La temuta rottura stagionale ha fatto il suo irruento ingresso sull’Italia, scaricando una quantità d’acqua impressionante sulle regioni settentrionali e su parte del versante tirrenico. Dalle prime ore della mattinata di oggi, mercoledì 9 settembre 2026, piove a dirotto e senza sosta su tutto il Nord Italia e su buona parte della Toscana, trasformando il paesaggio in uno scenario dai connotati apertamente ed inequivocabilmente autunnali. L’area più duramente colpita si conferma la Liguria, dove i contrasti termici esasperati hanno generato temporali V-Shape stazionari con drammatiche conseguenze idrogeologiche e primi allagamenti ed fiumi esondati nell’entroterra genovese. I dati pluviometrici registrati sul territorio ligure assumono contorni eccezionali: nel genovesato spiccano i 283mm di pioggia a Parazzuolo di Rezzoaglio, affiancati dai 240mm al Lago delle Lame e dai 228mm a Pezzonasca di Moconesi.
Precipitazioni a carattere di nubifragio stanno sferzando anche l’alta Lombardia, dove le stazioni del lecchese misurano accumuli torrenziali con 124mm a Garlate e 109mm a Olginate. La furia del fronte atlantico ha risalito con veemenza le vallate del Trentino, portando 98mm a Spessa di Bezzecca, 78mm a Storo e 70mm a Riva del Garda. In questo contesto di severo maltempo, le temperature massime in pieno giorno faticano a superare i +20°C, crollando di oltre dodici gradi rispetto ai giorni scorsi e stazionando su valori rigidi e tipicamente diurni da pieno autunno.
Stasera inizia la fase critica: le previsioni del modello MOLOCH del CNR per la notte
La situazione meteorologica è destinata a subire un ulteriore e drammatico peggioramento a partire dal tardo pomeriggio e nella prossima notte. Le mappe ad alta risoluzione elaborate dal modello ad alta precisione MOLOCH del CNR-ISAC mostrano l’approfondimento del minimo depressionario sul Mar Ligure, pronto ad innescare una convergenza di venti estremamente pericolosa nei bassi strati. Nel corso della serata di mercoledì l’asse delle precipitazioni più intense si disporrà lungo una fascia diagonale che dal Golfo di Genova attraverserà la Pianura Padana, investendo in modo sistematico l’Emilia-Romagna, la Lombardia centro-orientale, il Trentino-Alto Adige, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia. Il modello MOLOCH evidenzia estesi nuclei cumuliformi caratterizzati da accumuli compresi tra i 50mm e i 100mm in sole dodici ore. Questa imponente lama d’acqua andrà ad impattare su terreni già saturi e su bacini idrografici in rapida sofferenza, alzando al massimo il livello di allerta meteo per possibili piene dei corsi d’acqua e frane lungo i versanti alpini ed appenninici.
Giovedì 10 settembre, allarme alluvione: la convergenza esplosiva tra Liguria, Toscana e Pianura Padana
La giornata di giovedì 10 settembre rappresenterà il momento di massima gravità dell’intero evento alluvionale. Le simulazioni del centro di calcolo del CNR per la mattinata di giovedì indicano il persistere di una spaventosa fascia di precipitazioni battenti che dalla costa ligure e dall’alto Tirreno muoverà verso nord-est, tagliando in due la Lombardia, il Veneto e spingendosi fino ai confini giuliani. Tra il pomeriggio e la serata di giovedì, l’ingresso di un ulteriore impulso di aria fredda in quota accentuerà lo shear del vento, focalizzando una convergenza temporalesca autorigenerante di rara intensità tra la Liguria di Levante e la Toscana nord-occidentale. Le mappe del MOLOCH mostrano per le ore serali di giovedì un esteso ed ostinato nocciolo temporalesco colorato in viola e magenta scuro, indicativo di cumulati locali che sulle dodici ore supereranno agevolmente i 150-200mm tra la provincia di La Spezia, la Lunigiana, la Garfagnana, il massiccio delle Alpi Apuane e le province toscane di Massa-Carrara, Lucca, Pistoia e Pisa. Sussiste un rischio concreto e gravissimo di alluvioni lampo, tracimazioni di torrenti tombinati, smottamenti imponenti e allagamenti diffusi lungo la fascia pedemontana e costiera.
Allerta idrogeologica estrema per i bacini padani ed estensione al Centro-Sud
L’incessante apporto precipitativo atteso nelle prossime trentasei ore metterà a dura prova la rete idrografica principale ed secondaria di tutto il Settentrione. I fiumi afferenti al bacino del Po — con particolare attenzione a Seveso, Lambro, Olona, Trebbia, Taro, Enza, Secchia, Panaro, Brenta e Bacchiglione — vedranno impennate idrometriche improvvise e potenzialmente critiche, imponendo il monitoraggio costante degli argini in Pianura Padana. La persistenza delle piogge torrenziali, unita ai venti impetuosi di Scirocco sul mare Adriatico e di Libeccio sul Tirreno, ostacolerà il regolare deflusso dei fiumi verso il mare, aumentando le probabilità di esondazioni. Nel corso della giornata di venerdì 11 settembre, l’asse del ciclone atlantico scivolerà gradualmente verso sud, trasferendo la carica di maltempo ed i forti temporali verso l’Umbria, le Marche, il Lazio, l’Abruzzo e successivamente il Meridione, dove poi dopodomani, venerdì 11 settembre, si compirà il definitivo abbattimento delle temperature e il sofferto ingresso della stagione autunnale su tutto il territorio nazionale.
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