La Thailandia continua a fare i conti con gravi allagamenti dopo le intense piogge degli ultimi giorni. A Bangkok migliaia di persone hanno trovato rifugio nei centri di evacuazione, mentre vaste aree della capitale restano sommerse dall’acqua. In appena 2-3 giorni sono caduti circa 320 mm di pioggia, una quantità vicina a quella che normalmente la città riceve nell’intero mese di settembre. Il sistema di drenaggio non è riuscito a smaltire l’enorme volume d’acqua, provocando l’inondazione di interi quartieri.
Secondo il Ministero dell’Interno, oltre 80mila residenti nelle zone allagate non riescono ancora a lasciare le proprie abitazioni. Le autorità hanno mobilitato imbarcazioni e cucine mobili per garantire assistenza alla popolazione, con l’obiettivo di distribuire tre pasti al giorno durante l’emergenza e nei giorni successivi al ritiro delle acque. A Bangkok, almeno 5.901 persone sono state trasferite in 234 centri di evacuazione. Nel quartiere di Bang Kapi, particolarmente colpito, alcuni residenti hanno attraversato acque profonde fino alla vita per acquistare beni di prima necessità, mentre alcuni venditori hanno allestito bancarelle galleggianti.
Le inondazioni hanno interessato complessivamente 41 province thailandesi, causando almeno 8 vittime e coinvolgendo più di 580mila abitazioni. Nella provincia orientale di Rayong, inoltre, le autorità hanno disposto nuove evacuazioni dopo che due bacini artificiali hanno raggiunto livelli superiori alla loro capacità. La situazione è aggravata dalla particolare conformazione di Bangkok, costruita su un delta fluviale a bassa quota e soggetta a un lento abbassamento del terreno. La capitale affronta abitualmente un’intensa stagione delle piogge che dura circa 6 mesi.
