È stato sottoscritto a Bologna il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, un accordo che punta a definire le linee strategiche dello sviluppo dell’Emilia-Romagna nei prossimi anni attraverso il confronto tra Regione, istituzioni locali e rappresentanze economiche e sociali. La firma, avvenuta nella Sala Guido Fanti dell’Assemblea legislativa regionale, arriva al termine di mesi di dialogo e confronto tra i diversi soggetti coinvolti e introduce tra gli elementi centrali della programmazione regionale anche il ruolo dell’economia sociale, riconosciuta come una delle direttrici fondamentali per la crescita del territorio. A commentare positivamente il nuovo accordo è stato Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna, che ha sottolineato l’importanza di un’intesa arrivata in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni economiche, energetiche e tecnologiche.
Confcooperative: “fondamentale saper guidare i cambiamenti”
“Accogliamo con grande soddisfazione la sottoscrizione del nuovo Patto. In una fase particolarmente complessa per le imprese, tra costi energetici legati alle tensioni internazionali e una rivoluzione tecnologica che sta trasformando il modo di produrre e lavorare, è fondamentale saper guidare i cambiamenti. Una responsabilità che spetta prima di tutto alla politica, attraverso il confronto con le rappresentanze economiche e sociali”. Con queste parole Francesco Milza ha commentato la firma del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, evidenziando come il contesto attuale richieda capacità di programmazione e collaborazione tra istituzioni e mondo produttivo. Secondo il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, le sfide legate ai costi energetici, alle conseguenze delle tensioni internazionali e alla trasformazione portata dalle nuove tecnologie impongono un modello di sviluppo capace di accompagnare imprese e comunità nel cambiamento.
L’economia sociale entra nella strategia di sviluppo regionale
Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo Patto riguarda proprio l’inserimento dell’economia sociale tra le direttrici strategiche della Regione Emilia-Romagna. “L’ingresso dell’economia sociale nel Patto è particolarmente significativo perché la colloca a pieno titolo nella strategia di sviluppo dell’Emilia-Romagna – prosegue Milza –. Competitività, innovazione, qualità del lavoro e coesione sociale sono parti dello stesso progetto. Anche il sottotitolo “Insieme, con cura” indica una precisa idea di sviluppo, costruita attraverso la partecipazione e capace di non lasciare indietro territori, persone e comunità. Ora questo riconoscimento dovrà tradursi sempre di più nelle politiche, negli strumenti e negli investimenti della Regione”. Il riconoscimento del ruolo dell’economia sociale rappresenta dunque un passaggio considerato strategico per il mondo della cooperazione e per il Terzo settore, chiamati a contribuire alla costruzione di un modello economico che tenga insieme crescita, innovazione e inclusione.
Cooperazione e Terzo settore protagonisti della nuova fase
Il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale apre una fase ritenuta particolarmente significativa per il sistema cooperativo regionale, chiamato ora a trasformare gli indirizzi condivisi in azioni concrete. “Come Confcooperative Emilia Romagna saremo impegnati perché questa impostazione trovi concreta attuazione. Abbiamo contribuito alla costruzione del Patto portando le proposte della cooperazione, anche attraverso il lavoro comune nell’Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna. La firma di oggi è da celebrare, ma resta un punto di partenza: ora gli impegni condivisi devono diventare scelte concrete”. Milza ha quindi ribadito l’impegno di Confcooperative Emilia Romagna affinché il nuovo quadro strategico possa tradursi in interventi effettivi, attraverso politiche pubbliche, strumenti operativi e investimenti capaci di sostenere il tessuto economico e sociale del territorio.
Un modello di sviluppo basato su innovazione e coesione
Il nuovo Patto individua nella collaborazione tra istituzioni, imprese, organizzazioni sociali e comunità locali uno degli elementi centrali per affrontare le trasformazioni in corso. La prospettiva indicata è quella di un’Emilia-Romagna capace di coniugare competitività, innovazione, qualità del lavoro e coesione sociale, valorizzando il contributo della cooperazione come parte integrante delle strategie di sviluppo regionale. La firma dell’accordo rappresenta così un nuovo punto di partenza per un percorso che punta a rafforzare il rapporto tra crescita economica e attenzione alle persone, ai territori e alle comunità, con l’obiettivo di rendere operative le scelte condivise nei prossimi anni.
