La terza decade di settembre si apre sotto il segno di una spiccata e violenta instabilità atmosferica che sta colpendo durevolmente le regioni meridionali e le due isole maggiori. La giornata di oggi, domenica 20 settembre, vede la formazione di complessi e imponenti sistemi temporaleschi mesoscala alimentati dalle elevate temperature della superficie marina del bacino mediterraneo, le quali agiscono come un vero e proprio serbatoio di energia termica e vapore idrostatico. Le regioni maggiormente esposte a questa prima fase di maltempo severo sono Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania, dove si stanno registrando precipitazioni a carattere di nubifragio, frequenti fulminazioni, locali grandinate di dimensioni significative e violente Raffiche di deriva (downburst). In questa specifica configurazione, il marcato contrasto tra le correnti umide di origine marittima nei bassi strati e le prime infiltrazioni di aria più fresca in quota innesca moti ascensionali estremamente violenti, capaci di far lievitare le cumulonembi fino ai limiti della troposfera e generare fenomeni autorigeneranti di forte intensità.
Allerta Meteo Lunedì 21 settembre: la furia di Bora e Grecale apre le porte al Ciclone Polare
Nella giornata di lunedì 21 settembre l’instabilità atmosferica continuerà a mantenersi viva e pungente su tutto il Sud Italia, ma l’attenzione degli analisti e dei meteorologi si sposterà progressivamente sul versante nord-orientale dell’Europa. Una vastissima ed imponente struttura depressionaria, un vero e proprio Ciclone Polare originatosi sulle latitudini scandinave, comincerà a scivolare vertiginosamente verso sud-est, andandosi a posizionare con il suo centro motore tra Ucraina, Romania e Bulgaria. Questo colossale ingranaggio ciclonico innescherà una profonda riorganizzazione della ventilazione su tutta la Penisola Italiana. A partire dal pomeriggio e dalla serata di lunedì, infatti, si assisterà all’ingresso irruento di venti tesi di Bora e Grecale lungo l’intero versante delle Regioni Adriatiche. Questo flusso freddo e secco di rientro da nord-est rappresenterà il vero e proprio apripista dell’irruzione polare, provocando un sensibile e immediato aumento del moto ondoso sul Mar Adriatico e spazzando via il tepore accumulato nei giorni precedenti.
L’Italia spaccata in due: estate tardiva a +30°C al Nord-Ovest, brividi a Est
Mentre le regioni orientali e meridionali si preparano a fare i conti con l’afflusso di correnti d’aria decisamente più rigide, il settore occidentale del Paese vivrà una realtà meteorologica diametralmente opposta. Contestualmente alla discesa del vortice freddo sui Balcani, un solido Anticiclone Subtropicale intraprenderà una poderosa risalita dal Marocco verso la Spagna, la Francia e i settori interni dell’Europa nord-occidentale. Questa figura stabilizzante andrà ad estendere la sua influenza protettiva sul Nord-Ovest dell’Italia e sulla Sardegna, regalando giornate limpide, soleggiate e con temperature eccezionalmente miti per la stagione. Proprio nella giornata di lunedì 21 settembre, l’effetto combinato del soleggiamento e dei venti di caduta dalle Alpi favorirà un’impennata dei termometri al Nord-Ovest, con clamorosi picchi termici di +30°C in Piemonte. L’Italia si ritroverà così letteralmente spaccata in due da un muro invisibile: da un lato il sapore estivo e il cielo sereno del versante tirrenico nord-occidentale, dall’altro la fresca turbolenza dai tratti quasi invernali che avanza lungo la dorsale adriatica.
L’Equinozio d’Autunno tra martedì 22 e mercoledì 23: tracollo termico e aria polare
Il momento cruciale di questo stravolgimento atmosferico coinciderà esattamente con la data astronomica che segna l’inizio ufficiale della nuova stagione. Tra martedì 22 settembre e mercoledì 23 settembre, giorno preciso dell’Equinozio d’Autunno, l’afflusso di aria fredda balcanica legata alla circolazione del Ciclone Polare dilagherà in modo marcato sull’Italia. Il crollo delle temperature risulterà imponente e generalizzato sulle Regioni Adriatiche e al Sud, aree direttamente esposte e prive di barriere orografiche protettive nei confronti dei correnti da nord-est. I valori termici subiranno una contrazione anche di 8-10°C sotto le medie del periodo, riportando la colonnina di mercurio su livelli tipici del tardo autunno o dell’inizio dell’inverno. Il contrasto sinottico raggiungerà in queste ore il suo massimo picco espressivo: mentre le vallate del Piemonte, la Valle d’Aosta, la Liguria e le coste tirreniche godranno di massime ancora gradevoli e aria tersa, sul versante adriatico e meridionale soffieranno venti gelidi e raffica che acuiranno notevolmente la percezione del freddo a causa dell’effetto wind chill.
Il meccanismo del ‘cut-off’: dal Ciclone Polare si sgancia un vortice secondario
A metà settimana la configurazione atmosferica subirà un’ulteriore ed entusiasmante evoluzione da manuale della meteorologia. Dal imponente Ciclone Polare principale posizionato sull’Europa orientale andrà a realizzarsi un classico processo di cut-off, ovvero lo sgancio e l’isolamento di una goccia fredda ad alta quota. Un Ciclone secondario autonomo, colmo di aria gelida in quota, si staccherà dalla casa madre balcanica e intraprenderà una traiettoria retrograda e minacciosa in direzione del bacino centrale del Mediterraneo. Tra le giornate di giovedì 24 settembre e venerdì 25 settembre, questa saccatura fredda scivolerà rapidamente lungo l’Adriatico e penetrerà sui mari italiani, coinvolgendo dapprima il medio e basso Tirreno per poi puntare direttamente verso le regioni dell’estremo Meridione. L’impatto di questa massa d’aria fredda e instabile sulle superfici marine ancora calde del Mediterraneo innescherà una reazione termodinamica esplosiva, creando i presupposti per una fase di maltempo di estrema severità.

Verso il weekend con la minaccia alluvionale: la genesi del Ciclone Mediterraneo
La fase più critica e delicata di questa complessa settimana si concretizzerà a ridosso del prossimo fine settimana. Tra venerdì 25 settembre e sabato 26 settembre, la goccia fredda sprofondata nello Jonio evolverà rapidamente, strutturandosi al suolo fino a dare vita ad un vero e proprio Ciclone Mediterraneo posizionato strategicamente tra la Calabria e la Sicilia. Questa profonda struttura depressionaria chiusa richiamerà a sé abbondante vapore idrostatico e convergenze di venti molto intense, innescando precipitazioni persistenti, battenti e a prevalente carattere di piogge alluvionali. Le aree ioniche e orientali calabresi e siciliane si troveranno nella posizione peggiore dal punto di vista orografico, esposte all’effetto stau delle correnti orientali contro i rilievi dell’Appennino e dell’Etna. L’interazione tra la ciclogenesi profonda, l’orografia complessa dell’Italia meridionale e la smisurata energia termica accumulata dai mari promette di trasformare il weekend dell’Equinozio d’Autunno in un evento meteorologico memorabile, che lascerà un’impronta indelebile sull’avvio della stagione autunnale 2026.
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