Da Bolzano alla Brianza, il viaggio dello specchio M4 di ELT: un “occhio” gigante Made in Italy | FOTO

La tecnologia sviluppata da Microgate per l'Extremely Large Telescope dell'ESO entra nella fase finale. Dopo oltre un anno di test a Bolzano, lo specchio adattivo M4 è arrivato ad Annone di Brianza, dove sarà sottoposto alle ultime verifiche ottiche prima della partenza per il Cile

C’è un momento, nei grandi progetti scientifici e tecnologici, in cui un componente smette di essere soltanto un oggetto costruito in laboratorio e comincia il viaggio verso il luogo per cui è stato progettato. Per lo specchio adattivo M4 dell’Extremely Large Telescope (ELT), quel momento è arrivato alla fine di agosto. Un trasporto eccezionale ha lasciato la sede di Microgate a Bolzano portando verso la Brianza uno degli elementi più sofisticati mai sviluppati per l’astronomia da Terra. Dopo oltre un anno di test elettromeccanici e ambientali, l’unità adattiva M4 ha raggiunto Annone di Brianza, nella sede di ADS International, partner di Microgate nel consorzio AdOptica. Qui lo specchio affronterà l’ultima fase di validazione ottica prima della spedizione definitiva verso il deserto di Atacama, in Cile, dove sarà installato sull’ELT, il telescopio che punta a diventare il più grande telescopio ottico e infrarosso del mondo.

Ogni grande progetto scientifico è fatto di tappe che segnano un avanzamento tecnologico, ma anche umano e industriale – spiega Roberto Biasi, CTO e co-founder, insieme al fratello Vinicio, di Microgate – Il trasferimento dello specchio M4 ad ADS International, ultima tappa italiana prima della destinazione finale in Cile, rappresenta uno di questi momenti: significa che un lavoro iniziato molti anni fa entra nella sua fase conclusiva e si avvicina al momento in cui contribuirà concretamente all’attività del telescopio più grande del mondo. Per Microgate è stato un percorso straordinario di crescita. Ci siamo confrontati con sfide ingegneristiche mai affrontate prima, sviluppando competenze, tecnologie e capacità progettuali che oggi costituiscono un patrimonio dell’azienda. Partecipare a un progetto come l’ELT significa contribuire all’avanzamento della conoscenza scientifica, ma anche dimostrare come l’innovazione italiana possa essere protagonista nelle più grandi infrastrutture di ricerca internazionali“.

Un telescopio per guardare alle origini dell’Universo

L’Extremely Large Telescope nasce con ambizioni scientifiche fuori scala. Il suo enorme sistema ottico sarà utilizzato per studiare alcuni dei fenomeni più profondi dell’Universo: dalle prime galassie formatesi dopo il Big Bang alla ricerca di esopianeti simili alla Terra, fino all’analisi delle loro atmosfere, alla ricerca di eventuali tracce riconducibili alla vita. In questa complessa architettura, M4 rappresenta uno dei 4 specchi principali che compongono il sistema ottico del telescopio e svolge un ruolo fondamentale per l’ottica adattiva. La sua particolarità è quella di non essere uno specchio rigido e statico. M4 è infatti progettato per modificare continuamente la propria forma, compensando gli effetti che l’atmosfera terrestre e le vibrazioni della struttura possono avere sulla qualità delle immagini astronomiche.

5.352 attuatori per correggere l’immagine mille volte al secondo

Dietro questa capacità c’è una tecnologia estremamente sofisticata. M4 ha un diametro di 2,5 metri, ma uno spessore di appena 1,95 millimetri ed è composto da 6 segmenti a forma di petalo. Il controllo della superficie è affidato a 5.352 attuatori senza contatto, governati dal sistema elettronico progettato e realizzato da Microgate insieme ad ADS International nel consorzio AdOptica. Gli attuatori permettono allo specchio di deformarsi in maniera controllata oltre mille volte al secondo, con una precisione superiore ai 10 milionesimi di millimetro. In questo modo il sistema può reagire in tempo reale alle turbolenze atmosferiche e alle vibrazioni del telescopio, correggendo continuamente la forma dello specchio. La soluzione è particolarmente innovativa anche perché gli elementi dello specchio “levitano” grazie a un campo elettromagnetico generato dagli attuatori. L’assenza di un contatto meccanico diretto consente di ottenere la rapidità e la precisione necessarie per l’ottica adattiva di nuova generazione.

