L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo non mostra segnali di rallentamento e il bilancio delle vittime ha ormai superato quota 3mila. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero della Salute congolese, dall’inizio dell’emergenza sono stati registrati 6.186 casi confermati e 3.007 decessi. L’epidemia, dichiarata a metà maggio, viene descritta come la più rapida mai registrata per la diffusione del virus Ebola. Il contagio continua infatti ad avanzare a una velocità superiore rispetto alla capacità delle autorità sanitarie di identificare i nuovi casi, ricostruire i contatti e interrompere le catene di trasmissione.
Diversi fattori contribuiscono alla difficile gestione dell’emergenza. L’area orientale del Paese, dove è concentrato il focolaio, è segnata da conflitti e instabilità, condizioni che rendono più complesso raggiungere le comunità colpite e garantire interventi sanitari continui. A peggiorare la situazione si aggiungono gli attacchi contro gli operatori sanitari, costretti a lavorare in condizioni di forte rischio, oltre alla mobilità costante di molti lavoratori del settore minerario. Gli spostamenti frequenti possono favorire la diffusione del virus in nuove aree, mentre la carenza di strutture e servizi sanitari adeguati limita la capacità di risposta. Preoccupazione anche per la ripresa delle attività scolastiche nel pieno dell’epidemia. Il ritorno degli studenti nelle aule solleva infatti timori legati a possibili nuove occasioni di trasmissione, soprattutto nelle zone in cui il contagio continua a circolare.
