Clima, siccità in calo nel Nord-Est degli USA: il segreto è nel “braccio di ferro” tra piogge e calore

Clima, contro tendenza nel Nord-Est degli USA: nell'ultimo secolo le piogge battono la siccità. I risultati di un nuovo studio

Mentre il cambiamento climatico continua a interessare gli Stati Uniti, molte regioni del Paese, in particolare l’Ovest, stanno subendo una siccità crescente. Tuttavia, nell’ultimo secolo, il Nord-Est ha vissuto una situazione diversa: siccità meno frequenti e meno intense grazie all’aumento delle precipitazioni, secondo un nuovo studio del Dartmouth College. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Hydrometeorology. Con il riscaldamento della Terra, aumenta l’energia disponibile per far evaporare l’acqua da piante e suolo. Se le precipitazioni non aumentano a sufficienza per compensare tale perdita d’acqua, si verifica una maggiore siccità.

Nel Nord-Est registriamo un aumento delle temperature, il che comporta una maggiore perdita d’acqua dalla superficie, ma abbiamo anche assistito a un incremento delle precipitazioni, afferma l’autore principale Jonathan Winter, professore associato di geografia e direttore del Dartmouth Applied Hydroclimatology Group, il cui lavoro ha analizzato le variazioni delle precipitazioni estreme nella regione. “È una sorta di braccio di ferro tra la velocità con cui aumentano le precipitazioni e quella con cui cresce l’evapotraspirazione, ovvero la perdita d’acqua da piante e suolo”.

Lo studio

Il team di ricerca ha valutato le variazioni mensili della siccità tra il 1901 e il 2022 nell’area del Nord-Est – comprendente Connecticut, Delaware, Maine, Maryland, Massachusetts, New Hampshire, New Jersey, New York, Pennsylvania, Rhode Island, Vermont, Washington D.C. e West Virginia – utilizzando i dati su temperatura e precipitazioni rilevati dalle stazioni della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Per esaminare l’evoluzione della siccità nella regione, il team ne ha analizzato intensità, frequenza, varianza e durata.

Sulla base di dati relativi a temperatura, precipitazioni, radiazione solare e suolo, i ricercatori hanno calcolato il Palmer Drought Severity Index (PDSI), un parametro utilizzato per misurare la siccità. I risultati sono stati confrontati con l’U.S. Drought Monitor – una mappa settimanale che individua le aree colpite dalla siccità – utilizzato per determinare gli indennizzi delle assicurazioni agricole. Il team ha inoltre confrontato i propri risultati con le variazioni dell’umidità del suolo. Poiché le misurazioni dirette dell’umidità del suolo nella regione sono limitate, i ricercatori hanno utilizzato dati modellizzati, ottenuti integrando un modello climatico con dati osservativi.

I risultati

I risultati mostrano che, considerando tutti i mesi, nel periodo compreso tra il 1984 e il 2022 la siccità è stata meno frequente del 59% e meno intensa del 19% rispetto al periodo 1901-1983. Risultati analoghi sono emersi per la stagione calda (giugno-novembre), ovvero il periodo in cui la siccità ha gli impatti maggiori: la frequenza e l’intensità della siccità stagionale sono diminuite rispettivamente del 56% e del 16%. I risultati dimostrano inoltre che, a partire dal 1984, l’area del Nord-Est è risultata statisticamente più umida rispetto al periodo precedente.

Le oscillazioni tra eventi mensili di umidità e siccità non sono cambiate, a dimostrazione del fatto che il Nord-Est non ha subito un aumento del cosiddetto “weather whiplash” (o “colpo di frusta meteorologico”), ovvero l’alternanza tra inondazioni e siccità.

Le cause

Per individuare le possibili cause della riduzione della siccità, i ricercatori hanno ripetuto l’analisi mantenendo la temperatura ai livelli storici e lasciando variare le precipitazioni, e viceversa. Hanno così scoperto che l’aumento delle precipitazioni è responsabile della riduzione della siccità osservata. “Finché l’aumento delle precipitazioni continuerà a superare quello dell’evapotraspirazione, è improbabile che nel Nord-Est si verifichi un aumento della siccità”, afferma Winter.

Tuttavia, i modelli climatici offrono previsioni discordanti sulla prosecuzione di questa tendenza in futuro. “Il Nord-Est ha sempre vissuto episodi di siccità e continuerà a viverne“, afferma il coautore Erich Osterberg, docente di Scienze della Terra e planetarie. “Un anno fa, oltre un terzo del Nord-Est è stato colpito da siccità grave o estrema, con ripercussioni significative per gli agricoltori e per le risorse idriche”. “La buona notizia è che queste siccità dannose sono diventate meno frequenti e meno gravi grazie alle maggiori precipitazioni“, osserva Osterberg. “La cattiva notizia è che l’aumento delle piogge ha accresciuto la frequenza e l’impatto delle inondazioni gravi”.

I ricercatori auspicano che i risultati dello studio possano contribuire a orientare le decisioni in materia di adattamento ai cambiamenti climatici e di gestione delle risorse idriche.