Una città sospesa tra il mare, la storia e la luce del tramonto. È la Cagliari raccontata attraverso quattro fotografie realizzate da Alessandro Casula, autore capace di osservare il paesaggio urbano da punti di vista differenti e di trasformare alcuni luoghi emblematici del territorio in altrettante finestre aperte sulla bellezza del capoluogo sardo. Le immagini compongono un itinerario visivo che si sposta dalla costa alle alture, attraversando la città storica e spingendosi sino alla pineta di Sinnai. Cambiano le distanze, gli obiettivi e gli elementi in primo piano, ma rimane costante la ricerca della luce: una luce calda, avvolgente, che accompagna il profilo degli edifici, si riflette sul mare e disegna le montagne all’orizzonte. La Torre del Prezzemolo, il panorama dal belvedere di viale Buoncammino, la città ripresa a grande distanza con un teleobiettivo dalla pineta di Sinnai e le chiese di Sant’Anna e San Michele osservate attraverso le sbarre sotto le mura, in via Cammino Nuovo, diventano così i quattro capitoli di un unico racconto fotografico.
La Torre del Prezzemolo tra il mare e la luce del tramonto
Nel primo scatto, la Torre del Prezzemolo emerge tra la vegetazione costiera mentre il sole, prossimo all’orizzonte, filtra attraverso le nuvole e riversa sul mare una lunga scia dorata. La struttura si staglia con la solidità della pietra contro un paesaggio dominato dalla luce, dall’acqua e dai rilievi visibili in lontananza. La fotografia costruisce un dialogo immediato tra la presenza dell’uomo e la forza del paesaggio naturale. La torre occupa una posizione netta nella composizione, ma non sovrasta la scena: diventa piuttosto un punto di riferimento, una testimonianza del passato inserita in un ambiente mediterraneo ancora capace di conservare una dimensione aspra e suggestiva. In primo piano, le foglie e gli steli accompagnano lo sguardo verso la torre e poi verso il mare. Il sole parzialmente nascosto dalle nubi produce raggi molto definiti, mentre la superficie dell’acqua riflette le tonalità arancioni del cielo. È un’immagine nella quale storia, natura e paesaggio marino convivono senza bisogno di artifici narrativi: è la luce stessa a ordinare gli elementi e a dare profondità alla scena.
Il belvedere di viale Buoncammino e il tramonto sulla città
Il secondo scatto conduce nel cuore panoramico di Cagliari, al belvedere di viale Buoncammino. In primo piano compare il profilo elegante di un lampione, trasformato dalla prospettiva in una cornice per il sole. La luce attraversa la lampada e si apre a raggiera, mentre sotto si distende la città con i suoi tetti, le cupole, le facciate e il mare. Il tramonto colora il cielo con sfumature che vanno dall’oro all’arancio, fino all’azzurro più intenso della parte superiore. Alle spalle del tessuto urbano si riconosce la linea dell’acqua, mentre le montagne chiudono la composizione con una successione di profili sovrapposti. Il punto di osservazione dall’alto consente di cogliere la particolare relazione che Cagliari mantiene con il proprio territorio. La città non appare isolata, ma inserita in uno scenario molto più ampio, nel quale gli edifici si intrecciano con il mare, le zone umide e i rilievi. Il lampione, elemento quotidiano dello spazio pubblico, diventa il centro simbolico della fotografia: un segno urbano attraverso il quale passa la luce naturale del tramonto. Lo scatto mostra anche la densità del paesaggio cagliaritano. In una sola immagine convivono il centro storico, i quartieri più moderni, l’acqua e l’orizzonte montuoso.
