a ridosso dei rilievi e nelle zone interne delle Isole Maggiori e dell’estremo Meridione. Si preannuncia un pomeriggio all’insegna del maltempo, con la possibilità di assistere a fenomeni localmente intensi capaci di scaricare al suolo ingenti quantità di pioggia in pochissimo tempo, accompagnati da insidiosi colpi di vento e improvvise grandinate.
Allerta Meteo, le aree a rischio
Per inquadrare la situazione è fondamentale fare riferimento al bollettino emesso dal gruppo PRETEMP, un team di lavoro dedicato allo studio e alla previsione dei fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano tramite l’elaborazione di previsioni probabilistiche sperimentali. Pur non emettendo allerte istituzionali, le loro analisi delineano uno scenario pomeridiano particolarmente dinamico e meritevole di cautela. Nel testo si legge che “nelle ore diurne i temporali si concentreranno soprattutto sulle aree interne di Sardegna, Sicilia e regioni Meridionali“. Il fulcro del maltempo colpirà diverse aree in modo mirato e improvviso. In particolare, il bollettino avverte che “su Sardegna Orientale, Sicilia, Calabria e Basilicata sono possibili alcuni isolati temporali forti nel pomeriggio associati più che altro a piogge intense persistenti, con qualche grandinata (max 2-4 cm di diametro) e raffica di vento non esclusa“.
Piogge intense e grandine
La causa di questa marcata instabilità è ben identificata nell’analisi tecnica redatta dal gruppo. Gli studiosi spiegano infatti che “permane una circolazione ciclonica in quota sulle regioni meridionali, in lento spostamento verso Sud“. Questo assetto barico, unitamente alla presenza di elevati valori di energia potenziale (CAPE), manterrà viva la miccia dei temporali alimentando correnti ascensionali molto forti. Un dettaglio cruciale riguarda la dinamica dei fenomeni attesi: la mancanza di intensi flussi in quota renderà le celle temporalesche poco mobili e disorganizzate. Proprio lo scarso movimento “potrà causare delle criticità legate alle precipitazioni intense (cumulate max di 70-90 mm in un paio d’ore) che legittimano un livello 1“. Sebbene vi sia anche il rischio di grandinate e forti raffiche di vento, al momento classificate a un livello 0 di pericolosità, il pericolo principale riguarderà proprio i potenziali nubifragi lampo in grado di colpire le aree interne. Chi si trova a ridosso dei litorali, infine, dovrà prestare molta attenzione anche all’evoluzione in mare aperto, poiché “sulle aree costiere sono possibili isolate trombe marine“.
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