Doppio squarcio sul Sole: nube di plasma in rotta verso il nostro pianeta, cosa succederà domani

Un doppio flusso di vento solare colpirà il nostro scudo magnetico tra il 14 e il 16 settembre, regalando probabili tempeste geomagnetiche in vista dell'imminente Equinozio

L’attività del Sole non smette mai di affascinare e proprio in queste ore sta preparando un nuovo evento astronomico di grande rilevanza per il nostro pianeta. Gli strumenti che monitorano costantemente lo Spazio hanno individuato un doppio squarcio nell’atmosfera solare, un’anomalia magnetica che si tradurrà a breve in effetti fisici diretti. Nello specifico, è stata segnalata la presenza di una coppia di buchi coronali, posizionati rispettivamente a Nord e a Sud rispetto all’equatore della nostra stella. Queste vaste regioni scure sono puntate verso il nostro pianeta, scatenando una massiccia ondata di plasma. Le previsioni indicano che le particelle cariche investiranno il campo geomagnetico già a partire da domani.

L’impatto atteso e la magia del prossimo Equinozio

Le proiezioni indicano che l’arrivo del vento solare avverrà in una finestra temporale compresa tra il 14 e il 16 settembre. I buchi coronali individuati sono aree in cui i campi magnetici si aprono, permettendo al materiale espulso di percorrere milioni di km fino a raggiungere il nostro habitat. Quando questi venti veloci impattano contro la magnetosfera terrestre, vengono incanalati verso i poli, dove la collisione con i gas atmosferici genera il meraviglioso fenomeno delle aurore. Siamo ormai vicini al passaggio di fine estate e, statisticamente, le settimane intorno all’Equinozio favoriscono le crepe temporanee nello scudo geomagnetico. Questa speciale geometria orbitale amplifica l’interazione con le particelle cariche, rendendo i bagliori luminosi nel cielo notturno particolarmente vivaci e frequenti per chi osserva dalle alte latitudini.

buco coronale
Credit: Atmospheric Imaging Assembly (AIA) for the Solar Dynamics Observatory (SDO)

La scienza dietro la magia: l’effetto Russell-McPherron

Perché proprio in questo periodo dell’anno le probabilità di assistere a questi spettacoli celesti aumentano sensibilmente? La risposta risiede in quello che gli scienziati chiamano effetto Russell-McPherron. Formulato nel 1973, questo principio fisico spiega come, durante le settimane vicine all’Equinozio, l’inclinazione dell’asse magnetico terrestre si allinei in modo ottimale con il campo magnetico interplanetario trasportato dal vento solare. Questa particolare geometria fa sì che le linee di forza del nostro pianeta si connettano con maggiore facilità a quelle provenienti dallo Spazio, creando vere e proprie fessure temporanee nella nostra bolla protettiva. Di conseguenza, il flusso di particelle penetra con estrema efficacia nell’alta atmosfera terrestre, fungendo da carburante per l’aurora. È proprio in virtù di questa complessa interazione nel Sistema Solare se, durante il mese di settembre, i cieli del Nord si accendono con le tempeste geomagnetiche più intense e frequenti di tutto l’anno.