Cagliari vista dalla pineta di Sinnai con un teleobiettivo da 600 millimetri
La terza fotografia amplia ulteriormente la prospettiva. Cagliari è osservata dalla pineta di Sinnai, a grande distanza, attraverso un teleobiettivo con focale di 600 millimetri. La scelta tecnica modifica la percezione dello spazio e avvicina idealmente la città ai rilievi retrostanti, creando una forte compressione dei piani. La vegetazione della pineta domina il primo piano con il verde acceso degli alberi, mentre oltre le chiome emerge il tessuto urbano. Gli edifici si raccolgono nella parte centrale dell’inquadratura e alcuni elementi architettonici risaltano grazie alla luce radente. Alle loro spalle si innalza una vasta successione di montagne, resa ancora più imponente dall’effetto del teleobiettivo. È forse lo scatto che più chiaramente mostra il rapporto tra Cagliari e il paesaggio della Sardegna meridionale. La città, vista da lontano, sembra occupare una sottile fascia compresa tra il verde degli alberi, il mare e la monumentalità dei rilievi. La distanza non riduce i dettagli, ma li ricompone in un’immagine nuova, diversa da quella abitualmente percepita percorrendo le strade cittadine. L’utilizzo della focale da 600 millimetri consente di isolare e avvicinare visivamente porzioni molto lontane del panorama. Il risultato è una fotografia dall’aspetto quasi pittorico, nella quale i diversi livelli del territorio sembrano sovrapporsi: la pineta, la città, il mare e le montagne diventano parti di una sola grande scenografia naturale.
Sant’Anna e San Michele viste attraverso le sbarre di via Cammino Nuovo
Il quarto scatto torna nella città storica e sceglie una prospettiva ancora diversa. Le chiese di Sant’Anna e San Michele vengono fotografate attraverso le sbarre presenti sotto le mura, in via Cammino Nuovo. Gli elementi verticali in primo piano non rappresentano un ostacolo alla visione, ma diventano parte integrante della composizione. Le sbarre dividono l’immagine in più sezioni e guidano lo sguardo verso le architetture religiose, i campanili, le cupole e i tetti della città. Sullo sfondo, il tramonto illumina il cielo e la superficie del mare, mentre il sole basso sull’orizzonte crea un collegamento luminoso tra il paesaggio naturale e quello costruito. La fotografia racchiude diversi livelli della storia urbana di Cagliari. Ci sono le mura e il punto di osservazione sopraelevato, gli edifici del centro, le chiese e il mare che accompagna da sempre l’identità della città. Le architetture di Sant’Anna e San Michele emergono nella luce calda della sera, senza essere isolate dal resto della città. Intorno si osservano tetti, palazzi e campanili più piccoli, tutti riuniti in un paesaggio urbano fitto e stratificato. È una visione che non cerca una rappresentazione puramente monumentale, ma inserisce le chiese nel contesto vivo e complesso nel quale sorgono.
Un viaggio fotografico tra i diversi volti di Cagliari
Le quattro immagini hanno luoghi e impostazioni differenti, ma sono unite da una precisa identità visiva. In ciascuna fotografia è presente un elemento che introduce e orienta lo sguardo: la vegetazione intorno alla Torre del Prezzemolo, il lampione di viale Buoncammino, i pini di Sinnai e le sbarre di via Cammino Nuovo. Questi elementi in primo piano non nascondono la città, ma contribuiscono a raccontarla. Cagliari non viene osservata da un solo punto privilegiato: viene scoperta attraverso distanze, cornici e prospettive diverse. A volte è vicina, riconoscibile nei dettagli delle sue architetture; in altri casi appare lontana, immersa in un territorio molto più vasto. Il tramonto costituisce un altro filo conduttore fondamentale. La luce modifica i colori della pietra, accende il mare, mette in risalto i profili delle montagne e dà profondità alle nuvole. La città assume così un carattere insieme concreto e sospeso, nel quale il patrimonio storico si fonde con la dimensione naturale.
Per realizzare gli scatti, Alessandro Casula ha utilizzato una Canon EOS 5D Mark III, accompagnata dagli obiettivi Canon EF 24-70 L f/2.8 e Canon EF 70-200 IS L f/2.8. L’alternanza delle focali permette di passare dalle vedute ambientate, nelle quali assume grande importanza il rapporto fra il soggetto e ciò che lo circonda, alle immagini scattate da lontano, costruite attraverso l’avvicinamento ottico e la sovrapposizione dei piani. La tecnica resta comunque al servizio del racconto. In tutte le fotografie è la conoscenza dei luoghi, insieme alla capacità di attendere la luce più adatta, a definire il risultato finale. Monumenti, punti panoramici e scorci urbani vengono mostrati senza separarli dal territorio, sottolineando il legame profondo tra Cagliari, il mare e il paesaggio della Sardegna meridionale.
