Osservare l’atmosfera terrestre dallo Spazio permette di studiare fenomeni che, su scala globale, sarebbero difficili da ricostruire attraverso le sole misurazioni effettuate al suolo. È proprio questo l’obiettivo dei satelliti russi “Ionosfera-M” n° 3 e 4, che stanno monitorando l’atmosfera grazie agli strumenti denominati “Ozonometro-TM”. A bordo dei satelliti, gli spettrometri misurano la quantità di ozono e di biossido di azoto presenti nell’atmosfera. Quest’ultimo è particolarmente interessante perché rappresenta anche uno degli indicatori utilizzati per valutare la presenza di inquinamento atmosferico. I dati raccolti dai satelliti hanno già permesso agli specialisti di elaborare una prima mappa della distribuzione globale dell’ozono atmosferico. Si tratta di una rappresentazione preliminare, ma capace di mettere in evidenza una caratteristica importante della circolazione atmosferica terrestre.
Perché l’ozono non è distribuito allo stesso modo?
La mappa mostra che il contenuto complessivo di ozono tende a essere più basso alle latitudini tropicali rispetto alle medie e alte latitudini. Il fenomeno può sembrare controintuitivo: proprio nelle regioni tropicali, infatti, l’azione della radiazione solare favorisce intensamente la formazione di ozono nella stratosfera. La spiegazione sta nella circolazione dell’atmosfera: l’ozono prodotto nella stratosfera tropicale viene trasportato verso latitudini più elevate, dove tende ad accumularsi. Per questo motivo le concentrazioni complessive possono risultare maggiori nelle regioni delle medie e alte latitudini, comprese vaste aree della Russia. In altre parole, l’ozono non rimane necessariamente vicino alle zone in cui viene prodotto: i grandi movimenti dell’atmosfera contribuiscono a distribuirlo su scala planetaria.
Un dato importante anche per la nostra salute
Studiare la distribuzione dell’ozono non è soltanto un esercizio scientifico. La quantità di ozono presente nell’atmosfera è direttamente collegata alla quantità di radiazione ultravioletta che riesce a raggiungere la superficie terrestre. I raggi ultravioletti possono avere effetti dannosi sulla salute umana quando l’esposizione è eccessiva. Per questo motivo, conoscere come varia la quantità di ozono nell’atmosfera è importante anche per comprendere meglio la distribuzione dell’esposizione ai raggi UV. Le mappe ottenute dai satelliti possono quindi rappresentare uno strumento utile per seguire nel tempo le condizioni dell’atmosfera e approfondire il rapporto tra composizione dell’atmosfera, circolazione globale e radiazione che raggiunge la superficie terrestre.