Il lavoro svolto a Bolzano

Per arrivare a questo risultato, Microgate ha seguito diverse fasi cruciali dello sviluppo. L’azienda altoatesina si è occupata della progettazione del sistema di controllo, delle simulazioni numeriche, dell’elettronica e della validazione del prototipo dimostrativo. A Bolzano sono stati inoltre realizzati i test elettromeccanici e ambientali dello specchio finale. Le prove hanno avuto l’obiettivo di riprodurre condizioni simili a quelle che M4 dovrà affrontare una volta installato nel deserto di Atacama. Il trasferimento ad ADS International costituisce ora l’ultimo passaggio italiano del percorso. Ad Annone di Brianza verrà eseguita la calibrazione ottica, con il supporto dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Al termine di questa fase, lo specchio potrà affrontare il viaggio verso il Cile e la successiva installazione sull’ELT.

Una competenza italiana costruita in oltre trent’anni

Il progetto M4 non rappresenta un episodio isolato, ma il risultato di un percorso tecnologico sviluppato nel corso di decenni nel campo dell’ottica adattiva. Una tappa importante è stata quella del Very Large Telescope (VLT) dell’ESO, a Paranal, in Cile. Il suo specchio secondario deformabile, equipaggiato con 1.170 attuatori, è stato completato, sottoposto ai test ottici e installato nel 2016 sull’Unit Telescope 4, dove è oggi pienamente operativo. La collaborazione prosegue anche sullo stesso VLT: nel giugno 2026 l’ESO ha affidato ad AdOptica, il consorzio formato da Microgate e ADS International, la progettazione e la realizzazione di un nuovo specchio secondario deformabile per l’Unit Telescope 3. Il sistema porterà a un secondo telescopio le capacità di ottica adattiva già operative su UT4.

Dall’ELT al futuro dei grandi telescopi

Le competenze sviluppate nel corso di questi progetti trovano applicazione anche in altre grandi infrastrutture astronomiche internazionali. Nel Giant Magellan Telescope, in costruzione a Las Campanas, sempre in Cile, il sistema di ottica adattiva prevede uno specchio secondario composto da sette elementi di circa 1,06 metri, controllati complessivamente da 4.725 attuatori. Microgate e ADS International, attraverso AdOptica, hanno lavorato alla progettazione e alla verifica dei sistemi di controllo necessari a mantenere i sette segmenti allineati con precisione nanometrica.

Un’altra applicazione riguarda il Subaru Telescope, sul Maunakea, alle Hawaii. In questo caso si tratta di un nuovo specchio secondario adattivo da 1,23 metri, dotato di 984 attuatori e attualmente in fase di integrazione. Per questo progetto Microgate cura l’elettronica, il software, l’ingegneria del controllo e i test dei sottosistemi. I test elettromeccanici di sistema e la calibrazione ottica saranno effettuati dall’azienda in camera climatica, utilizzando l’Optical Test Tower sviluppata da ADS International.

È una collaborazione industriale che racconta anche un pezzo della storia dell’innovazione italiana nel settore: da Bolzano alla Brianza, passando per i grandi osservatori internazionali, le tecnologie sviluppate per controllare specchi deformabili stanno diventando parte integrante della nuova generazione di telescopi. M4 rappresenta ora il punto più avanzato di questo percorso. Il suo viaggio verso il Cile non è soltanto quello di un sofisticato componente ottico: è il passaggio dalla fase di sviluppo e validazione a quella in cui una tecnologia progettata e realizzata in Italia contribuirà direttamente a osservare l’Universo con una precisione senza precedenti.