Nonostante il calendario suggerisca l’avvicinarsi della stagione autunnale, quella estiva sembra intenzionata a prolungare il suo dominio. Quest’anno molte aree del Paese risentiranno degli effetti di questa ondata di calore, vivendo una fase climatica decisamente anomala per il periodo, con particolare intensità su tutta la Pianura Padana. Ad ogni modo, qui il caldo si manifesterà con connotati decisamente meno severi ed estremi rispetto a quelli che investiranno le regioni meridionali. Il problema principale riguarderà però i grandi centri urbani e tutte quelle zone geografiche caratterizzate da una scarsa circolazione dell’aria e da una persistente calma di vento: in questi contesti, infatti, le temperature notturne faticheranno a scendere e si manterranno su valori insolitamente elevati. Questo fenomeno finirà per annullare o rendere quasi impercettibile quel benefico e consueto calo termico serale che di norma contraddistingue le prime settimane di settembre, prolungando la sensazione di disagio anche durante le ore notturne.
Cos’è l’EFI e perché è così importante
Il parametro fondamentale da monitorare con la massima attenzione in questa fase è l’EFI, sigla che sta per Extreme Forecast Index, sviluppato dal centro meteo europeo ECMWF. È importante chiarire subito un aspetto tecnico essenziale: questo indice non ha lo scopo di fornirci una temperatura puntuale o un valore termico esatto al grado per una specifica città. Al contrario, il suo compito è molto più raffinato: esso mette a confronto la previsione probabilistica dell’ensemble (ovvero l’insieme di decine di simulazioni parallele) con la climatologia storica del modello stesso, calcolata appositamente per quel preciso periodo dell’anno.
EFI elevato e Shift of Tails: cosa significano
Quando osserviamo mappe con valori EFI particolarmente elevati, significa che i modelli stanno fiutando condizioni meteo insolitamente calde, decisamente fuori scala rispetto alla norma del periodo. La situazione si fa ancora più seria e degna di nota quando a questi dati si associa un parametro chiamato Shift of Tails con segno positivo. In termini semplici, questo indicatore ci segnala che una parte non trascurabile delle simulazioni matematiche sta prendendo in considerazione scenari termici eccezionalmente estremi, ovvero picchi di caldo record che vanno oltre i normali picchi storici.

Le variabili locali faranno la differenza
Naturalmente, una previsione a grande scala di questo tipo non può essere applicata ciecamente a ogni singolo comune: la previsione macroscopica dovrà necessariamente essere affinata nei corso dei prossimi giorni. Le variabili del territorio faranno come sempre la differenza tra una regione e l’altra. Fattori specifici come la presenza di copertura nuvolosa, intensità della ventilazione (che può mitigare o accentuare la temperatura percepita), tassi di umidità relativa (responsabili dell’afa) e l’eventuale sviluppo di improvvisi temporali di calore pomeridiani, determineranno il tempo effettivo sulle singole aree geografiche.
Il messaggio dei modelli ECMWF
Tuttavia, nonostante le inevitabili sfumature locali, il messaggio complessivo che emerge da ECMWF è lampante e non lascia spazio a molti dubbi: superato l’avvio del mese di settembre, l’Italia rischia concretamente di ritrovarsi ancora una volta intrappolata in una lunga parentesi dal sapore pienamente estivo, prolungando così la stagione calda ben oltre il suo naturale termine del calendario.
