Preparate i calici, anche se virtuali e puntati verso lo Spazio profondo, perché domani 30 settembre 2026 si festeggia il Capodanno su Marte. Alle 13:43 ora italiana, il Pianeta Rosso darà ufficialmente il via a una nuova orbita completa attorno al Sole, segnando l’inizio di un nuovo ciclo stagionale. A differenza dei nostri festeggiamenti terrestri, questo evento cosmico coincide esattamente con l’Equinozio nell’emisfero Nord del pianeta, momento che porta la primavera nella parte settentrionale e l’autunno nell’emisfero Sud. Questa affascinante danza astronomica segna l’ingresso nel 38° anno marziano, una misurazione temporale le cui origini risalgono a una convenzione scientifica adottata nel 1955. Mentre sulla Terra ci prepariamo ad affrontare in pieno il nostro autunno, il vicino di casa nel Sistema Solare ci ricorda quanto le meccaniche celesti e i cicli planetari possano essere incredibilmente diversi e sorprendenti rispetto a ciò cui siamo abituati.
Un calendario extraterrestre tra sol e orbite allungate
Il modo in cui misuriamo il tempo subisce uno stravolgimento radicale quando ci spostiamo sul suolo marziano. Una singola giornata, nota con il termine tecnico di sol, dura 24 ore e 39 minuti, risultando leggermente più lunga rispetto alla nostra. La differenza principale si nota però nel periodo di rivoluzione attorno al Sole. Un anno su Marte equivale a ben 687 giorni terrestri, ovvero 668 sol, sfiorando il doppio della durata di un anno terrestre. Questa dilatazione temporale offre uno spunto divertente per calcolare la propria età marziana, dividendo semplicemente i propri anni per 1,88. Il conteggio ufficiale di queste annate ha preso il via fissando il 1° anno in concomitanza con la grande tempesta di sabbia osservata nel 1956. I futuri capodanni marziani sono già tracciati dagli astronomi, con il 40° anno previsto per il 17 agosto 2028, il 41° anno il 5 luglio 2030 e il 42° anno il 22 maggio 2032.
Stagioni asimmetriche e tempeste globali estreme
Esattamente come la Terra, Marte vive l’alternarsi di 4 stagioni, ma la loro durata varia profondamente a causa dell’orbita marcatamente ellittica. L’inclinazione assiale fa sì che l’emisfero Nord riceva maggiore illuminazione durante l’estate, mentre l’emisfero Sud si riscalda di più durante l’inverno del Nord. La seconda metà dell’anno marziano si caratterizza per l’arrivo di violente tempeste di sabbia capaci di avvolgere l’intero globo. Quando il pianeta si avvicina al Sole, l’atmosfera si riscalda e i venti sollevano particelle finissime dal suolo, trattenendo il calore e alimentando la tempesta.
Anche il clima locale presenta scenari estremi: durante una giornata estiva, la temperatura dell’aria può toccare gli 0°C a mezzogiorno, per poi precipitare a -60°C nel corso della notte. Nei mesi invernali il freddo notturno diventa ancora più pungente e scende a -110°C. Tra i fenomeni atmosferici più spettacolari spicca la nube allungata dell’Arsia Mons, una gigantesca formazione di cristalli di ghiaccio che arriva a estendersi per quasi 2mila km di lunghezza.
