Alessandro Di Battista torna a parlare pubblicamente delle proprie condizioni di salute e racconta i giorni più difficili vissuti dopo la scoperta di un tumore, diagnosticato durante la permanenza a Cuba. Ospite di DiMartedì, su La7, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha ricostruito il momento in cui ha iniziato a sentirsi male, le cure ricevute all’Avana, l’intervento chirurgico e il percorso terapeutico che lo attende. Di Battista ha spiegato di stare recuperando progressivamente una parte della propria quotidianità, pur attraversando giornate diverse dal punto di vista fisico. “Sto bene, ci sono giorni in cui mi sento meglio. Oggi sono andato al mare a mangiare la frittura di pesce. Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà”.
Alessandro Di Battista e il tumore scoperto a Cuba
Il passaggio più delicato del racconto riguarda l’origine del malore accusato mentre si trovava a Cuba. Di Battista ha spiegato che i primi sintomi erano legati alla presenza di un edema cerebrale, provocato dal tumore successivamente individuato dai medici. A Cuba “mi sono iniziato a sentir male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato”, racconta ancora l’ex deputato del Movimento 5 stelle, che poi aggiunge: “hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l’edema permettendo di operarmi, mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino”. Il trattamento iniziale avrebbe dunque consentito di ridurre l’edema cerebrale e di rendere possibile l’intervento chirurgico. Durante l’operazione, secondo quanto riferito dallo stesso Di Battista, i medici sono riusciti ad asportare quasi interamente il tumore. Adesso si apre una nuova fase, quella delle cure successive all’intervento, che l’ex parlamentare affronterà nella speranza che possano funzionare.
Nel corso dell’intervista, Di Battista ha affrontato anche il rapporto personale con la malattia: “faccio parte di quel club di cittadini italiani che dicono ‘perché proprio a me’. Questa peste del XXI ha un pregio: è democratica. Io non sono uno di quelli che dice ce la farò, io devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori”. Le sue parole restituiscono il senso di una fase ancora aperta, nella quale il percorso terapeutico resta centrale. Di Battista ha spiegato di voler mantenere un atteggiamento positivo, affidandosi alle cure e al lavoro dei sanitari.
Di Battista contro le polemiche sul volo sanitario
Nella seconda parte dell’intervento a DiMartedì, Di Battista ha affrontato con toni molto duri anche le polemiche nate nei giorni della sua malattia, in particolare quelle relative al viaggio di rientro da Cuba. L’ex parlamentare ha ricordato di aver letto, mentre si trovava in condizioni molto gravi, ricostruzioni secondo cui avrebbe utilizzato un volo di Stato. Di Battista ha contestato questa versione, precisando che il trasferimento sarebbe avvenuto attraverso un volo sanitario pagato dalla propria assicurazione. “Io stavo combattendo tra la vita e la morte e leggevo ‘il grillino che prende i voli di Stato’, tra l’altro poi gli abbiamo dato l’ennesima lezione di stile, perché sono tornato con un volo sanitario pagato dalla mia assicurazione, però quella polemica è stata indegna, come indegni sono stati alcuni giornali che hanno speculato per qualche click dandomi per morto più volte o inventando il bollettino sanitario o malattie”.
“Sul letto di ospedale ho scoperto di essere uscito da un coma”
Tra i passaggi più forti dell’intervista c’è anche il riferimento alle notizie circolate mentre Di Battista si trovava ricoverato all’Avana. L’ex deputato ha raccontato di aver letto ricostruzioni sulle proprie condizioni di salute che, secondo quanto sostiene, non corrispondevano alla realtà. In particolare, ha citato informazioni che parlavano di un presunto coma dal quale sarebbe uscito. “Io sul letto di ospedale, all’Avana, ho scoperto di essere uscito da un coma nel quale non sapevo di essere mai entrato, questa è la verità”. Una frase con cui Di Battista ha voluto contestare in maniera netta le ricostruzioni che, durante il ricovero, avevano descritto un quadro clinico diverso.
