L’Australia si prepara a una stagione degli incendi che potrebbe rivelarsi più intensa del consueto, mentre le temperature iniziano a salire nell’emisfero australe e l’esperienza della devastante estate europea mantiene alta l’attenzione delle autorità. I vigili del fuoco australiani hanno rafforzato il livello di vigilanza in vista dei prossimi mesi. A pesare sulle prospettive è anche un forte episodio di El Niño, fenomeno climatico che in Australia è generalmente associato a condizioni più calde e secche e, di conseguenza, a un maggiore rischio di incendi.
Le condizioni osservate durante l’estate nell’emisfero settentrionale rappresentano un ulteriore elemento di preoccupazione. Ampie aree dell’Europa hanno dovuto fare i conti con temperature elevate, mentre la prolungata siccità ha reso la vegetazione particolarmente secca e vulnerabile alle fiamme. Il Regno Unito ha registrato la sua estate più calda dall’inizio delle rilevazioni, mentre in Italia quella appena trascorsa è risultata la più calda degli ultimi 75 anni.
Per i responsabili australiani della gestione delle emergenze, gli incendi osservati in Europa mostrano condizioni che in alcune zone non si verificavano da decenni e, in determinati casi, non erano mai state affrontate con quella intensità. L’evoluzione della stagione nell’emisfero australe sarà quindi seguita con particolare attenzione. L’Australia dispone di una lunga esperienza nella gestione degli incendi boschivi. Il Paese è ancora segnato dalla stagione del Black Summer, tra il 2019 e il 2020, quando vastissimi roghi devastarono un territorio comparabile per estensione alla Turchia e provocarono 33 vittime.
Tra le principali strategie preventive adottate dalle autorità figurano gli incendi controllati, utilizzati per ridurre la quantità di vegetazione disponibile e limitare, in caso di roghi, la velocità di propagazione delle fiamme. Queste operazioni vengono effettuate in anticipo rispetto al periodo di maggiore pericolo e costituiscono una parte importante della preparazione alla stagione estiva. Nel Nuovo Galles del Sud le autorità mantengono quindi un atteggiamento di forte prudenza: l’obiettivo è arrivare alla stagione calda preparati a condizioni potenzialmente più difficili rispetto alla media, senza però trasformare l’allerta in allarmismo. Secondo il Bureau of Meteorology, il periodo di massimo pericolo inizia generalmente a metà ottobre nelle aree settentrionali del Nuovo Galles del Sud, mentre nelle zone meridionali dello Stato la fase più critica tende a iniziare a dicembre.
Con l’avvicinarsi della primavera australe, caldo, siccità e condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme saranno dunque i principali fattori da monitorare. L’esperienza dell’Europa, reduce da un’estate segnata da temperature estreme e incendi, rappresenta per l’Australia un ulteriore monito in vista dei mesi più caldi.
